Giovedì, 16 Luglio 2026

Una lezione di conduzione di una barca a vela nel Mediterraneo

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11/12/2018 13:31 #39219 da Graziella
@ Pierbusa
Alcune delucidazioni sulla navigazione con barca a vela.
1. Barra a dritta, lo comunicata il timoniere al resto dell'equipaggio, quando vuole andare a destra, di solito per una virata.
2. Andare di bonaccia vuol dire praticamente stare fermi, perché dato che le vele sono il motore della barca, se c'è bonaccia si sta fermi inchiodati, e a volte sotto il sole, nel pozzetto, con le vele a "mutanda" magari non è il massimo della vita. Però, un volta al largo di Caprera la bonaccia ci ha permesso di vedere a pochi metri un bel branco di delfinotti che passavano accanto a noi.
3. la migliore andatura nel senso che è la più veloce è quella al traverso,nel senso che tu porgi al vento lo scafo e le vele di fianco. Viaggio sbandato ma neppure troppo, la randa (la vela più grande, e anche il fiocco, sono belli gonfi e la barca corre sulle onde.
4. Poi ci sono altre due andature, la bolinache ti ho già spiegato, e la Poppa o farfallaperché randa e fiocco vengono disposti come le ali di una farfalla. Il vento viene da dietro, ed è un'andatura che può fare un timoniere che sia bravo e sensibile, perché se il vento non è costante (e difficilmente lo è nel Mediterraneo in estate) rischi la strambata, che vuol dire che la randa di colpo passa da un lato all'altro, falciando le teste di coloro che sono nel pozzetto, infatti il timoniere, quando quando per necessità deve strambare Urla: attenzione strambata!!!!
Ora sai tutto, puoi andare per mare anche con un deriva di 4 metri.
Ciao, e buona lettura, non affaticarti troppo, mi raccomando!

"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)

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11/12/2018 16:23 #39221 da pierbusa
Graziella!!!! :laugh: :laugh: :laugh:

Non so perché tu mi abbia dato questa lezione ma sappi che cira quaranta anni fa andai in barca a vela con un mio cugino in una giornata di burrasca. La barca preso velocemente il largo si capovolse e affondò lontano dalla costa (dove quel tipo di barca non sarebbe potuta andare) e rimanemmo in acqua per un paio d'ore in quanto la corrente non ci permetteva di raggiungere la riva al nuoto. Un motoscafo con degli alpini alla guida ci avvistò e ci portò in salvo. Ci portarano alla capitaneria di porto che ci fece una tale reprimenda che me la ricordo ancora.

Da allora non sono mai più andato in barca a vela.

:)

(Su Anna Karenina) È un'opera d'arte perfetta, che arriva assai a proposito; un libro assolutamente diverso da ciò che si pubblica in Europa: la sua idea è completamente russa.Fëdor Dostoevskij
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11/12/2018 19:58 #39235 da guidocx84
ATTENZIONE! TOPIC DELL'ANNO! :laugh: :laugh: :laugh: :laugh: :laugh: :laugh:
Punto di karma per tutti e due! Sto morendo dalle risate! :laugh: :laugh: :laugh: :laugh:

«Heaven goes by favor. If it went by merit, you would stay out and your dog would go in.» Mark Twain

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20/02/2019 22:12 #40038 da apache
Beh gli alpini che salvano in mare non é da tutti!

ciao sbabbari

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21/02/2019 21:33 #40050 da Graziella

apache ha scritto: Beh gli alpini che salvano in mare non é da tutti!

ciao sbabbari


No, non lo è e questo te la dovrebbe dire lunga. :woohoo: :woohoo: :woohoo:

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01/03/2019 12:21 #40119 da Graziella

pierbusa ha scritto: Graziella!!!! :laugh: :laugh: :laugh:

Non so perché tu mi abbia dato questa lezione ma sappi che cira quaranta anni fa andai in barca a vela con un mio cugino in una giornata di burrasca. La barca preso velocemente il largo si capovolse e affondò lontano dalla costa (dove quel tipo di barca non sarebbe potuta andare) e rimanemmo in acqua per un paio d'ore in quanto la corrente non ci permetteva di raggiungere la riva al nuoto. Un motoscafo con degli alpini alla guida ci avvistò e ci portò in salvo. Ci portarono alla capitaneria di porto che ci fece una tale reprimenda che me la ricordo ancora.

Da allora non sono mai più andato in barca a vela.

