Venerdì, 22 Maggio 2026

"Confessioni di un’amica" di Elizabeth Day

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07/04/2026 13:03 - 07/04/2026 13:03 #73970 da bibbagood
"Confessioni di un’amica" di Elizabeth Day è stato creato da bibbagood
Orientativamente dalla prossima settimana io e Alice vorremmo leggere questo libro, un memoir-analisi del legame di amicizia. Sembra un´opera molto interessante di cui se ne possono leggere un capitolo ogni tanto visto che ogni capitolo riguarda alcuni temi che ricorrono nelle amicizie strette, alcuni aspetti che caratterizzano questo peculiare sentimento, che si può esprimere in tanti modi e spesso può coinvolgerci più di quel che pensiamo, contribuendo a crearci stress, dolore, situazioni in cui ci sentiamo forzati in nome di questo legame di condividere e a cui partecipare anche se ci fanno stare male. È una sorta di memoir-autoanalisi visto che l´autrice analizza il modo in cui lei vive le amicizie, chiedendo anche ad alcuni suoi amici come vivono invece loro alcune dinamiche. 
Penso sia interessante farne una lettura condivisa perchè come su tutte le esperienze importanti della vita penso sarà un ottimo modo per analizzarsi, confrontarsi e magari tramite questo confronto capire meglio cosa proviamo nel nostro ruolo di amici 
Vi lascio qui l´indice così da farvi un´idea:

 

"Il solo mezzo di sopportare l'esistenza è di stordirsi di letteratura" Gustave Flaubert
Ultima Modifica 07/04/2026 13:03 da bibbagood.

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11/04/2026 22:16 #73992 da guidocx84
Risposta da guidocx84 al topic "Confessioni di un’amica" di Elizabeth Day
L'ho aggiunto alla mia libreria su Audible. Sto valutando se unirmi a voi 

Aspetto i vostri primi commenti per decidere. Vi mando in avanscoperta 

«Heaven goes by favor. If it went by merit, you would stay out and your dog would go in.» Mark Twain

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12/04/2026 06:28 #73995 da Francis
Risposta da Francis al topic "Confessioni di un’amica" di Elizabeth Day
Io l'ho letto l'anno scorso e l'ho trovato molto interessante, perché ripercorre diversi tipi di rapporto e fa un'autoanalisi profonda di sé e della società. Mi è piaciuto molto.

In realtà io l'avevo comprato solo per leggere altro di Elizabeth Day, dopo il meraviglioso libro che abbiamo letto insieme qui come libro del mese di qualche tempo fa, Il party, che avevo divorato!
Comunque, seppur totalmente diverso nel genere e nel contenuto, ho fatto bene a comprarlo!

...in medio stat virtus...

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15/04/2026 09:39 #74013 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic "Confessioni di un’amica" di Elizabeth Day
Ho iniziato il libro e al momento sono molto entusiasta, mi piace il tipo di approccio. Spero non ci siano troppe parti teoriche, ci sono alcuni punti in cui si analizza il sentimento di amicizia da un punto di visto antropologico-sociale e magari a me interessa un po'di meno, preferisco di più leggere dell'autoanalisi che l'autrice fa di sè stessa, in cui magari ci si può ritrovare di meno essendo esperienze molto personali e soggettive, ma che mi offrono una prospettiva più diretta e concreta delle sfumature che questo sentimento può assumere.

