Domenica 13 Aprile 2025 ci siamo incontrati al fido Caffè del Porto per discutere del libro di Michela Murgia "Stai zitta", nell'ambito dell'argomento del mese, ovverosia la letteratura femminista.
Il libro ha generato una discussione vivace intorno all'opportunità di utilizzare l'educazione linguistica come strumento di lotta femminista, secondo gli esempi e gli argomenti portati dall'autrice.
In generale, il testo ha suscitato ricordi e storie personali che non solo ne confermavano la tesi fondamentale, ma la arricchivano con esperienze specifiche che andavano anche oltre la tesi linguistica, aprendo diverse discussioni sulla condizione delle donne ancora oggi e sulle affinità e differenze tra le diverse generazioni del gruppo, tutte unite dalla consapevolezza di una parità non ancora raggiunta.
Sono stati sollevati dubbi sul valore universale del libro, nonché rispetto alla tradizione della letteratura femminista e sul suo ruolo nel dibattito pubblico italiano, cioè sul valore dell'influenza che ha avuto.
Il principale punto di disaccordo è stata la scelta di porre il focus proprio sul linguaggio: si sono contrapposte una visione descrittiva, che vede il linguaggio come discendente naturale delle condizioni sociali e della cultura - ritenendo deleterio cercare di compiere il processo inverso - e una visione prescrittiva, che vede il linguaggio come strumento fondamentale nel plasmare i meccanismi di ragionamento e di conseguenza la cultura attorno - ritenendo quindi necessario porlo come argomento di primaria importanza nella comunicazione pubblica e nell'educazione.
Il punto d'incontro, innegabile anche dai detrattori più arditi, ha riguardato l'importanza che questo libro ha avuto nel portare alla luce una sensibilità prima più spesso nascosta e repressa attorno l'utilizzo di certe espressioni che possono risultare sgradevoli e mettere a disagio, e la possibilità di parlarne apertamente.
Nessuno ha detto a nessun altro di stare zitto durante l'incontro.