Storie d'amore.. bè, quella che viene in mente a me non è particolarmente allegra, ma si fonda sul non vissuto o meglio sul non "concretizzato" come diceva una mia compagna di liceo, che ad ogni mia nuova cotta mi chiedeva "Ma almeno hai concretizzato?"
Ecco, la prima storia "non concretizzata" a cui penso è quella del romanzo "Quel che resta del giorno": un amore lunghissimo e mai vissuto, fatto di reticenze, esitazioni, pulsioni non confessate e speranze mai esplicitate, nemmeno a se stessi. Quindi un amore fatto di sfumature, costruito sulla negazione del desiderio in nome di un assurdo concetto di "dignità" da parte di lui e sull'attesa da parte di lei.
Un amore in controluce, con l sapore del rimpianto ma forse per questo perfetto, puro e malinconico come questa giornata avvolta nella nebbia che mi separa dal resto del mondo (vivo in campagna).
Non sto dicendo che sia il modo più piacevole di vivere le situazioni erotico/romantiche, sto dicendo che il libro è scritto con mano così sapiente da farmi immedesimare nella storia e farmene sentire la struggente bellezza.
Dopo questo discorso, è chiaro che sotto sotto sono una romanticona e che "
amo le rose che non colsi" (almeno nei libri).
Quindi sempre nella stessa atmosfera mi affascinano Cyrano de Bergerac,
l'amore di terre lontane di Jafrè Rudel, e la storia finita sul nascere tra Lopachin e Varja ne "Il giardino dei ciliegi" di Cechov.
Ma si tratta di letteratura e il bello è proprio questo: che riesce a portarci nelle vite che non vivremmo, o che non vivremmo così. E questo sarebbe il motivo per consigliare queste storie.
susy