:)


Tragico epilogo Pier, ma io mi ero completamente dimenticata di raccontarti una mia "Avventura" in barca a vela navigando dalla Sardegna (Porto di Palao) alla Corsica, costa orientale, fino a Basita, nel mese di settembre. (Importante il mese, perché lì quando c'è aria tira il grecale, che è un vento antipatico)
Sono arrivata in un fine settimana a Palao per fare da prodiere e da aiutante a un mio amico che doveva portare la sua barca a vela di poco più di otto metri, verso un ricovero presso Bocca di Magra in Toscana.
La barca era stata fabbricata in Inghilterra, e adatta più all'oceano, qui da noi sul Mediterraneo, era lenta e ti dirò, per andare aveva bisogno di molto vento, e comunque quando andava la prua sembrava che inciampasse nelle onde.
Partiamo verso sera, sole e venticello, così cambiamo il fiocco medio con il Genoa, fiocco ampissimo che raccoglie molto vento e fa andare la barca più veloce. Arrivati però alle Bocche di Bonifacioil vento si è notevolmente rafforzato, tanto da dover cambiare il fiocco (quello spettava al prodiere che ero io) una manovra non simpatica dato che si faceva allora tutto a mano, e metterne uno più piccolo. Il vento rinforzava sempre di più, e così, in navigazione abbiamo dovuto "Terzarolare" la randa, cioè ridurla. Dopo le bocche ci siamo fermati per la notte in una cala presso la Rondinara. Abbiamo gettato l'ancora e ci siamo messi prua a vento. Durante la notte si ballava un po' ma abbiamo dormito bene, ogni tanto il mio amico andava a controllare le cime delle ancore e controllava se queste non arassero sul fondo. Alla mattina siamo ripartiti, il vento era diminuito, ma il mare aveva le onde tutte incrociate, il cielo era grigio e noi soli in mezzo all'immensità, il vento era il grecale.
Così dovendo costeggiare la costa, ed avendo il vento "sul naso" l'unica era avanzare con lunghi bordi di "bolina" che vuol dire che devi navigare al largo per un bel po' per poi rinavigare verso la costa, procedendo sempre in questo modo. si dice fare dei lunghi bordi.
Certo si perde un sacco di tempo ed è anche noioso, facevamo un bordo per uno. Si avanzava poco, lo scafo ho già detto era molto pesante e il rapporto velatura scafo era sballato.
Si poteva accendere il motore, però questo era piccolo e fuori bordo, inadatto a spingere agevolmente una barca così pesante.
Arrivò sera, il vento era quasi calato, il buio ormai incombeva e non si vedeva nulla.
Il mio amico guardava verso terra, cercando di scorgere le luci di Solenzara o anche dopo, dove diceva esserci un porto privato. Ho saputo dopo che il mio amico era fortemente miope e portava le lenti a contatto, ma da lontano ci vedeva veramente poco. Infatti chiedeva sempre a me: "cosa vedi Graziella?" Io aguzzavo gli occhi ma in quel buio non si vedeva nulla.
Il pericolo era quella di avvicinarci troppo alla riva sabbiosa rischiando di incagliarsi nel fondo.
La barca non era dotata neppure di un ecoscandaglio, che ci avrebbe segnalato tale pericolo.
Il mio amico mi diede in mano un gran torcia e mi disse guarda si dovrebbe vedere la costa, dovremmo essere vicini.
Io guardai, ma quello che vidi mi tolse per un attimo il respiro e la parola. Volevo gridare ma non mi usciva nulla: vidi illuminata dalla luce della potente torcia, la riva, la spiaggia a una distanza di 50 metri. E mentre finalmente riuscii a ritrovare la voce e a parlare, contemporaneamente sentimmo il tipico rumore della deriva che entrava quasi con dolcezza della sabbia. Il mio amico era un tipo veloce, capì subito la situazione, portò la barra del timore "tutta a dritta" mi ordinò di tenerla assolutamente in quella posizione e attaccandosi alle sartie che reggono l'albero e sporgendosi con tutto il peso in fuori cercando di far sbandare la barca per disincagliarla, riprendemmo prua verso il largo, con un'ondina miracolosa che ci permise di disincagliarci. Passammo tutta la notte in mare mettendo in moto il motore da sei cavalli, e con turni di veglia e di guida al timore, di tre ore in tre ora all'alba arrivammo a Bastia. Appena entrati in porto e sistemata l'imbarcazione il motore cedette: lasciammo la barca in porto e tornammo a casa con una nave passeggeri che ci portò a Genova.

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01/03/2019 14:16 #40120 da VFolgore72
Non la scambiarono per una barca/gommone di migranti?

