Il pomeriggio del 21 settembre, primo dal sapore d’autunno, Lupus in Fabula si riunisce per ripercorrere insieme circa 30 anni di storia attraverso le avventure della prima portalettere del Salento, Anna, uscita dalla penna di Francesca Giannone.
Anna, insieme a suo marito Carlo e suo figlio Roberto, si trasferisce dalla Liguria alla Puglia (Lizzanello) negli anni trenta. A differenza di suo marito, felice di essere tornato nel suo paese natale, Anna appare sin da subito triste e agitata. Ad accoglierli, con sentimenti contrastanti, Antonio, fratello di Carlo, sua moglie Agata e sua figlia Lorenza.
La storia famigliare raccontata dalla Giannone è ricca di personaggi (Carmela, Giovanna, Daniele, Tommaso) è intrisa di segreti (le storie clandestine di Giovanna e Don Giulio, di Lorenza e Daniele, la verità su Daniele, figlio di Carlo e Carmela, di cui Antonio sarà custode) e colpi di scena (Daniele, amato di Lorenza, è in realtà suo cugino). Forse troppi a nostro avviso. Apprezziamo il racconto di una donna, che in tempi sicuramente difficili non accetta le regole che la società le impone, rifutando di vivere esclusivamente nel ruolo di donna e madre. Gli occhi di Anna, ci fanno rivivere le questioni politiche e sociali, la seconda guerra mondiale, il voto delle donne e le rivolte sindacali. Anna, in tutti questi anni, è parte attiva nella comunità di Lizzanello, una vera precorritrice (basti pensare alla Casa delle donne).
Tuttavia, alla fine del libro, poco sappiamo dei personaggi che nel corso degli anni hanno ruotato attorno ad Anna. Non entriamo mai molto in contatto con l’IO di Agata, quanto piuttosto con il suo pasticcio di carne; la rabbia e la frustrazione di Carmela (fidanzata prima e poi amante di Carlo) forse passano in secondo piano rispetto alla sua arte nel cucire.
Ci coinvolge l’amore dichiarato così come quello sussurato nelle pagine del romanzo, ma forse...a restarci dentro, sono gli stereotipi.
Ad ogni buon conto, lo scambio di idee ed impressioni sulla storia della “forestiera”, è come sempre volano di racconti di storie personali, di parallelismi con altri libri, di chiacchiere che sanno di scambio e non di rumore.