Questo libro viene classificato come noir, oppure come thriller esistenziale. Personalmente ritengo non sia semplice rinchiudere questo libro in un unico genere, tanto che ogni classificazione risulterebbe riduttiva: la finalità principale di questo romanzo non è il giallo fine a sé. Far scoprire l'assassino è palesemente l'ultimo degli obiettivi dell'autrice: Olga Tokarczuk, polacca, premio nobel per la letteratura nel 2018.
La protagonista, Janina, è una donna avanti con gli anni, che vive in luogo isolato, con pochi vicini e poche amici: fondamentalmente una persona emarginata, nonostante in passato ha anche contributo alla costruzione di ponti. Ora durante l'inverno, si prende cura delle case dei villeggianti, quando non ci sono. Janina ha per tutti un soprannome che in qualche modo li rappresenta nella sua mente.
Il ritrovamento il corpo del vicino di casa Piede Grande dà il via agli eventi. Sembra che l'uomo, banalmente, si sia strangolato con un ossicino di cervo.
Alla sua morte però ne seguono della altre, tutte in circostanze strane. Le vittime hanno in comune di esser tutti cacciatori.
Janina inizia a pensare, anzi, sostiene a gran voce, che sia una vendetta degli animali per le angherie subite. Per questo,e per la sua passione per la creazione e la lettura dell'oroscopo, la polizia la considera una vecchia svitata.
La narrazione, l'ambientazione ovattata, i nomignoli di fantasia, la sequenza degli eventi che segue l'andamento delle stagioni, fanno sembrare che le vicende si svolgano all'interno della fiaba. Sembra che il soprannaturale sia dietro l'angolo.Ho apprezzato gli aspetti "tecnici" del romanzo. Una buona scrittura, tanti generi tutti insieme per creare qualcosa che non è per niente canonico. I temi affrontati, in particolare quello del rapporto con la natura, sono temi attuali e importanti. L'autrice però fa una scelta piuttosto forte e si assume dei rischi, circa la modalità di difesa del mondo animale
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Ho letto il libro in 3/4 giorni, ma non senza fatica: non perché sia pesante: ho fatto fatica ad empatizzare con la protagonista, quanto meno per le sue modalità. L'autrice è stata ottima nel caratterizzarla: l'ha resa davvero quella che probabilmente la società appellerebbe come "vecchia svitata".
Non è sicuramente un giallo economico da spiaggia, ma un romanzo carico di contenuti ed alternativo.