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La ragazza con l'orecchino di perla
La ragazza con l'orecchino di perla è un romanzo di Tracy Chevalier, dal quale è successivamente stato tratto anche un film dallo stesso titolo con la regia di Peter Webber.
Il racconto si svolge con narrazione in prima persona da parte della protagonista principale, Griet, una ragazza dell'Olanda del Seicento, con non meglio identificate vocazioni artistiche ed una connaturata femminilità.
Trama
Delft, XVII secolo, quartiere protestante: la sedicenne Griet è in cucina e, come al solito, sistema meticolosamente le verdure che sta tagliando, abbinandole per colore in un cerchio. Il padre, un decoratore di piastrelle di ceramica che ha perso la vista, sta parlando, con persone dalle voci decisamente insolite, che suggeriscono «immagini di tappeti preziosi, libri, perle e pellicce». Appartengono a una coppia, un uomo misterioso dai lunghi capelli neri e dai penetranti occhi scuri e una donna altezzosa con riccioli biondi e fare nervoso: sono Jan Vermeer, il celebre pittore, e sua moglie Catharina, persone ricche e influenti.L'uomo sembra incuriosito da Griet.
La madre informa Griet che, a partire dal giorno dopo, andrà a servizio dai Vermeer, nel "Quartiere dei Papisti" (ovverosia il quartiere dove risiedono i cattolici), e che potrà tornare a casa solo la domenica. Anche il fratello maggiore di Griet, Frans, dovrà lasciare la casa per iniziare l'apprendistato nella fabbrica di ceramiche dove lavorava il padre, ormai invalido. La nuova vita di Griet sarà caratterizzata da una specifica mansione: oltre alle normali incombenze,dovrà occuparsi della pulizia dell'atelier dell'artista;la ragazza è stata scelta perché è in grado di pulire una stanza rimettendo poi gli oggetti esattamente dove erano, cosa che ha imparato per facilitare al padre cieco la vita di tutti di giorni. L'aver accesso all'atelier, luogo proibito per chiunque, provocherà l'invidia di Tanneke, la fedele governante e cuoca di casa, e della moglie dell'artista.