Ciao a tutti!
Questo mese con il gruppo di Milano abbiamo letto Il cabalista di Praga, di Marek Halter, un romanzo storico che alterna realtà e leggenda per raccontare la vita degli ebrei nel XVI e XVII secolo in Europa, ma in particolare a Praga, nel periodo in cui quest'ultima fu capitale del Sacro Romano Impero, sotto l'imperatore Rodolfo II. La lettura è stata piacevole e coinvolge molti personaggi storici, da Galileo a Keplero e Copernico, dal principe degli astronomi Tycho Brahe al MaHaRal (gran rabbino) di Praga, Judah Loew, un personaggio affascinante dotato di enorme conoscenza e fama, la cui statua e la cui tomba sono ancora oggi venerate presso il cimitero ebraico di Praga.
Il romanzo è fonte di molti fatti storici, la nascita del primo ghetto (a Venezia nel 1516), le guerre religiose di quegli anni, le prime scoperte astronomiche, e fa luce su molti aspetti della cultura ebraica, affascinanti, ma quasi sempre poco conosciuti, come la Torah, la Cabala, il Golem e molte delle usanze e dei costumi religiosi.
Mi ha colpito molto anche il racconto dei massacri a cui gli ebrei venivano sottoposti periodicamente, tra l'indifferenza - o con la complicità - delle autorità, e il racconto di come ogni scusa fosse buona per perpetuarli: c'è la peste? E' colpa degli ebrei, massacriamoli! Una donna è stata trovata morta e sventrata? Sarà stato qualche ebreo con le sue magie, massacriamoli! E anche quando protestanti e cattolici si uccidevano tra loro per colpa di riforma e controriforma, quasi sempre le dispute terminavano con un "Se stiamo litigando è sicuramente colpa degli ebrei che mettono zizzania! Massacriamoli!"
Non sorprende che se all'inizio venivano confinati nei ghetti "per non insudiciare la città", poi vi si trincerassero volontariamente per proteggersi e difendersi dagli attacchi sempre più frequenti del resto della popolazione. Proprio per difendere il suo popolo da uno di questi massacri, il MaHaRal crea il Golem, un mostro d'argilla vivente, che assolve il compito talmente bene da attirare presto ulteriori invidie e sventure sul suo popolo che finisce per chiederne la morte... ma non voglio spoilerare altro! Se vi capita leggetelo, è scritto bene, è interessante ed è scorrevole e credo che cercherò altri libri di quest'autore, nato a Praga nel '36, deportato e che ha vissuto sulla propria pelle molto di quest'odio che ha così bene espresso nel romanzo.
Ciao!