Salute a voi tutti, abitanti di questo etereo, gaudioso e ricco villaggio della cultura!
Io sono Domy, un viandante tra queste lande, un rude cavaliere, un avventuriero del fantastico mondo librario, originario degli aspri colli dell'Alta Murgia, nell'entroterra pugliese al confine con la Basilicata.
Appassionato del fantastico nelle sue infinite sfumature - nonché amante del reale nella logica aristotelico-tomista, giacché, come il buon vecchio Tolkien suggeriva:
più acuta e chiara è la ragione, e migliori fantasie produrrà - prediligendo atmosfere che richiamano i valori, le tradizioni, i misteri delle antiche civiltà e financo il periodo di luce qual è stato a grandi linee il medioevo. Seguo gli insegnamenti della storia, armato della spada atta a sorreggere e difendere la croce, nel velo della complementarità di fede e ragione.
Amo i miti, le fiabe e le leggende, pilastri della realtà umana ai primordi del linguaggio, severe e sincere colonne portanti che accompagnano la militare vita (vivere militare est) in questa terrena esistenza.
E nel dire di Cristina Campo:
"Il paesaggio, il linguaggio, il mito e il rito, che sono i quattro elementi della felicità, sono oggi diventati quattro bersagli dell'odio concentrato dell'occidente"
.
Non posso non riportare alcune sagge parole del mio maestro e scrittore preferito.
Come fu detto: la letteratura di Tolkien mira a ricreare la bellezza e l’incanto in ogni coscienza, è un antidoto contro l’autodepressione dell’io, contro ogni cinismo beffardo e autosvalutativo.
J. R. R. Tolkien:
“Le fiabe parlano di cose permanenti: non di lampadine elettriche, ma di fulmini!
Veniamo da Dio e, inevitabilmente, i miti da noi tessuti, pur contenendo errori, rifletteranno anche una scintilla della luce vera: la verità eterna che è con Dio. Infatti solo creando miti, solo diventando un sub-creatore di storie, l'uomo può aspirare a tornare allo stato di perfezione che conobbe prima della caduta. I nostri miti possono essere male indirizzati, ma anche se vacillano fanno rotta verso il porto, mentre il 'progresso' materialista conduce solo a un abisso spalancato e alla Corona di Ferro del potere del male.
Esiste una fiaba suprema, che non è una sottocreazione, come altre, ma il compimento della Creazione, il cui rifiuto conduce alla furia o alla tristezza: la vicenda evangelica, in cui storia e leggenda si fondono".
Tralasciando i noti o ignoti autori delle preziose e mitiche eredità, (tra le quali menziono Beowulf, Edda, Kalevala, miti celtici,greci, e numerose fiabe e leggende) annoto qui alcuni autori otto-novecenteschi che al momento s'addensano vorticosamente nella mia mente:
C. Dickens, J. M. Barrie, C. S. Lewis, M. Ende, E. A. Poe, H. P. Lovecraft, R. E. Howard, R. L. Stine, B. Stoker, T. W. Rolleston, G. Rodari, A. C. Doyle, A. Christie, J. Verne, R. Bradbury, e tanti altri...
Vi lascio ordunque alla contemplazione di questo splendido dipinto di Josef Madlener: Der Bergeist (Lo spirito della montagna).