Sia nella prefazione che nell'introduzione, ci viene detto che la prima cosa da fare, quando si parla di alimentazione, è partire da noi stessi, cioè dalla consapevolezza. Non è solo "cosa" mangiare, quindi cosa mettere nel piatto, ma anche e soprattutto "come" mangiare.
Il senso comune ci porta a pensare che per perdere peso bisogna mangiare meno e muoversi di più. In effetti è vero, ma spesso si rimane bloccati e le nostre buone intenzioni rimangono solo in aria, così parte la spirale negativa dei sensi di colpa, della delusione e via discorrendo. Perdiamo il momento presente che è l'unico in cui poter fare dei cambiamenti.
Essere consapevoli significa essere consci di quello che accade nel presente, di quello che avviene dentro di noi e intorno a noi, senza giudizi né preconcetti. La pratica della consapevolezza si può fare in ogni momento: ad esempio, se mangiamo e la nostra mente è cosciente di ogni boccone, stiamo già praticando la consapevolezza. Se, invece, mangiamo distrattamente, magari guardando la tv, ovviamente la nostra mente è da un'altra parte e non c'è consapevolezza.
Il libro è diviso in tre parti: la prima parte conta quattro capitoli e rappresenta il punto buddhista sul controllo del peso e della salute, con alcuni domande che bisogna farsi come auto esame e alcuni esercizi; la seconda parte (cap. 5-6-7) introduce la pratica di consapevolezza nella vita quotidiana (bere, mangiare, attività fisica) e ci sono dei consigli alimentari e salutistici; la terza parte (cap.

, riguarda il modo in cui possiamo contribuire all'ambiente, alla comunità, alle generazioni future perché siamo tutti inter-connessi e la perdita di peso non è solo un fatto del singolo individuo visto che ci influenziamo a vicenda.