Mi piace molto il concetto di friendaholic: per me l'amicizia ha un ruolo fondamentale, ho molti "migliori" amici, e vivendo all'estero da 15 anni è sempre stato un tema a cui ho dovuto dare priorità mettendoci tutta me stessa dal momento che la perdita di condivisione della quotidianeità e il vedersi 1-2 volte l'anno rappresentano un enorme problema per questo tipo di amicizie. Però non mi rivedo almeno nella definizione di friendaholic, dove invece ci ho rivisto tantissimo una delle mie migliori amiche, che già dalla fine del liceo e fino a tuttora (abbiamo 35 anni) è sempre stata impegnatissima per incontrare i vari gruppi di amici e magari si presentava alla cena con noi giusto per un'oretta scarsa perchè veniva già da un aperitivo con altri e dove raggiungere altri per un dopocena. A volte la prendavamo in giro, a volte ci abbiamo invece scazzato perchè percepivamo proprio quello di cui parla l'autrice, ovvero il non essere considerate veramente le sue migliori amiche se alla fine il nostro ruolo era sistemarci in un buco nella sua agenda tra un amico e l'altro. Però rivedo perfettamente in lei quelle dinamiche di bisogno di circondarsi di amici di cui parla Day.

Ho trovato poi molto interessanti nell'introduzione i dati relativi al rapporto tra avere un certo numero di migliori amicizie e la depressione. Qui invece mi sono ritrovata molto e anche per quello ho voluto leggere questo libro proprio ora. Non sono depressa ma sto vivendo negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi mesi un forte stress dovuto alla fatica mentale di dover curare tanti rapporti stretti, essere presente, assorbire tutti i problemi di cui mi parlano amici e amiche e mi son resa conto che é troppo, che non è normale a questa età avere più di 3-4 amici veramente stretti perchè i problemi diventano troppi, non sono in grado emotivamente di assorbire tutto il loro carico emotivo e dall'altra parte anche io ho sempre più problemi e non riesco a dedicare l'attenzione che riuscivo a dare prima a tutte queste persone. E questo mi causa un enorme stress e ho dovuto cominciare a prendere decisioni diciamo drastiche per mettere dei limiti. 

Voi anche avete notato un cambiamento nel modo in cui vivete le migliori amicizie man mano che passa il tempo? O conoscete persone affette da friendaholic :)?

Sempre nell'introduzione mi son piaciute queste due frasi in cui mi sono anche ritrovata molto:

"Avevo scoperto qual era la mia passione: l'amicizia" --> assolutamente, dopo la dedizione alla cura del rapporto con mia sorella il tempo e le attenzioni che dedico agli amici è la cosa che mi definisce di più

"Mi mancava poter dare un senso alle cose parlandone con loro" --> assolutamente anche qui, proprio di recente mi son dovuta tenere per me alcune cose "grandi" che mi pesavano molto e di cui parlavo solo con me stessa nella mia mente   un giorno si è inaspettatamente creata l'occasione per cui ho iniziato a parlarne con due amiche e improvvisamente questi "problemi" che alleggiavano su di me hanno assunto una consistenza molto più reale ma in questo modo, concretizzandosi, cercando di spiegarle a loro, son riuscita a guardarle anche con una prospettiva più distante e dandogli un senso.

"Il solo mezzo di sopportare l'esistenza è di stordirsi di letteratura" Gustave Flaubert

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19/04/2026 19:44 #74029 da elis_
Ho iniziato anch'io la lettura e procedo piuttosto lentamente (come mio solito  ) perchè penso che sia un libro che vada letto piano piano e lasciato un po' sedimentare, sono quindi ancora al secondo capitolo ma lo trovo già molto interessante e pieno di spunti di riflessione, non mi dispiace che sia una sorta di saggio in cui l'autrice porta diverse fonti come esempio, anzi, trovo che il mix "esperienza personale" e "studi scientifici" sia perfetto!

Per quanto riguarda le tematiche, io e l'autrice non potremmo essere più diverse: non sono mai stata una "friendaholic", non ho mai avuto una comitiva nè tanti amici sparsi e di questo ho sofferto per molto tempo sentendomi sbagliata, alla veneranda età di 30 anni ho invece capito che semplicemente per me funziona il concetto di "pochi ma buoni", sono piuttosto introversa e purtroppo ho anche il grande difetto di voler sempre rendere felice chi mi circonda quindi far parte di una cerchia di amici così grande mi avrebbe uccisa   ho quindi apprezzato la parte in cui l'autrice dice che non c'è nulla di male ad avere pochi amici, anzi, e anch'io negli ultimi anni ho ulteriormente ridotto la mia già ristretta cerchia di amicizie, avendo sempre meno tempo ed energie trovo che sia cruciale dedicarle a chi se lo merita. 

