Non ho votato per Murakami, ma intanto ho letto Yoshimoto
Yuko è in grado di vedere cose che gli altri non vedono, e di indovinare i desideri e i pensieri di chi le sta intorno grazie a una sensibilità fuori dal comune. Compiuti quattordici anni, tutto sembra assumere sfumature misteriose, e il mondo si popola di bizzarre creature. Yuko sta imparando ad assegnare un colore a ogni stato d'animo e a ogni emozione; a insegnarglielo è Kyu, il suo maestro di disegno, che ha il doppio dei suoi anni. Quando dal fusto di una pianta fuoriescono degli strani omini verdi, loro sono gli unici a vederli. Nello stesso istante, Yuko assapora l'incanto sottile del primo amore.
Per lettori privi di pregiudizi
Banana Yoshimoto, di cui non avevo ancora letto nulla, ha una scrittura sorprendentemente leggera, sottile e raffinata, che ben s’adatta all’atmosfera sospesa, ovattata e autunnale del libro e che fedelmente rispecchia l’animo candido e innocente dei suoi personaggi. Il tono, costantemente pacato, dà vita a pensieri e dialoghi appena accennati o sussurrati, eppure ricchi di significato. La trama, apparentemente esile, non riserva particolari colpi di scena, mentre scorre via tranquilla come un placido rivo d’acqua: ma la felicità, in fondo, è nelle piccole cose, e non occorrono gesti eclatanti per godere della "magia" di un momento. Voto: 10
Per lettori dagli orizzonti limitati
Il problema sarà che non ho occhi a mandorla e forse nemmeno una sensibilità tanto spiccata, ma diciamo che non sono riuscito ad apprezzare del tutto questo libro, il primo che abbia letto di questa scrittrice e di autori giapponesi in genere. L’esilità della trama e la delicatezza dello stile non mi sono dispiaciute, almeno inizialmente: ma 108 pagine di pensieri e dialoghi ripetitivi e rarefatti hanno lasciato un’impressione più d’inconsistenza e insulsaggine, che di raffinatezza. Ammetto che lo sbocciare e l’evolversi di un sentimento tanto confuso come quello in questione non fosse impresa facile, da cogliere e descrivere: però il legame che qui emerge ha aspetti decisamente più fraterni, che amorosi. Oltretutto, è presente una componente "magica" che sarà anche tipica della cultura giapponese, ma che può lasciare piuttosto perplesso un occidentale (con o senza
karma 
). In definitiva, credo che le potenzialità del racconto - che pure ci sono - siano rimaste sostanzialmente inespresse e sospese, proprio come l'atmosfera e la vicenda narrate: voto 5,5