Mi è piaciuta molto la conversazione che ha avuto con un suo amico nel capitolo 4 riguardo il riprendere o meno un'amicizia che ti ha "ghostata", ho apprezzato molto il fatto che l'amico le abbia chiaramente detto che se l'avesse fatto voleva dire che non aveva particolari criteri nelle amicizie e che quindi i suoi veri amici avrebbero avuto una considerazione minore di lei, ho trovato che effettivamente sia molto giusto dare dei canoni e dei paletti alle amicizie che si sceglie, fa sentire l'amico in questione più prezioso perchè viene scelto, altrimenti ci si può fare l'idea che quella persona sia amica di tutti, anche di chi non la tratta bene, e non è una bella cosa.
Ho trovato anche io il concetto di ghosting in amicizia molto interessante e mi concordo con te. Tuttavia nel capitolo si accenna anche a quando una persona con cui prima avevi un rapporto di amicizia stretta va a finire che ti ignori se ti incontra per strada (appunto, ti
ghosta) e di come la persona che non viene salutata si senta mortificata e in crisi da ciò, riflettendo su come sia possibile addirittura venire ignorati. Io in realà ho una posizione piuttosto rigida: preferisco che una persona con cui ho avuto un legame molto stretto mi ignori per strada, sottolineando che il rapporto è stato tale per cui non si ha voglia di fingere e salutarsi come se si fosse conosceni normali, mi ferirebbe molto di più che una persona che per me é sttaa importante mi trattasse come se niente fosse.
A questo proposito nel capitolo ho sottolineato questa frase:
"A volte, il silenzio è l'unica spiegazione che otteniamo per la fine di un'amicizia."
Ho trovato poi divertente ma realisitico il riferimento alla teoria del ghosting, risalente a un manuale del 1898 di eocnomia domenistica e buone maniere che riporta le varie fasi del ghosting, ovvero l'atto più maleducato che si possa commettere in società (ma appunto per quanto possa capire e concordare che non salutare sia maleducato, nel caso di questi rapporti non credo la maleducazione c'entri) e riporto qui le fasi perché le ho trovate molto divertenti (il "taglio" sarebbe il termine per ghosting):
"Il taglio diretto consinste nel <fissare un conoscente in faccia fingendo di non sapere chi sia>; quello indiretto nel <distogliere lo sguardo e simulare di non vedere una determinata persona>; il sublime nell'ammirare il tetto di un palazzo o le nuvole alte nel cielo finchè quella conoscenza non è più nei paraggi>; quello infernale, infine, nel <fermare a sistamarsi i lacci degli stivali finchè l'individuo in questione non si è allontanato>"
Concordo che ci sono parti in cui si sofferma su temi troppo specifici però forse è proprio questo il punto, i rapporti di amicizia comprendono spesso tutti gli aspetti della nostra vita e quindi può capitare che proprio in base al tipo di amicizia si viva un determinato aspetto della nostra vita in maniera diversa con quella persona oppure che viviamo noi stessi quell'aspetto della nostra vita in modo diverso proprio grazie o a causa di quella persona. Quindi credo sia un buon approccio per analizare appieno questo sentimento e ci sta che non ci ritroviamo in tutte le considerazioni fatte.
Ad esempio nel capitolo 5 si parla di un altro tema interessante, qeullo di rimanere amici con i propri ex e lo trovo meno banale di quel che sembra. Per molte persone che conosco è un tabu o comunque una cosa non prendere in considerazione, per tante altre, tipo me, risulterebbe stupido perdere una persona che è stata molto importante e che ha significato molto solo perchè non c'è più l'intimità del rapporto di coppia. Però certo, dipende tutto dal perchè è finita e, come si affronta bene nel capitolo, da quanto l'attrazioen fisica non sia più un fattore (e questo è anche l'elemento centrale del tema amicizia tra uomo e donna, in cui credo ma che effettivamente presenta spesso il problema di arrivare a un punto ambiguo della relazione). Il capitolo si conclude anche qui con una frase che ho apprezzato perchè dà una definizione diretta e semplice di amicizia:
"A volte la questione è molto semplice: amico è una persona che ti permette di aiutarla."
Altro argomento che ho apprezzato molto si trova nel capitolo 6 e riguarda gli amici "veri", quegli amici che consideriamo spiriti affini, quelli per cui molleresti tutto in un secondo pur di aiutarli e che ci sono sempre, ho apprezzato il fatto che l'autrice ammetta che sono dei rapporti estremamente rari perchè invece è un errore comune ricercarli in ogni amico, quando invece ci sono amicizie che sono tali sono per il piacere che si ha nel passare del tempo insieme (molto bello anche il riferimento alla filosofia di Aristotele).
Anche io ho segnato queste parti del capitolo 6 e il riferimento a Aristotele, in particolare quando dice che anche se abbiamo assodato che l'amicizia, rispetto all'amore, non ha un ruolo per la sopravvivenza della specie, non si può però negare che dia un valore aggiunto alla mera sopravvivenza e che in senso aristotelico ciò rappresenza un livello più intenso come rapporto
per via della libertà intenzionale in cui nasce. E poi nel capitolo si parla delle friendship coach, di cui non avevo mai sentito parlare, ovvero persone che aiutano farti vivere meglio i rapporti di amicizia e lo trovo interessante. Da una parte forte nella nostra attuale società tendiamo un po'troppo a psicanalizzare tutto e anche in questo caso si potrebbe pensare che uno dovrebbe vivere le amicizie in modo spontaneo. Ma in molti casi le amicizie o la mancanza di esse possono avere un riflesso determinante sulla qualità della nostra vita e su scelte che facciamo quindi magari dedicare ad esse la stessa importanza che diamo ad esempio alla ricerca di un partner e al mantenimento di una relazione amorosa non è così sbagliato (penso alla necessità delle app di incontri oppure alla terapia di coppia, entrambe le cose potrebbero in alcuni casi essere utili anche per i rapporti di amicizia).
Tra i capitoli 6 e 7 poi c'è la testimonianza di Danielle in cui mi sono ritrovata molto perchè parla di come tra i principali problemi che si riscontrano nelle amicizie tra donne ci sia il fatto di come cambiano le abitudini e di come una delle due vada avanti con la propria vita mentre l'altra no, facendo sì che si é sfasate e ci si ritrovi in fasi della vita che non si condivide più con l'amica. Purtroppo è inevitabile perchè per quanto si possa essere simili, si hanno percorsi diversi, ma è comunque triste e difficile da affrontare proprio perchè inevitabile.