Giovedì, 01 Gennaio 2026

Wilkie Collins

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18/09/2015 12:35 #18822 da EmilyJane
Wilkie Collins è stato creato da EmilyJane
Dunque mi accingo ad aprire finalmente questa discussione. La inserisco in questa categoria e non nei classici visto che Collins è considerato il padre del genere poliziesco.

Riporto qui la vita presa da biografieonline.it

Wilkie Collins nasce a Londra il giorno 8 gennaio 1824, figlio primogenito del pittore paesaggista William Collins. All'età di tredici anni si trasferisce con la famiglia in Italia e vi rimane per circa due anni. La sua passione per la narrativa viene stimolata ancora di più dalla sua esperienza in collegio. Comincia a scrivere storie di fantasia per evadere dall'oppressione di un bullo che, come lui stesso dice, risveglia il suo potenziale creativo. Wilkie purtroppo è una facile vittima degli scherzi e dello scherno dei suo i compagni, in quanto sin dalla nascita è perseguitato da un aspetto non piacevole e quasi deforme: è, infatti, molto basso, ma con torace e testa sproporzionati e mani e piedi particolarmente piccoli.

Il padre, nonostante le inclinazioni artistiche del figlio, vuole avviarlo ad una carriera nell'avvocatura o nel commercio del tè. Per un breve periodo lavora come apprendista presso dei mercanti di tè, e definisce l'apprendistato mercantile una vera e propria prigionia che alimenta il suo irremovibile desiderio di diventare uno scrittore. Nonostante gli scontri con il padre, di cui mal sopporta la rigidità soprattutto religiosa, finisce per studiare legge senza però mai praticare la professione di avvocato. La conoscenza della legge gli sarà comunque utile per la sua attività di scrittore: gli avvocati saranno gli assoluti protagonisti di molti dei suoi romanzi. Il primo libro che scrive e pubblica nel 1848 è proprio una biografia paterna.
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Uno degli incontri più importanti della vita del giovane aspirante scrittore è quello, nel 1851, con Charles Dickens, di cui diviene e resta per tutta la vita non solo amico, ma anche compagno di viaggi: i due vagabondano insieme nei quartieri più dimenticati di Londra e Parigi. Collabora per cinque anni alle riviste dickensiane "Household Words" e "All the year Round" e lo stesso Dickens ne loda la laboriosità e la dedizione. A legare i due scrittori è anche la passione comune per il teatro: Charles Dickens, infatti, recita in ben due melodrammi scritti dal suo fraterno amico e collega.

Per tutta la vita lo sfortunato scrittore soffre di gotta, di dolori reumatici e di seri problemi agli occhi. Per alleviare i dolori di cui è vittima, gli viene prescritto dell'oppio a scopo terapeutico. Ma ben presto, Collins ne diventa dipendente: dipendenza che durerà per tutta la sua vita con frequenti momenti di vero e proprio eccesso.

Wilkie Collins raggiunge la popolarità nel 1860 con il romanzo "La donna in bianco". Il romanzo, pubblicato secondo la tradizione dell'epoca a puntate, inaugura il genere dei romanzi gialli e tratta di uno scambio di persona incentrato sulla somiglianza tra le due protagoniste femminili. Una delle due è la folle Anne Catherick, che il protagonista del romanzo incontra di notte in un parco londinese completamente vestita di bianco. Ad ispirare lo scrittore è l'incontro reale nel 1858 nel Rengent's Park di Londra con una donna fantasma completamente avvolta in una veste bianca. La fugace apparizione lo affascina e incuriosisce a tal punto da indurlo a seguirla. La donna è fuggita da una villa del parco dove viene tenuta prigioniera e curata con le pratiche mediche del mesmerismo, mai riconosciute dalla medicina ufficiale. La donna è Caroline Graves, una vedova con una giovane figlia. Wilkie e Caroline intrecciano una relazione che durerà trent'anni, senza però mai sposarsi. La loro relazione non si interrompe mai nonostante lo scrittore sposi, con un falso nome, la cameriera diciannovenne di sua madre, dalla quale ha tre figli, tutti battezzati con il finto nome dei due coniugi. Caroline stessa si risposa ma vive con il nuovo marito solo per tre anni per poi ritornare a vivere definitivamente con Wilkie Collins, il quale continuerà a condurre fino alla morte una sorta di doppia vita.

