Ho letto il racconto proprio ieri per Natale e devo dire che molte scene non le ricordavo affatto, possibile che non ci fossero nel lungometraggio (non Disney)? In effetti è uno di quelli che ho visto meno rispetto ad altri... Se i ricordi del lungometraggio mi confondono, devo dire che adesso ha più senso un balletto teatrale visto in tv (non so dove né quando) perché non capivo assolutamente una cippa vedendo le scene. Beh... urge una visione per rinfrescare la memoria!
Comunque, tornando al racconto: mi è piaciuto ma non mi ha fatto impazzire. Non ho letto la migliore edizione del mondo ma questo passava il convento (non ho comprato l'edizione Bur Deluxe, pur avendone l'occasione, perché ho trovato orribili i disegni). Ad ogni modo, ho trovato la fiaba un po' cupa e cruda in alcuni punti (le uccisioni fioccano come niente, il topo con sette teste
), anche se il target è proprio per bambini perché Hoffmann si rivolge a loro più volte. Pure io ho notato un lessico abbastanza vario, ma anche frasi piuttosto lunghe che mi hanno fatto storcere il naso più volte perché per me non sono coerenti con il target di riferimento... ma forse i bambini tedeschi dell'Ottocento erano precoci
La trama è abbastanza chiara, ma non al 100% e più volte ho avuto l'impressione ci fossero dei salti temporali perché la protagonista, Marie, è una bambina di credo 6-7 anni e si comporta in modo sempre più maturo e alla fine
Non so, sono rimasta un po' stranita, lo ammetto. Comunque anche in questo racconto abbiamo una famiglia non proprio all'altezza della situazione perché il padre è da prendere a schiaffi e non crede mai alla figlia, la mamma è un po' meglio ma è la classica dama ottocentesca che sviene e comunque pure lei non crede alla figlia. Pure l'orologiaio ha un comportamento un po' bordeline. Boh.
Comunque ho apprezzato questa unione tra due mondi, reale e fantastico, dove lo Schiaccianoci è sostanzialmente il ponte tra i due. E ovviamente anche la morale è carina, la classica natalizia: il succo è che non è importante la grandezza del dono materiale, ma i sentimenti di amore e bontà (molto alla Dickens, ammettiamolo).