Giovedì, 16 Aprile 2026

"Il cappello del prete" di Emilio De Marchi

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24/02/2023 11:45 #62501 da Novel67
"Il cappello del prete" di Emilio De Marchi è stato creato da Novel67
Considerato il primo romanzo poliziesco mai pubblicato in Italia, Il cappello del prete (1887) di Emilio De Marchi si è rivelato una piacevole scoperta. Paragonato - per impostazione - a Delitto e Castigo, a me ha ricordato maggiormente – per ambientazione e sviluppo - il Marchese di Roccaverdina, di Luigi Capuana, a suo tempo commentato nel thread dedicato alla Letteratura Italiana.

Come nei libri citati, il delitto viene presto commesso, le ragioni anticipatamente spiegate e l’assassino subito svelato. Il resto della narrazione è invece incentrato sui rimorsi di una coscienza inizialmente negata o imbavagliata (l’assassino è un materialista convinto e dichiarato) che condurranno, dopo lunga lotta, alla pazzia del barone di Santafusca (il protagonista) ed alla soluzione del caso.

Ma rispetto ad altri titoli cui viene accostato, Il cappello del prete non ha toni tragici o marcatamente cupi. E' anzi una lettura divertente: anche perché questo innocuo cappello, che si rivelerà essere il principale – se non unico - indizio di un delitto altrimenti perfetto, finirà via via per assumere quasi una vita propria, che il barone inutilmente tenterà di stroncare, fino a doversi dichiarare vinto.

Di Emilio De Marchi, romanziere della seconda metà dell’Ottocento, non avevo ancora letto nulla. Questo inizio mi è piaciuto: proseguirò ora con Demetrio Pianelli.  

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14/03/2023 14:43 #62725 da vanna
Risposta da vanna al topic "Il cappello del prete" di Emilio De Marchi
Letto anch'io di recente mi è piaciuto molto,lettura spassosa, divertente e con giusta suspence.Linguaggio accurato ,non si avverte che l' opera sia stata pubblicata verso la fine dell' 800. I personaggi sono ben caratterizzati psicologicamente e l' ambiente partenopeo dipinto a tinte vivaci ricorda quello verista di Matilde Serao.
Anche se la vicenda è presentata dal punto di vista del barone Santafusca che può ricordare il duplice omicidio vissuto da Raskolnikon in " Delitto e Castigo"non siamo di fronte ad un capolavoro psicologico come quello di Dostoevskij, qui c' è molta leggerezza ma non banalità.

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15/03/2023 18:49 - 15/03/2023 18:50 #62738 da Novel67
Risposta da Novel67 al topic "Il cappello del prete" di Emilio De Marchi

vanna post=62725 userid=1329I personaggi sono ben caratterizzati psicologicamente e l' ambiente partenopeo dipinto a tinte vivaci ricorda quello verista di Matilde Serao.

E dire che De Marchi - a quanto ho letto - si è documentato solo sui libri, per descrivere la "sua" Napoli .

Di questo autore ho poi letto anche Demetrio Pianelli, che di De Marchi è unanimemente considerato il capolavoro.

Cambia del tutto, qui, l’ambientazione (e non solo): una Milano di fine Ottocento tratteggiata con estrema precisione e attenzione ai dettagli, in particolare nel suo centro storico. Tra le vie, le abitazioni, gli uffici ed i caffè di questa città - che si sente davvero vissuta - si svolge la vita quotidiana dei personaggi, appartenenti al ceto d’una piccola borghesia già avida di denaro e inaridita nei sentimenti. E in una società in cui predominano furbizia, ipocrisia, chi si mostra umile, sensibile ed altruista - come appunto Demetrio -  è osteggiato, emarginato e destinato a soccombere.

Per quanto in alcune pagine si possano ravvisare evidenti ascendenze manzoniane (persino una sorta d'addio ai monti opportunamente rivisitato), lo sfortunato protagonista a me ha ricordato più i “vinti” del Verga (che aveva da poco pubblicato I Malavoglia). Il personaggio che forse però più colpisce il lettore è Arabella, nipote dodicenne di Demetrio, come lui timida, sfuggente e silenziosa, ma "con occhi profondi e intelligenti che guardavano molto lontano, al di là delle cose, come fanno tutti gli occhi che pensano". A questa figura - che nel libro compare solo a tratti - De Marchi deciderà poi di dedicare un intero romanzo, intitolato appunto Arabella - che ho intenzione di leggere. Non prima però d’essermi concesso un'evasione nei territori della letteratura inglese  .
 
Ultima Modifica 15/03/2023 18:50 da Novel67.

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21/03/2023 16:24 #62845 da vanna
Risposta da vanna al topic "Il cappello del prete" di Emilio De Marchi
Interessante che De Marchi si sia documentato sui libri per descrivere Napoli un po' come Manzoni per imparare il fiorentino oltre ai due mesi di soggiorno a Firenze.
Ho anch'io riletto a distanza di anni Demetrio Pianelli ed è stata una lettura piacevolissima benché scritto nell'' 800, la descrizione di Milano, soprattutto il centro ma anche le campagne limitrofe, è davvero splendida.Anch' io ho percepito Demetrio come un " vinto" rassegnato ad un crudo destino e per questo fa pensare ad alcuni personaggi del Verga verista ma De Marchi anche se partecipa alle tendenze realistiche che sono proprie della narrativa del periodo ed al modello manzoniano anticipa le atmosfere più inquiete della narrativa di fine Ottocento,popolata di eroi stanchi e sconfitti.Ad esempio la corsa in treno di Demetrio attraverso luoghi familiari della giovinezza,equivale ad un viaggio compiuto nella memoria,a fare un confronto fra passato e presente e avvertire tutta l' inutilità della vita ed il peso della sconfitta e il desiderio di un annientamento totale.L' autore punta molto sull' analisi interiore dei personaggi più che su quelle d' ambiente come il Naturalismo per cui siamo vicini alle soluzioni del romanzo psicologico.Inoltre il narratore non è impersonale e spesso si confonde con il personaggio per cui la descrizione di certi eventi ed oggetti sono visti prevalentemente dalla sua prospettiva.
Il personaggio di Arabella colpisce molto e varrà la pena di leggere il seguito della sua storia..


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