Il successo di "La donna in bianco" non rimane isolato, ricevono una favorevolissima accoglienza anche i successivi numerosi romanzi. Tra questi i più noti sono: "Armadale" (1866) "La pietra di luna" (1868). E' quest'ultimo romanzo ad essere considerato il padre delle detective fiction come afferma lo scrittore T.S. Eliot. Il romanzo viene pubblicato a puntate, e, ad ogni nuovo numero della rivista, un pubblico sempre più ansioso attende di seguire le indagini per scoprire chi abbia rubato il prezioso diamante indiano che dà il titolo all'opera, e che è oggetto di una terribile maledizione. Nonostante la malattia, Collins è uno scrittore molto prolifico negli anni successivi continua a scrivere sia romanzi che racconti. Tra i romanzi: "La legge e la signora" (1875), "Uomo e donna" (1870), "La figlia di Jezebel" (1880).

A partire dal 1880 la salute dello scrittore peggiora sempre di più. Nel 1889 a seguito di un incidente in carrozza comincia a soffrire anche di problemi polmonari; Wilkie Collins

muore a Londra il 23 settembre 1889 all'età di 65 anni.


Personalmente ho letto finora solo La donna in bianco e La casa sfitta (romanzo a più mani con Dickens, Gaskell, Procter). Il secondo l'ho trovato più incisivo, sarà perchè la sua parte era breve ma mi ha colpito molto. La donna in bianco mi è piaciuto però non mi ha entusiasmato, l'idea di un racconto a più voci è originale però mi impedisce di legarmi ad un personaggio in maniera empatica. Comunque un'ottima scrittura, dei personaggi interessanti, soprattutto Marian Halcombe e il Conte Fosco, il cattivo letterario più affascinante che abbia mai incontrato. ;)

A voi la parola! :)

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18/09/2015 20:09 #18837 da mstesym
Risposta da mstesym al topic Wilkie Collins
Onestamente non ho mai letto nulla di suo... Per iniziare cosa consigliate?


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29/09/2015 08:38 #19026 da EmilyJane
Risposta da EmilyJane al topic Wilkie Collins

mstesym ha scritto: Onestamente non ho mai letto nulla di suo... Per iniziare cosa consigliate


Stesy, speravo ti rispondesse qualcuna che ha letto più libri di Collins. ;)
Posso dirti, da quel che ho letto in giro, che molti hanno letto La pietra di luna.
Personalmente trovo che leggere un libro scritto da più autori (tipo La casa sfitta o Le stanze dei fantasmi) ti apra una finestra per conoscere lo stile di più scrittori e quindi decidere se voler approfondire la lettura di altre loro opere. Oppure ti fiondi sul primo che ti capita tra le mani, a caso. :laugh:

Aspettiamo comunque i commenti di qualche esperto/a.

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29/09/2015 10:01 #19033 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic Wilkie Collins
Io ho quasi finito La donna in bianco e per una volta mi trovo in disaccordo con EmilyJane ( :( :( ). A me è piaicuto molto il fatto che sia raccontanto a piü voci,mette in rislato la trama e gli eventi narrati,dal momento che vengono raccontati con molteplici aspetti da piü punti di vista, invece che essere una narrazione incentrata su un personaggio. Mi piace come è raccontata la storia,fino a 2/3 del libro mi prendeva molto,poi nell´ultima parte si scoprono i vari misteri, che in realtä secondo me non sono niente di che. Ma non è un giallo,quindi va bene così,alla fine l´autore riesce benissimo a mettere in piedi gli intrighi e a caratterizzare bene i personaggi, e sono quindi soddisfatta!
Perö per ora non credo di affrontare un altro romanzo di Collins, nonostante la biografia che è stata postata qui mi ha incuriosito!

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26/11/2016 10:26 - 26/11/2016 10:28 #27942 da Novel67
Risposta da Novel67 al topic Wilkie Collins
Provo ad offrire un piccolo contributo alla discussione :)

Come già sottolineato nell'articolo postato da EmilyJane, uno dei generi letterari più in voga nell’Inghilterra vittoriana fu il cosiddetto sensation novel: pubblicati a puntate sui giornali, i racconti “a sensazione” – carichi di colpi di scena, suspense e mistero – riscossero tra i lettori un enorme, anche se spesso effimero, successo. Maestro del genere fu appunto Wilkie Collins, le cui opere ancor oggi vengono ristampate. Ma anche Mary Elizabeth Braddon (1837-1915), che di Collins fu amica e rivale, risultò famosa all’epoca, con i suoi ottanta e passa romanzi, oggi per lo più dimenticati. Il più noto (si fa per dire) è Il segreto di Lady Audley, che ho appena terminato di leggere (e grazie a Pierbusa per avermelo segnalato ;) ).

Qui la vicenda ruota intorno al doppio mistero dell’improvvisa sparizione di George Talboys e della vera identità di Lady Audley – viso d’angelo e animo diabolico -, intorno a cui si troverà quasi costretto ad indagare un giovane e apparentemente apatico avvocato, amico del primo e nipote acquisito della seconda.

