Da che ne so, "Orgoglio e pregiudizio" con Keira Knightley si prende già delle libertà, così come il recente "Emma". Ho visto entrambi e non li posso paragonare ai romanzi, non avendoli letti. Però da che mi è parso di capire, pur nel prendersi delle libertà e modernizzando qua e là sono riusciti a tenere lo spirito intatto. E comunque mi sono piaciuti. "Persuasione" invece per me ha toppato di brutto.
Confermo che Anne non è assolutamente la stessa del romanzo, che era molto meno brillante, ma non per questo stupida, ed era facile simpatizzare con lei per il suo essere reale, indecisa, quietamente forte. La sua sfida personale era imparare a prendere le decisioni per sé stessa, invece di farsi condizionare dagli altri. E non è un'eroina anticonformista e spigliata alla Elizabeth Bennet, il che secondo me rende la sua evoluzione ancora più eroica. Apprezzo Elizabeth, ma Anne è diversa, è nella mitezza e nella resilienza che trova comunque il coraggio di dire "no".
La Anne del film poi è francamente impossibile da digerire: bellissima, sarcastica, brillante, è adorata da tutti, uomini donne e bambini, tranne che dalla famiglia, che per carità, anche nell'originale è un po' caricaturale... ma come faceva notare Cate far passare questa Anne per la bruttina o quella più invisibile, che passa in secondo piano, è una presa in giro. Buca lo schermo, è appariscente. Poi ha una disinvoltura nel parlare di faccende di cuore o di sesso che è davvero poco credibile, essendo completamente digiuna di esperienze (lasciamo stare il contesto storico-culturale, che qua è come se non esistesse).
E poi non capisco per quale ragione i personaggi debbano essere multietnici ....questa moda del non fare vedere solo attori bianchi sinceramente non la capisco .....non è cosi che si abbattono le barriere razziali.
Questa è la tecnica del blindcasting, cioè nel reclutare attori senza tenere conto del fattore razziale. Credo che in certi contesti possa funzionare, in altri no. Qui per me è un "no", perché è posticcio e restituisce un'impressione falsata, ma così come tutto il resto dell'ambientazione... Anne va in giro a capelli sciolti e con quello che sembra in tutto e per tutto un trench. Chiaro che sono scelte deliberate, dipende se riescono o meno. Per me qui è tutto poco convincente perché è tutto troppo sopra le righe.
Ho da dire anche una cosa riguardo la tecnica dello "sfondamento della quarta parete" che Anne opera parlando e ammiccando allo spettatore. Impostazione teatrale della regista? Possibile. A me però è sembrato preso a piè pari da
Fleabag
. Che, tra parentesi, è un gioiellino.
Come ho già detto, se avessero ambientato tutto nel 2022 tenendo solo il titolo, mi sarebbe stato anche bene. Però avrei comunque pensato che era scopiazzato da Fleabag.