Mi ha colpito anche la parte relativa al lockdown, in cui sentiva fortemente il bisogno di abbracciare la sua migliore amica anche se in realtà sono sempre state distanti, mi domando se questo bisogno nascesse proprio dal divieto o dal fatto che eravamo impauriti e quindi più bisognosi di vicinanza ed affetto fisico. 

Proseguo con curiosità!

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24/04/2026 13:28 #74052 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic "Confessioni di un’amica" di Elizabeth Day
Il primo capitolo sulla pandemia l´ho trovato anche io ricco di spunti e mi son ritrovata in molte delle riflessioni. In Germania dove vivo la situazione è stata molto più distesa e anche se con restrizioni si è sempre potuto continuare a uscire e incontrarsi con persone, tuttavia  ho sentito per la prima volta l´angoscia di abitare così lontano e che non potevo più decidere all´ultimo di tornare per un compleanno o una qualche occasione (anche nei periodi di non-lockdown durante la pandemia le restrizioni e le angosce di viaggiare all´estero sono rimaste rigide a lungo); quando torno a Roma cerco sempre di organizzarmi al meglio per vedere più persone possibili ma in quel caso è capitato che non abbia potuto vedere amici anche per due anni e questo è molto faticoso se si cerca di mantere rapporti di amicizia a distanza (altro tema del libro). Però è vero che quel periodo ha dimostrato chi proprio non potevo evitare di vedere e chi mi impegnavo di vedere entro il coprifuoco o facendo test anticovid pur di vedersi, ed è stata una selezioen naturale e spontanea. Non dico però che gli amici che ho rimandato per due anni siano superflui, bisogna semplicemente dare delle priorità e la pandemia ci ha messo nella condizione di darle.
Tuttavia mi son ritrova in quel che la scrittrice racconta della pandemia più che altro perchè ho una sitazione così indipendentemente da essa. Lei racconta di come le sia mancato passare le serate a guardare la tv con la sua migliore amica e sono quei momenti di condivisione della quotidianeità che mancano molto se si vive in paesi diversi e ci si riesce a vedere 2 volte l´anno, volte che sono sempre iperconcentrate e si cerca di raccontarsi tutto e sfruttare al meglio il tempo invece che fare cose di tutti i giorni tipo andare al cinema, a una mostra, fare sport insieme ecc. Riuscire a rimanere amici stretti a distanza è possibile ma riuscire a compensare il fatto che non si condivide la quotidianeità può diventare veramente pesante. Si può tornare per lauree, matrimoni, compleanni, ma sarebbe bello starci anche il resto del tempo.

Ho trovato a pagina 29 riuscito il paragone tra amicizia e stretching: l´amicizia ha bisogno di stretching, in cui bisogna capire quanto vale la pena di sforzarsi e quando no --> "se lo stretching in una direzione è eccessivo, i muscoli di un´amicizia smettono di funzionare correttamente"; e ancora: "provai solievo all´idea di non dovermi più sforzare" e "Basta con lo stretching, ´fanculo agli esercizi, sono noiosi e dolorosi anche quando li fai bene". L´ho trovata una parte molto incisiva e illuminante che descrive benissmo alcuni rapporti, in cui ci si sforza di impegnarsi ma non è che poi vedi il risultato finale e la fatica fine a se stessa che provi è solamente frustrante e non appaga. Mentre in altri rapporti fare questo tipo di stretching ti ripaga con la sensazione di benessere che si prova quando si ha fatto uno sforzo di cui si vede il senso.
Anche per questo motivo credo che crescendo si ha sempre più difficoltà a mantenere tanti rapporti stretti di amicizia: diventiamo meno flessibili e lo stretching risulta molto più pesante, doloroso, faticoso e molliamo più velocemente la motivazione. Se gli amici riescono a crescere insieme, lo stretching aiuta a riassestarsi sul ritomo dell´altro/a, ma rimane il fatto che bisogna adattarsi di volta in volta a rapporti nuovi, a dinamiche di amicizia nuove, e come ogni cambiamento ciò implica sforzo e bisogna decidere di volta in volta se si ha voglia di prendersi tempo ed energie per fare stretching.

