Resoconto dell'Incontro del Gruppo di Lettura del 15 Novembre
Ci siamo riuniti nella nostra libreria di fiducia, “Raccontami”, per discutere il libro scelto per questo mese. L’incontro, però, è stato straordinario: il libro in questione, infatti, è stato scritto da una nostra partecipante, Vincenza Cavallaro, che era presente per ascoltare le nostre impressioni e rispondere alle domande.
L’atmosfera è stata fin da subito calorosa e costruttiva. Gli interventi sono stati in prevalenza positivi e Vincenza ha avuto modo di arricchire la discussione fornendo alcuni dettagli sulla costruzione del libro, svelando così il "dietro le quinte" della sua opera.
Il fulcro della serata sono state le domande rivolte a Vincenza. Ci siamo concentrati principalmente sulla motivazione che la ha spinta a scrivere e le sue aspettative .
Vincenza ha definito la sua opera un libro sulla "formazione"un romanzo di crescita che segue il percorso interiore della protagonista .Non è mancato uno spunto di critica negativa: La presenza di alcuni errori temporali nella trama e la percezione che la protagonista fosse, in alcune parti, troppo incentrata su se stessa e intollerante .
Vincenza ha accolto queste osservazioni spiegando che il libro è stato scritto all'età di 22 anni. Ha chiarito che, in quella fase della vita, è del tutto normale che i personaggi riflettano una certa prospettiva egocentrica, tipica del percorso di formazione e di scoperta di sé.Il gruppo comunque ha apprezzato la purezza della scrittura e l’idea della struttura è stata giudicata originale ,piena di potenziale anche se non abbastanza sviluppato . Il metodo narrativo scelto dall'autrice per cui ogni capitolo si chiude con una domanda paragonata a un gusto o a una sensazione (ad esempio, "Questa domanda sa di primavera"), corredata da delicati disegni , ha regalato al libro una dimensione poetica ,pertanto, per definire l'essenza di questo libro, potremmo dire che il libro sa di RUGIADA perché
racchiude perfettamente purezza e freschezza ,perché emerge ingenuità e sincerità , perché simboleggia un nuovo inizio, una formazione ancora acerba ma brillante di potenziale, e quella punta di fragile egocentrismo della protagonista che, come una goccia di rugiada, riflette inizialmente solo se stessa, per poi essere destinata a evaporare e crescere.