Sabato 16 Dicembre si è tenuto l’incontro del nostro gruppo di lettura presso il Bar Bronx dove abbiamo discusso del libro di Michela Murgia “Stai Zitta”. Le ultime vicende di cronaca ci hanno spinto a scegliere un libro in cui si affrontasse il tema del maschilismo, patriarcato e sessismo.Questo libro, con un linguaggio molto semplice e diretto ha sortito il suo effetto, infatti è riuscito a mettere in luce, ad alcuni di noi, certi atteggiamenti e/o frasi sessiste che non venivano percepiti come tali, perché frutto di una tradizione e cultura radicate dentro di noi. “ In una cultura patriarcale tutti e tutte cresciamo compromessi dal pregiudizio sessista. Smettere di esserlo richiede una scelta personale prima consapevole e poi esplicita, sia per gli uomini che per le donne.”Abbiamo convenuto che sebbene siano stati fatti enormi passi in avanti, la strada sia ancora lunga, per questo è molto importante attuare una piccola rivoluzione del linguaggio per cercare di cambiare le cose. Se cambia il linguaggio, cambiera’ il modo di pensare e di parlare, le distanze si accorceranno e finalmente si riconoscerà alla donna la dignità e il rispetto che merita.
Murgia parla di un pregiudizio che vede gli uomini come esseri razionali e le donne come esseri relazionali; da qui nasce la convinzione che gli uomini facciano le cose per un perché mentre le donne per qualcuno, solo se hanno un “per chi”.A questo assunto dobbiamo le narrazioni delle donne sempre “mammizzate” come si vede da alcuni titoli di giornale (“tampone salivare, ecco le quattro mamme che lo hanno ideato); come se le donne esercitassero la loro professione per i figli!Come in tutti i nostri incontri amiamo perderci nelle nostre riflessioni e lasciarci trascinare su lidi insperati; infatti dal concetto di donna come essere relazionale, siamo passati al libro della Genesi, la differenza della creazione di Adamo ed Eva. Adamo creato dalla terra e alito di Dio, Eva generata dalla costola di Adamo per fargli compagnia ed essere la sua “relazione”. A proposito dell’importanza delle relazioni, Giovanni, ci ha raccontato l’esperimento fatto dal grande Federico II che ci ha lasciato a bocca aperta
. Egli voleva scoprire la lingua originaria dell’uomo, per fare ciò decise di allevare un gruppo di neonati senza che questi avessero interazioni o sentissero suoni. Le nutrici avevano il compito solo di cambiarli e nutrirli, non potevano tenerli in braccio o parlare loro. Questi bambini non pronunciarono nessuna parola perché morirono, non di stenti perché venivano ben nutriti, ma per la mancanza di relazioni. Comunque è stato come sempre un bell’incontro, gli animi si sono mantenuti abbastanza calmi nonostante l’argomento rovente, la scorsa volta un attacco di femminismo acuto animò la discussione.
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