Ciao a tutti lettori romani e non-romani,
siamo ormai arrivati al nostro undicesimo incontro che ci ha visto seduti intorno a un tavolino del bar Monti, davanti a un cappuccino schiumoso, a chiacchierare amabilmente del
Popolo dell'autunno di R. Bradbury.
Prima di cominciare con il resoconto però, qualche notizia...
E' nato il nipotino di Lucia, un adorabibile nocciolina in tutina azzurra di nome Flavio
Abbiamo una nuova [strike]adepta [/strike]partecipante al club! Si chiama Ada, fa l'architetto, non ha un genere preferito ma legge solo libri consigliati da amici/parenti/varie&eventuali
Quanto al libro invece,
il Popolo dell'autunno è più o meno piaciuto a tutti i presenti (ma eravamo pochissimi, perciò non facciamo testo), riuscendo addirittura a vincere la diffidenza di chi gli horror fantasy proprio non li digerisce.
Il libro racconta la storia di Jim e Will, due tredicenni che si godono la loro giovinezza fatta di bravate, passeggiate notturne e visite alla biblioteca della piccola e tranquilla cittadina in cui vivono. Amici da sempre, compagni di scuola e persino vicini di casa, Jim e Will si somigliano come il sole con la luna: uno è turbolento e e affamato - di vita, di anni, di esperienze! - l'altro è riflessivo, prudente e forse anche un po' spaventato dai quattordici anni che incalzano e da un'infanzia che sgocciola via.
Un giorno in città arriva il circo, e con il circo una strana giostra che gira in avanti e indietro, e un labirinto pieno di specchi. Mentre le persone iniziano a sparire, Will non sa più che fare per riuscire a tenere lontano Jim dal signor Dark, dai fenomeni mostruosi che lo accompagnano e dalle loro mille promesse di giri in giostra gratis, finché alla fine... lo scoprirete solo leggendo

Una bella storia - sulla giovinezza, sulla vecchiaia, e suoi rimpianti e le paure che si accumulano agli angoli delle nostre vite - ma che scorre molto a rilento. Bradbury scrive in modo molto poetico, onirico, usa tanti colori, tante metafore e figure retoriche varie, tante ripetizioni e tante, tante parole! E se questo da un lato aiuta a costruire l'atmosfera crepuscolare e dolente in cui si svolge l'azione, dall'altro diluisce troppo il racconto rendendo nebulosi e confusi alcuni punti.
Nel complesso però, una lettura molto gradita
Come da copione poi, a fine incontro, abbiamo votato il libro del mese di Gennaio e *rullo di tamburi* ha vinto
Baricco con La Sposa Giovane, perciò correte a procurarvelo!
Il prossimo incontro è fissato per la fine di gennaio. Teoricamente sarebbe il 30 ma Laura (Antares) ci chiede di anticiparlo alla settimana precedente, quindi al 23. Ce la facciamo a farle questo favore?
Un abbraccio a tutti, e tanti auguri di buon Natale e felicissimo anno nuovo