In data 17 Aprile si è svolto l'incontro del nostro gruppo di lettura. Le Notti Bianche di Dostoevskij è stato il libro protagonista della libera discussione. La motivazione dietro la scelta di quest'opera giovanile di uno dei giganti della letteratura russa è stata duplice: da una parte per rimarcare, vista la situazione politica fuori nazione, che la cultura non ha e non deve avere bandiera e poi per la lampante attualità della trama, il cui protagonista, un giovane scrittore solitario e senza amici, vaga per le vie di una Sanpietroburgo notturna, anelando un incontro capace di suscitargli delle emozionireali.
Infatti l'alienazione e l'evitamento sono due comportamenti molto più frequenti nella società odierna che all'epoca dell'autore russo, basti pensare al fenomeno degli hikikomori o alla dipendenza dalla tecnologia, l'attaccamentoai social che ognuno di noi ha sviluppato.L’incapacità di aprirci genuinamente alle persone che ci circondano è dilagante. Libro scorrevole, avvincente, con colpi di scena e tanti spunti di riflessione; così breve che è possibile leggerlo in meno di un pomeriggio. Inoltre, rappresenta un ottimo inizio per approcciarsi a questo autore, che già in questo racconto (e a maggior ragione nei suoi classici monumentali) scava nell'animo umano, ci permette di immergerci nelle nostre profondità e di costruire un mondo interiore forte, fornendoci le chiavi di lettura per capire e affrontare la realtà nelle sue mille sfaccettature.All’epoca della stesura di quest’opera, Dostoevskij non aveva ancora patito la durezza della Siberia e non aveva vissuto la paura di essere giustiziato. Questo dato è importante perché il libro è intriso ancora di un alone sognante, attraverso gli occhi del protagonista ed è educativo in quanto il messaggio che se ne ricava è che anche la più elaborata delle fantasticherie non può competere con la vita, i sogni servono per ispirarci e per essere realizzati, non per evitare il reale; quella sarebbe un'esistenza misera, senza coraggio e senza colore.Bisogna essere protagonisti della propria storia e non dei personaggi secondari per evitare che gli anni scivolino velocemente e per non avere rimpianti. Al contrario il ragazzo di cui leggiamo i pensieri è timido, solitario, goffo nell’interagire con la ragazza, Nasten’ka, che conosce in una delle quattro notti narrate e di cui si innamora. Come sempre in questi interessanti incontri, il libro ha rappresentato un trampolino di lancio verso l’apertura di altre finestre collegate alle tematiche.