Sempre in questo primo capitolo ho trovato poi super interessante la riflessione di come sia diversamente socialmente accettata la rottura di una relazione amorosa e quella invece di un´amicizia.

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26/04/2026 10:29 #74059 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic "Confessioni di un’amica" di Elizabeth Day
Il capitolo 2 è anche ricco di spunti, soprattutto perchè analizza il perchè abbiamo bisogno del rapporto di amicizia e cosa ci spinge a segliere una persona come amica e un'altra no. Vengono analizzate le fasi che ci legano a una persona e ho trovato la spiegazione degli studi molto meno teorici di quel che temevo, li ho trovati molto pratici e mi ci son ritrovata. Una delle motivazioni principali che la maggior parte degli intervistati adotta è "per non sentirsi soli", e secondo me il bisogno di socialità e di trovare anime affini può essere un ottimo stimolo che ci permette di uscire dalla nostra individualità, poi però per far sì che un rapporto diventi significativo bisogna appassare alle fasi successive, ovvero il riconoscimento nell'altro/a di valori affini e l'attribuzione spontanea del ruolo che noi assumiamo per quella persona e quella persona per noi, altrimenti il voler non sentirsi soli crea una dipendenza in cui i rapporti sono intercambiabili e che non permettono a noi di crescere come individui.

Ho apprezzato anche il riferimento che fa all'inizio del capitolo riguardo al rapporto con la sorella, la prima persona che associa all'amicizia, ma non è cosi scontato che una sorella diventi anche amica e a chi capita vive una grandissima fortuna.

Tra il capitolo 2 e 3 intervista l'amica Paula che parla di come la peculiarità del rapporto di amicizia è l'assenza di uno scopo; in tutti gli altri rapporti li coltiviamo con una finalità, mentre per per l'amicizia no, si tratta di volta in volta di vivere semplicemente il modo in cui quella persona ci rende migliori le giornate,

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28/04/2026 11:41 #74069 da elis_
Arrivata al 40% della lettura e devo dire che continua a piacermi, in alcuni capitoli ho avuto l'impressione che divagasse su alcuni temi magari meno pertinenti e quindi mi ha annoiata un pochino ma la bellezza di un libro così è anche poter saltare qualche paragrafo senza perdere granchè nel resto della trama   lascio qualche considerazione:

Mi è piaciuta molto la conversazione che ha avuto con un suo amico nel capitolo 4 riguardo il riprendere o meno un'amicizia che ti ha "ghostata", ho apprezzato molto il fatto che l'amico le abbia chiaramente detto che se l'avesse fatto voleva dire che non aveva particolari criteri nelle amicizie e che quindi i suoi veri amici avrebbero avuto una considerazione minore di lei, ho trovato che effettivamente sia molto giusto dare dei canoni e dei paletti alle amicizie che si sceglie, fa sentire l'amico in questione più prezioso perchè viene scelto, altrimenti ci si può fare l'idea che quella persona sia amica di tutti, anche di chi non la tratta bene, e non è una bella cosa.

Altro argomento che ho apprezzato molto si trova nel capitolo 6 e riguarda gli amici "veri", quegli amici che consideriamo spiriti affini, quelli per cui molleresti tutto in un secondo pur di aiutarli e che ci sono sempre, ho apprezzato il fatto che l'autrice ammetta che sono dei rapporti estremamente rari perchè invece è un errore comune ricercarli in ogni amico, quando invece ci sono amicizie che sono tali sono per il piacere che si ha nel passare del tempo insieme (molto bello anche il riferimento alla filosofia di Aristotele). 

