Graziella ha scritto: Ho sbagliato a postare, così com'è parlo solo del film e dovevo metterlo nel post dei film. Io però ho letto il libro due anni fa e allora vorrei parlare di quello, che mi era molto piaciuto. Il film sono andata a vederlo nel 2017, quando è uscito, per via della regia dello stesso autore. Di Carrisi ho letto alcuni mesi fa il suo ultimo: "l'uomo del labirinto" molto intrigante.
La ragazza nella nebbia, parliamo di questo:
"La notte in cui tutto cambiò per sempre iniziò con lo squillo di un telefono"
E' un romanzo che mi ha affascinato, e alla fine fin troppo coinvolgente.
L'investigatore Vogel, senza scrupoli se non quello di farsi notare, di attirarsi le prime pagine dei giornali, lui che non riesce a risolvere il caso mentre è incaricato, torna due mesi dopo sul posto
.
Tu che ne dici? Io do spesso giudizi di pancia, non sono molto accurata come te. Ciao:)

Non avevo mai letto nulla di Donato Carrisi pur conoscendolo di fama, anche perché i gialli/thriller non sono generi che io bazzico volentieri, e quindi quando un paio di mesi fa si è presentata l'occasione di leggerlo insieme ad alcuni amici di lettura l'ho subito colta.
Mi è piaciuta lo stile di scrittura di Carrisi e ogni tanto leggere un libro così ben scritto direttamente nella nostra lingua (quindi non una traduzione) è un piacere.
Nel merito mi è sembrato ben congegnato con un finale con triplo salto carpiato che mi ha fatto sobbalzare dalla sedia (di cui non dico nulla ovviamente).
Romanzo moderno dove i mass media hanno un ruolo importante e dove si trovano frasi su cui meditare come questa:
"La gente non cerca giustizia, vuole solo un colpevole. Per dare un nome alla paura, per sentirsi sicura. Per continuare a illudersi che tutto va bene, che c'è sempre una soluzione."
Io aggiungerei che la gente non cerca nemmeno la "verità", vuole solo un colpevole. E nel piccolo borgo di montagna che fa da sfondo alla vicenda la scomparsa della giovane ragazza assume i contorni di un dramma "totale" dal quale si esce solo scoprendo un "colpevole"...un capro espiatorio insomma da dare in pasto alla stampa e quindi alla pubblica opinione.
Può darsi che leggerò qualcos'altro di Carrisi.