Nel primo weekend estivo di quest'anno, il nostro club si è riunito per discutere del libro del mese: Cent' anni di solitudine. Probabilmente un libro non per tutti ma senza dubbio uno dei più grandi capolavori della letteratura contemporanea, valso al suo autore, nel 1982 l'assegnazione del premio Nobel.Molte sono le leggende che ruotano intorno alla stesura del romanzo. Pare infatti che nel Luglio del 1965 mentre García Márquez si stava recando in vacanza con la famiglia da Città del Messico ad Acapulco, all’improvviso un cervo gli abbia attraversato la strada. L'animale non è rimasto ferito ma lo scrittore ebbe come un'epifania, quella di uno degli incipit più famosi della letteratura: «Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio». Sempre secondo la leggenda, García Márquez tornò subito a casa, a Città del Messico, dove si rinchiuse a scrivere, per diciotto mesi, il libro che pubblicò nel Maggio del 1967. In realtà pare che scriverlo non gli portò via solo diciotto mesi, bensì 15 anni e che il titolo iniziale fosse "La Casa". Titolo anche questo calzante essendo la Casa, insieme ad Ursula Iguarán Buendía, che ne è la personificazione, lo sfondo delle vicende che hanno come protagonisti le 7 generazioni di Buendìa. Famiglia che vive in Colombia, in una cittadina immaginaria e utopistica, dal nome Macondo. Ogni protagonista di questa storia è un archetipo più generale delle sfumature delle vicende e delle passioni che tutti noi esseri umani condividiamo dalla nascita alla morte ed è avvolto da un alone di Solitudine, sia essa introspezione psicologica o affaccendamento in imprese senza futuro.Un libro senza dubbio denso di avvenimenti reali e storici, surreali e magici, colorato e caotico proprio come il Sudamerica in cui è ambientato. Tutti siamo rimasti colpiti da come García Márquez sia riuscito a distorcere il tempo con un uso sapiente della prolessi e a farlo sviluppare in senso circolare. Nel mondo che ha creato gli eventi si ripetono ciclicamente in ogni generazione. Il finale ci ha poi spiazzato tutti: tutte le vicende attraversate dai personaggi portano l'ultimo della stirpe a decifrare le pergamene dello zingaro Melquíades ma troppo tardi, perché nel momento stesso in cui egli arriva alla scoperta che ha valso cent'anni di solitudine, scatta la punizione sotto forma di un vento che spazzerà via ogni traccia del villaggio di Macondo e dei suoi abitanti.