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07/05/2026 09:34 #74101 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic "Confessioni di un’amica" di Elizabeth Day

Mi è piaciuta molto la conversazione che ha avuto con un suo amico nel capitolo 4 riguardo il riprendere o meno un'amicizia che ti ha "ghostata", ho apprezzato molto il fatto che l'amico le abbia chiaramente detto che se l'avesse fatto voleva dire che non aveva particolari criteri nelle amicizie e che quindi i suoi veri amici avrebbero avuto una considerazione minore di lei, ho trovato che effettivamente sia molto giusto dare dei canoni e dei paletti alle amicizie che si sceglie, fa sentire l'amico in questione più prezioso perchè viene scelto, altrimenti ci si può fare l'idea che quella persona sia amica di tutti, anche di chi non la tratta bene, e non è una bella cosa.

 
Ho trovato anche io il concetto di ghosting in amicizia molto interessante e mi concordo con te. Tuttavia nel capitolo si accenna anche a quando una persona con cui prima avevi un rapporto di amicizia stretta va a finire che ti ignori se ti incontra per strada (appunto, ti ghosta) e di come la persona che non viene salutata si senta mortificata e in crisi da ciò, riflettendo su come sia possibile addirittura venire ignorati. Io in realà ho una posizione piuttosto rigida: preferisco che una persona con cui ho avuto un legame molto stretto mi ignori per strada, sottolineando che il rapporto è stato tale per cui non si ha voglia di fingere e salutarsi come se si fosse conosceni normali, mi ferirebbe molto di più che una persona che per me é sttaa importante mi trattasse come se niente fosse.
A questo proposito nel capitolo ho sottolineato questa frase: "A volte, il silenzio è l'unica spiegazione che otteniamo per la fine di un'amicizia."

Ho trovato poi divertente ma realisitico il riferimento alla teoria del ghosting, risalente a un manuale del 1898 di eocnomia domenistica e buone maniere che riporta le varie fasi del ghosting, ovvero l'atto più maleducato che si possa commettere in società (ma appunto per quanto possa capire e concordare che non salutare sia maleducato, nel caso di questi rapporti non credo la maleducazione c'entri) e riporto qui le fasi perché le ho trovate molto divertenti (il "taglio" sarebbe il termine per ghosting):
"Il taglio diretto consinste nel <fissare un conoscente in faccia fingendo di non sapere chi sia>; quello indiretto nel <distogliere lo sguardo e simulare di non vedere una determinata persona>; il sublime nell'ammirare il tetto di un palazzo o le nuvole alte nel cielo finchè quella conoscenza non è più nei paraggi>; quello infernale,  infine, nel <fermare a sistamarsi i lacci degli stivali finchè l'individuo in questione non si è allontanato>"

Concordo che ci sono parti in cui si sofferma su temi troppo specifici però forse è proprio questo il punto, i rapporti di amicizia comprendono spesso tutti gli aspetti della nostra vita e quindi può capitare che proprio in base al tipo di amicizia si viva un determinato aspetto della nostra vita in maniera diversa con quella persona oppure che viviamo noi stessi quell'aspetto della nostra vita in modo diverso proprio grazie o a causa di quella persona. Quindi credo sia un buon approccio per analizare  appieno questo sentimento e ci sta che non ci ritroviamo in tutte le considerazioni fatte.
Ad esempio nel capitolo 5 si parla di un altro tema interessante, qeullo di rimanere amici con i propri ex e lo trovo meno banale di quel che sembra. Per molte persone che conosco è un tabu o comunque una cosa non prendere in considerazione, per tante altre, tipo me, risulterebbe stupido perdere una persona che è stata molto importante e che ha significato molto solo perchè non c'è più l'intimità del rapporto di coppia. Però certo, dipende tutto dal perchè è finita e, come si affronta bene nel capitolo, da quanto l'attrazioen fisica non sia più un fattore (e questo è anche l'elemento centrale del tema amicizia tra uomo e donna, in cui credo ma che effettivamente presenta spesso il problema di arrivare a un punto ambiguo della relazione). Il capitolo si conclude anche qui con una frase che ho apprezzato perchè dà una definizione diretta e semplice di amicizia: "A volte la questione è molto semplice: amico è una persona che ti permette di aiutarla."

