Il libro del mese, Il bar sotto il mare di Stefano Benni, ha suscitato reazioni contrastanti nel gruppo di lettura.Si tratta di una raccolta di racconti incorniciati da una situazione surreale: un gruppo di personaggi si rifugia in un bar misterioso “sotto il mare” durante una tempesta, e per passare il tempo ognuno racconta una storia. I racconti spaziano tra generi diversi — fiaba, satira, parodia, racconto grottesco — e sono accomunati dallo stile inconfondibile di Benni: fantasia sfrenata, giochi linguistici, invenzioni lessicali e soprattutto un’ironia pungente, a tratti amara.Nel gruppo, però, il libro non è stato particolarmente apprezzato. Alcuni brani sono risultati poco chiari e non sempre immediati nella comprensione. L’ironia di Benni, sottile e talvolta paradossale, è stata percepita come difficile da decifrare; in certi casi è sembrata quasi incomprensibile. Alcuni lettori hanno sentito il bisogno di rileggere alcune storie per cercarne il senso, senza però riuscire sempre a coglierne pienamente il significato o l’intento satirico.Probabilmente la difficoltà nasce dal fatto che Benni gioca molto con l’assurdo, con il non-sense e con la deformazione della realtà per criticare la società contemporanea. Le sue storie non offrono sempre una morale esplicita: spesso il messaggio è nascosto dietro l’esagerazione o il paradosso, e questo può spiazzare chi si aspetta una narrazione più lineare.Personalmente, sono stata l’unica a cui il libro è piaciuto davvero, anche perché apprezzo molto lo scrittore e il suo stile. Conoscendo già il suo modo di scrivere, ho riconosciuto la sua ironia e il suo sguardo critico sulla realtà, e ho trovato stimolante proprio quell’aspetto che altri hanno trovato ostico. Per me la forza del libro sta nella libertà creativa e nella capacità di mescolare leggerezza e profondità.In conclusione, Il bar sotto il mare si è rivelato un libro divisivo: non ha conquistato tutti, ma ha sicuramente acceso una discussione interessante sul senso dell’ironia, sulla difficoltà dell’interpretazione e sul diverso modo in cui ognuno di noi si rapporta alla letteratura.
al prossimo libro!