Il racconto, nonostante la mole (quasi 500 pagine), qualche momento ripetitivo e/o di calma piatta e certi stereotipi, scorre nel complesso assai velocemente e lo stile della Braddon, limpido e lineare, si lascia apprezzare anche per la sua spiccata ironia. Ciò che manca, però, è proprio la suspense: anche perché la soluzione del mistero diviene ben presto facilmente intuibile. Questo però non è un difetto totalmente imputabile alla scrittrice, in quanto "uno fra i segreti della migliore sensational fiction" - è scritto nella postfazione - "sta proprio nell’ossimoro di "sorpresa prevedibile". Il lettore si aspetta, o almeno spera, che un dato episodio evolva in un certo modo, che quel personaggio scomparso ricompaia, che quell’esito venga ribaltato dagli eventi e, infatti, tutto ciò prontamente succede nella storia, però secondo un percorso e con accadimenti cui non avrebbe mai pensato, oppure quando ha perso ogni speranza di vederli svolgere".

A me comunque il libro è piaciuto non tanto per la trama quanto per il ritmo pacato, l’ambientazione dettagliata, i dialoghi incisivi e le personali riflessioni dell’autrice sulla società dell’epoca e sulle disparità sociali e di sesso. Ho letto che la figura di Lady Audley suscitò aspre critiche all’uscita del romanzo perché lontana dai canoni femminili vittoriani, "di cui mantiene soltanto l’aspetto angelico e fragile, che fa emergere ancor più la sua tempra volitiva, la passionalità e la determinazione di chi lotta per affrancarsi da un destino segnato, in una società dominata dall’istituzione matrimoniale e dal potere maschile". L’autrice cercò di rimediare con certe frasi dal sapore un po’ misogino sparse qua e là nel libro ed attribuite al protagonista maschile («fino a che punto le donne sono spietate le une con le altre» ... «il giovane avvocato meditava sull’infamia del sesso femminile» ... «dietro a ogni cattiveria c’era una donna») che avrebbero dovuto solleticare ed accontentare i gusti del pubblico, ma che quasi certamente non rispecchiavano il pensiero della scrittrice.

Perché la Braddon stessa - ex attrice, direttrice di riviste, scrittrice di successo e femminista ante litteram - condusse un’esistenza come un'eroina da romanzo, con tanto di storia sentimentale in stile Jane Eyre (lunga relazione con un uomo sposato, la cui moglie - pazza - era rinchiusa in manicomio). E agli scandali e alle dicerie della gente aveva ormai fatto il callo …

Voto: 7
Ultima Modifica 26/11/2016 10:28 da Novel67.
I seguenti utenti hanno detto grazie : bibbagood, EmilyJane

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26/11/2016 10:33 #27944 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic Wilkie Collins
Uffa ma così la lista dei libri da leggere non terminerà mai :angry: Non ne avevo mai sentito parlare, ma il fatto che 500 pagine abbiamo entusiasmato cosi tanto una persona come te, fa promettere molto bene :laugh: Ma siamo sicuri che non siano state le battute misogene a catturarti..... ;) ?sembra un´opera ironicae dalla bella ambientazione, provo a prenderlo in considerazione per una lettura futura non troppo a lungo termine!

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26/11/2016 11:10 #27948 da Novel67
Risposta da Novel67 al topic Wilkie Collins

bibbagood ha scritto: Uffa ma così la lista dei libri da leggere non terminerà mai :angry: Non ne avevo mai sentito parlare, ma il fatto che 500 pagine abbiamo entusiasmato cosi tanto una persona come te, fa promettere molto bene :laugh: Ma siamo sicuri che non siano state le battute misogene a catturarti..... ;) ?sembra un´opera ironica e dalla bella ambientazione, provo a prenderlo in considerazione per una lettura futura non troppo a lungo termine!


No no no; attenta: "entusiasmato" è un eufemismo: 7 vuol dire "carino, con pregi e difetti" :) . Ecco: in alcuni momenti si scorgono quasi solo difetti; nel complesso, invece, trovo che questo romanzo abbia anche un suo perché ... Considera però anche che venivo da un mese interamente dedicato ai vampiri: era perciò molto probabile che una qualsiasi altra lettura mi sarebbe piaciuta ... :lol:
I seguenti utenti hanno detto grazie : EmilyJane

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19/03/2017 12:54 #30070 da rikyriky
Risposta da rikyriky al topic Wilkie Collins
Io lessi anni fa "La Donna in Bianco" di Collins, è stata una lettura interessante e misteriosa.
Un opera divisa in sei libri, sinceramente è stato piacevole leggerla.

Ce ne sono altri, ma piano piano arriverò a leggerli.

:unsure: :P

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Avatar di Mrosaria Mrosaria - 31/12/2025 - 17:19

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