Altro argomento che ho apprezzato molto si trova nel capitolo 6 e riguarda gli amici "veri", quegli amici che consideriamo spiriti affini, quelli per cui molleresti tutto in un secondo pur di aiutarli e che ci sono sempre, ho apprezzato il fatto che l'autrice ammetta che sono dei rapporti estremamente rari perchè invece è un errore comune ricercarli in ogni amico, quando invece ci sono amicizie che sono tali sono per il piacere che si ha nel passare del tempo insieme (molto bello anche il riferimento alla filosofia di Aristotele).

Anche io ho segnato queste parti del capitolo 6 e il riferimento a Aristotele, in particolare quando dice che anche se abbiamo assodato che l'amicizia, rispetto all'amore, non ha un ruolo per la sopravvivenza della specie, non si può però negare che dia un valore aggiunto alla mera sopravvivenza e che in senso aristotelico ciò rappresenza un livello più intenso come rapporto per via della libertà intenzionale in cui nasce. E poi nel capitolo si parla delle friendship coach, di cui non avevo mai sentito parlare, ovvero persone che aiutano farti vivere meglio i rapporti di amicizia e lo trovo interessante. Da una parte forte nella nostra attuale società tendiamo un po'troppo a psicanalizzare tutto e anche in questo caso si potrebbe pensare che uno dovrebbe vivere le amicizie in modo spontaneo. Ma in molti casi le amicizie o la mancanza di esse possono avere un riflesso determinante sulla qualità della nostra vita e su scelte che facciamo quindi magari dedicare ad esse la stessa importanza che diamo ad esempio alla ricerca di un partner e al mantenimento di una relazione amorosa non è così sbagliato (penso alla necessità delle app di incontri oppure alla terapia di coppia, entrambe le cose potrebbero in alcuni casi essere utili anche per i rapporti di amicizia).

Tra i capitoli 6 e 7 poi c'è la testimonianza di Danielle in cui mi sono ritrovata molto perchè parla di come tra i principali problemi che si riscontrano nelle amicizie tra donne ci sia il fatto di come cambiano le abitudini e di come una delle due vada avanti con la propria vita mentre l'altra no, facendo sì che si é sfasate e ci si ritrovi in fasi della vita che non si condivide più con l'amica. Purtroppo è inevitabile perchè per quanto si possa essere simili, si hanno percorsi diversi, ma è comunque triste e difficile da affrontare proprio perchè inevitabile.

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08/05/2026 13:39 #74103 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic "Confessioni di un’amica" di Elizabeth Day
Continuo con altri spunti di riflessione che mi ha dato questo libro, che diventerà sicuramente tra i miei preferiti.
nel capitolo 8 ho trovato un´interessante considerazione sul tema dell´amicizia in letteratura, ovvero che libri che trattano questo rapporto sono prevalentemente per bambini/ragazzi, perchè per questa fascia d´età avrebbe meno rilevanza parlare di storie sentimentali mentre son più vicine le storie sui legami con gli amici; e in effetti poi nella letteratura per adulti c´è un netto sbilanciamento nell´altro verso. Ed è vero che l´amicizia è un sentimento fondamentale in infanzia e adolescenza, ma non credo che nella vita adulta abbia la stessa poca rilevanza che una relazione sentimentale può avere per un bambino, semplicemente mentre le relazioni sentimentali le viviamo principalmente nella forma di persone adulte e relazione adulta, l´amicizia no e quindi si modifica e assume altre forme. Se vi vengono in mente libri da adulti dove il rapporto d´amicizia è centrale, mi segno volentieri i consigli (no "Amica geniale" o "Un´amicizia" di Avallone) 

