La mia è stata una rilettura, l’ho letto circa due anni fa e conosco abbastanza bene lo stile di scrittura di Baricco, che non è per niente facile di comprensione o scontato.
Quello che più mi ha stupita da questa seconda lettura sono le frasi che ho sottolineato.
Mentre la prima volta mi sono soffermata maggiormente sul lato romantico del libro, adesso mi sono ritrovata a sottolineare frasi molto introspettive su cui riflettere per diverse ore. Sto proprio maturando!
In Oceano mare esiste tutto e non esiste niente. A libro chiuso ti chiedi: cosa ho appena letto? Eppure durante la lettura tutto è chiaro nella tua testa, basta un attimo però, e tutto svanisce, tutto torna ed essere irrealtà, proprio come la locanda Almayer.
Se non ti piace giocare con le parole e sei un lettore che esige una lettura lineare allora questo libro non fa per te.
Le trame aggrovigliate e fantasiose dei personaggi potrebbero confonderti e il gioco di parole usato dall’autore potrebbe addirittura infastidirti.
Ecco perché si vocifera in giro che Baricco o si odia o si ama. Io mi sono ritrovata ad amarlo senza nemmeno rendermene conto.
Rileggendo ho avuto l’impressione che il libro volesse parlarmi in qualche modo di Dio, vi spiego.
La locanda Almeyer si trova sul mare ed è gestita da bambini che a quanto pare sono angeli. Ognuno di questi bambini ha un nome che comincia per D (di Dio? Non lo so).
Dood sta sempre seduto sulla finestra della stanza di Bartleboom con le gambe penzoloni e legge i sogni di quest’ultimo.
Dira gestisce la reception e la notte fa luce nella stanza di Elisewin, una bambina che ha paura di tutto.
Diz chiede a Padre Pluch cosa vuole sognare prima di andare a dormire.
Dol racconta a Plasson il pittore che gli occhi del mare sono le navi.
E sul letto di Ann c’è sempre una bellissima bambina che dorme abbracciata a un cuscino e nuda, di cui non conosciamo il nome.
Nella locanda Almayer ci sono sette stanze, sette come i giorni in cui Dio ha creato il mondo. Inoltre la stanza numero sette è abitata da un uomo che non si è mai visto alla locanda e che viene considerato come Dio: c’è ma non si vede, quindi non sai se realmente c’è.
Ecco, tutto questo dalla mia prima lettura non era venuto fuori, quindi a tutti quelli che vogliono avvicinarsi a questo autore consiglio di leggere prima altre sue opere, abituarsi al suo stile di scrittura e affrontare la lettura con saggezza, leggendo più volte le frasi che non riusciamo a comprendere.
Se sono sicura di una cosa è che Baricco cose a caso non ne scrive.
Nonostante tutto, Oceano mare non è il mio libro preferito dell’autore. Sono tutti convinti di leggere un capolavoro, ma no. Per quanto mi riguarda, al momento il capolavoro è Seta, seguito indubbiamente da Castelli di Rabbia, solo dopo c’è Oceano mare.