Il 5 maggio 2024 i membri del gruppo di lettura - La marcia degli elefanti - si sono adunati intorno ad un tavolo di un bar - " Tea Pot ", sito in Catania in Viale della Libertà - per trattare il libro del mese " lettere a Milena " di Franz Kafka (appartenente alla categoria " altri generi ") ; l'opera è una raccolta di lettere d'amore che Franz Kafka e Milena Jesenská si scambiarono tra il 1920 e il 1923. I due protagonisti del carteggio, nonostante l'intensità del sentimento, riuscirono tuttavia a incontrarsi soltanto in poche occasioni. Durante la discussione è emerso - ed è un aspetto su quale tutti concordano - che le lettere di Kafka sono di difficile comprensione in virtù del fatto che si presentano avulse rispetto al contesto nel quale avevano trovato la loro sede naturale. Invero, ad avviso di tutti, la lettura sarebbe stata più scorrevole se ci fosse stato un commento di accompagnamento al termine di ogni lettera. Dal lucido confronto che ne è scaturito sono in seguito affiorate anche le differenze caratteriali dei due amanti. Kafka è una persona molto spirituale e incapace di vivere perché rifiuta di rifugiarsi nella menzogna, nell'illusione o in una qualsiasi convinzione ; infatti è un individuo nudo in mezzo a tante persone vestite. Milena, nonostante gli fosse affine per la dimensione spirituale, sembra invece essere una donna concreta, desidera tenere i piedi il matrimonio, vuole dei figli e come conseguenza di ciò lotta per condurre una vita normale e non è difficile per lei ricercare un asilo nel contesto naturale della famiglia. Durane la trattazione dell'opera letteraria ci siamo chiesti se Franz Kafka fosse ricambiato e in che misura. Dalle lettere è possibile riscontrare un intenso affetto da parte di Milena che scrive anche a Max Brod per informarsi sulle condizioni di salute di Kafka. Inoltre, da una lettura combinata delle varie lettere e della discussione che si è tenuta sulle predette, affiora, quale aspetto nevralgico dello scambio, la cultura ebraica che accomuna i due letterati. Il problema dell'ebraismo assunse un ruolo di primo piano nella cultura mitteleuropea di quel tempo e Kafka non si sottrae dall'esprimersi al riguardo. Di fatti quest'ultimo manifesta, e in più punti, la sua estraneità verso il sionisti e il loro ottimismo militare. Grazie a tutti