”NON RINNEGARE, NON RESTAURARE”

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01/03/2019 16:42 #40122 da pierbusa
Be' anche la tua è stata una bella avventura. Però quello che mi ha colpito di più è la terminologia assolutamente precisa sentita prima solo da mio nonno che ha navigato per una vita su dei piroscafi (navi a vapore e vela), Complimenti! :)

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01/03/2019 17:22 #40125 da Graziella
Per forza la terminologia è esattamente ho fatto tre corsi a tre livelli presso il Centro velico di Caprera e guai a chiamare delle cime corde. Alla fine del corso ti dicevano pure se eri promosso o bocciato e eri ammesso al corso successivo.

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01/03/2019 18:47 - 01/03/2019 18:48 #40128 da guidocx84
Ganzo Graziella!!! Che avventura! Mi sembrava di leggere un libro ;)
Grazie! Indipendentemente dal rischio di incagliarsi, direi che sono bei ricordi! Anche io non conosco la terminologia nautica ma è stato divertente leggere il tuo resoconto :D

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Ultima Modifica 01/03/2019 18:48 da guidocx84.
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Avatar di SERGIO TAMMACCO SERGIO TAMMACCO - 15/07/2026 - 20:02

QEUSTA FEROCE BELLEZZA di Giuseppe Galliani.Oltre il buio: la ferita aperta di Questa feroce bellezzaCi sono libri che si leggono e libri che, semplicemente, accadono. Ti franano addosso, cambiano il ritmo del tuo respiro e ti lasciano addosso un’eco che fa fatica a spegnersi. Questa feroce bellezza non è un romanzo da sfogliare: è un'esperienza da attraversare a cuore aperto.Se cercate una trama lineare o una consolazione facile, guardate altrove. Questo libro è un corpo a corpo con la vita.Perché questo libro fa male (e fa bene):Un dolore che non chiede scusa: Non c'è traccia di vittimismo o di retorica. Il dolore qui è nudo, spigoloso, reale. Ti costringe a guardare dritto in faccia quelle zone d'ombra che spesso preferiamo ignorare, rendendole incredibilmente umane.La commozione come risveglio: Non si piange per tristezza, ma per l'improvvisa accensione di una verità condivisa. È quella commozione profonda che nasce quando ci si sente compresi, stanati nei propri angoli più segreti.La poesia come unico argine: La scrittura è una lama avvolta nella seta. Ogni frase pulsa di una musicalità rara, una poesia che non serve a decorare la sofferenza, ma a darle un senso, a trasformare il fango in luce."Ci vuole coraggio per accettare che la bellezza sia feroce. Che per splendere debba, a volte, fare a pezzi tutto il resto."Se avete voglia di una lettura che vi scuota dalle fondamenta, che metta a nudo la fragilità e la trasformi in un canto di resistenza, date una possibilità a queste pagine. Vi farà male, sì. Ma sarà il dolore più salvifico che avrete provato da molto tempo a questa parte.

Avatar di GreenComet GreenComet - 15/07/2026 - 19:28

;)

Avatar di bibbagood bibbagood - 15/07/2026 - 14:49

Ottimo, allora aspettiamo tutti ;)

Avatar di GreenComet GreenComet - 14/07/2026 - 21:13

Ciao a tutti, anche io aspetto le vostre proposte per il mese :)

Avatar di Cri_cos Cri_cos - 14/07/2026 - 15:13

Ciao Bea , io seguo sempre il libro del mese ,scrivo poco nel forum ma lo leggo tutti i mesi , fa parte della mia quotidianità . Se qualcuno si propone e ha bisogno di un sostegno io ci sono

Avatar di bibbagood bibbagood - 14/07/2026 - 14:53

Se vuoi sei ancora in tempo per proporre Cris_cros :D avete tempo fino al 15 per poter proporre ;-)

Avatar di Cri_cos Cri_cos - 14/07/2026 - 12:42

Ciao a tutti .. forse mi sono persa la scelta per il libro del mese di agosto oppure nessuno ha formulato una proposta ?

Avatar di guidocx84 guidocx84 - 08/07/2026 - 13:32

Per favore, abbiate rispetto di questo luogo. Registrazioni con più utenti e post multipli per promuovere lo stesso libro… suvvia… così lo screditate… leggete il regolamento prima di postare. Grazie.

Avatar di guidocx84 guidocx84 - 08/07/2026 - 13:30

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Avatar di MassiPlaza MassiPlaza - 08/07/2026 - 12:13

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