Martedì 24 febbraio, il gruppo di lettura Una Reggia di libri si è incontrato presso La Flora di Caserta per confrontarsi sulla lettura del mese: Il signore delle mosche di William Golding.
Con questo libro si può dire che si chiuda una trilogia di letture dedicata al Male. Dopo L'avversario di Carrère, agghiacciante resoconto-verità del Male che si insinua nell'animo umano sfruttandone l'inerzia e la codardia, si è passati al Male metafisico ma al contempo sensuale di Dracula, a cui l'umanità innocente si oppone armata di determinazione e ingegno. Con Golding, si è arrivati invece alla tesi opposta del Male come proprietà intrinseca dell'umanità.
L'incontro è iniziato con il racconto della trama a chi non era ancora riuscito a leggere tutto il romanzo, prima per sommi capi, e poi entrando nel vivo di alcuni episodi chiave. E da lì, la narrazione si è intrecciata con gli interrogativi, le esegesi, le speculazioni. Ma, più di tutto, ha preso il sopravvento il piacere di raccontare e di ascoltare, con quel "e poi?" che è il segnale infallibile dell'immersione nel mondo creato dallo scrittore e trasmesso dal narratore.
Qualcuno si è lanciato in interpretazioni simboliche, forse improbabili, identificando i personaggi principali con archetipi come il capo politico, il capo militare, l'intellettuale, il mistico, e così via. Qualcun altro ha rimarcato, in termini professionali di psicologia di gruppo, la plausibilità della vicenda.
Ma tutti sono stati colpiti dalla forza della tesi di Golding, e cioè che il Male nasce da noi, e che nessuno ne è esente, nemmeno l'umanità che consideriamo innocente per definizione: i bambini. È una tesi che ci dovrebbe essere familiare, quella del peccato originale, e che potrebbe sembrare anche banale. Ma uno dei punti di forza di questo testo sta proprio nel rendere il concetto evidente e al tempo stesso non scontato.
Dal punto di vista letterario, si è evidenziato come il testo riesca a catturare subito il lettore, instillando un senso di inquietudine che si intensifica con lo scorrere delle pagine, in un crescendo che a un certo punto diventa quasi intollerabile, prima del brusco finale.
La discussione si è quindi estesa al contesto storico (quello post-bellico e della Guerra Fredda), allargandosi infine a questioni più generali. Insomma, un incontro molto stimolante e al contempo piacevole.