Ho iniziato il libro e al momento sono molto entusiasta, mi piace il tipo di approccio. Spero non ci siano troppe parti teoriche, ci sono alcuni punti in cui si analizza il sentimento di amicizia da un punto di visto antropologico-sociale e magari a me interessa un po'di meno, preferisco di più leggere dell'autoanalisi che l'autrice fa di sè stessa, in cui magari ci si può ritrovare di meno essendo esperienze molto personali e soggettive, ma che mi offrono una prospettiva più diretta e concreta delle sfumature che questo sentimento può assumere.
Mi piace molto il concetto di
friendaholic: per me l'amicizia ha un ruolo fondamentale, ho molti "migliori" amici, e vivendo all'estero da 15 anni è sempre stato un tema a cui ho dovuto dare priorità mettendoci tutta me stessa dal momento che la perdita di condivisione della quotidianeità e il vedersi 1-2 volte l'anno rappresentano un enorme problema per questo tipo di amicizie. Però non mi rivedo almeno nella definizione di friendaholic, dove invece ci ho rivisto tantissimo una delle mie migliori amiche, che già dalla fine del liceo e fino a tuttora (abbiamo 35 anni) è sempre stata impegnatissima per incontrare i vari gruppi di amici e magari si presentava alla cena con noi giusto per un'oretta scarsa perchè veniva già da un aperitivo con altri e dove raggiungere altri per un dopocena. A volte la prendavamo in giro, a volte ci abbiamo invece scazzato perchè percepivamo proprio quello di cui parla l'autrice, ovvero il non essere considerate veramente le sue migliori amiche se alla fine il nostro ruolo era sistemarci in un buco nella sua agenda tra un amico e l'altro. Però rivedo perfettamente in lei quelle dinamiche di bisogno di circondarsi di amici di cui parla Day.
Ho trovato poi molto interessanti nell'introduzione i dati relativi al rapporto tra avere un certo numero di migliori amicizie e la depressione. Qui invece mi sono ritrovata molto e anche per quello ho voluto leggere questo libro proprio ora. Non sono depressa ma sto vivendo negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi mesi un forte stress dovuto alla fatica mentale di dover curare tanti rapporti stretti, essere presente, assorbire tutti i problemi di cui mi parlano amici e amiche e mi son resa conto che é troppo, che non è normale a questa età avere più di 3-4 amici veramente stretti perchè i problemi diventano troppi, non sono in grado emotivamente di assorbire tutto il loro carico emotivo e dall'altra parte anche io ho sempre più problemi e non riesco a dedicare l'attenzione che riuscivo a dare prima a tutte queste persone. E questo mi causa un enorme stress e ho dovuto cominciare a prendere decisioni diciamo drastiche per mettere dei limiti.
Voi anche avete notato un cambiamento nel modo in cui vivete le migliori amicizie man mano che passa il tempo? O conoscete persone affette da friendaholic

?
Sempre nell'introduzione mi son piaciute queste due frasi in cui mi sono anche ritrovata molto:
"Avevo scoperto qual era la mia passione: l'amicizia" --> assolutamente, dopo la dedizione alla cura del rapporto con mia sorella il tempo e le attenzioni che dedico agli amici è la cosa che mi definisce di più
"Mi mancava poter dare un senso alle cose parlandone con loro" --> assolutamente anche qui, proprio di recente mi son dovuta tenere per me alcune cose "grandi" che mi pesavano molto e di cui parlavo solo con me stessa nella mia mente
un giorno si è inaspettatamente creata l'occasione per cui ho iniziato a parlarne con due amiche e improvvisamente questi "problemi" che alleggiavano su di me hanno assunto una consistenza molto più reale ma in questo modo, concretizzandosi, cercando di spiegarle a loro, son riuscita a guardarle anche con una prospettiva più distante e dandogli un senso.