Ho trovato poi il capitlo 9 sulla fertilità molto attuale perchè è un tema che sta avendo semprepiù spazio: da una parte coppie/donne co difficoltà a procreare che si son stufate di stare zitte quando si fanno commenti a sproposito, e contemporaneamente però il fatto che sia sempre più accettato che essere donna emancipata debba corrispondere a lamentarsi di che fatica sia avere figli e che superdonne si è se si riesce ad avere figli e una vita, creando continui rapporti di rivalità su chi è la donna-madre migliore e soprattutto se è più fortunata l´amica che ha figli oppure quella che non li ha. L´autrice ha messo fin dall´introduzione in chiaro quanto per lei il problema della fertilità sia centrale e caratterizzi ogni aspetto e relazione della sua vita quindi riferimenti al problema che ha nel coniugare l´essere una buona amica e al contempo vivere il più serenamente possibile la mancanza non voluta di figli sono sparsi in tutto il libro e il capitolo può risultare ridondante, ma sinceramente penso sia un aspetto piuttosto centrale nell´amicizia tra persone soprattutto nella fascia 28-50 anni. L´esempio dell´amica che è preoccupata se avrà una femmina invece di un maschio mi ha fatto sorridere perchè è una cosa tipica che non sopporto nenache io, mi sembra pazzesco che si possa desiderare addirittura il genere del figlio e non semplicemente essere grati che si avrà un figlio e chi non può averne deve passare le giornate a sentirsi tutte queste lamentele che per la persona in questione sono un vero lusso. E il problema non sono le lamentele e l´ascoltarle, ma il dover dimostrarsi una buona amica e quindi dimostrarsi comprensivi, invitare a sfogarsi anche di più su questi problemi, ecc. e rimanere completamente shockate di come deve essere sentirsi così sicure del poter diventare madre da avere spazio nella testa per cose come queste.
Tema altrettanto interessante è l´enorme problema della feticizzazione online della maternità (così come di tante altre cose, tipo lavoro perfetto, ricchezza, vancanze perfette), fenomeno dei nostri tempi che ci ha portato a una totale perdita dell´empatia e al non capire più cosa sia fuoriluogo.
Infine ho trovato spietatamente onesta la riflessione su come ikl diventare genitore di fa capire chi sono i veri amici e io aggiungerei anche che tipo di amico sei e che valore dai all´amicizia e allo stesso modo come il non diventare genitore ti rende chiaro chi sono i veri amici. Penso sia un tema che nella nostra società stia abbastanza degenerando, facendo sì che chi non riesce ad avere figli si chiuda più in se stesso e chi li ha si sente escluso dagli amici di prima e soffocato dalla nuova vita famigliare dove spesso non sente di avere spazio per la persona che era prima di diventare genitore.

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Avatar di mulaky mulaky - 12/05/2026 - 09:26

Ciao Martina, benvenuta!

Avatar di martina.rosati1 martina.rosati1 - 12/05/2026 - 08:59

Ciao a tutti e tutte, sono Martina! Prima volta in un forum di questo tipo e in un club del libro. Mi sembra un’esperienza analogica necessaria 🌸

Avatar di guidocx84 guidocx84 - 02/05/2026 - 20:04

Luigi ha proposto la nuova rosa di libri tra cui scegliere il Libro del Mese di Giugno! Votate! ;)

Avatar di callmeesara callmeesara - 05/04/2026 - 22:04

Buona Pasqua!!

Avatar di guidocx84 guidocx84 - 05/04/2026 - 09:59

Buona Pasqua Club! ;)

Avatar di bibbagood bibbagood - 03/04/2026 - 16:56

Non ci sono errori, tranquillo :)

Avatar di Novilunium Novilunium - 02/04/2026 - 13:26

Vorrei cancellari questi due messaggi che contengono un errore (secondo l'icona) ma non vedo come fare. Moderatore : puoi aiutarmi ?

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Mi interesso anche di architettura, di musica classica e di cinema di contenuti.

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