Oggi 21 marzo ci siamo incontrate di nuovo dal vivo per il nostro appuntamento del mese, questa volta dedicato a
Cuore l’Innamorato di Lily King.
La prima nota positiva dell'incontro? Il gruppo cresce. Abbiamo infatti dato il benvenuto a Giulia, nuova partecipante ufficiale, che si è inserita subito nella discussione con osservazioni puntuali e uno sguardo fresco. E sì, siamo molto contenti che il cerchio si allarghi: più teste, più opinioni, più possibilità di innamorarsi (o litigare) con i libri.
La discussione è partita da Giovanna, che aveva proposto il romanzo e che, con grande onestà, ha confessato un piccolo “dramma da lettrice”: durante la prima lettura era rimasta delusa, al punto da essere tentata di scrivere al gruppo per scusarsi della scelta (ovviamente nessuno ha mai nulla di cui scusarsi quando sceglie un libro 😉). Il libro le era sembrato banale, quasi superficiale. Poi però ha fatto quello che alle volte può sembrare noioso ma salvifico: lo ha riletto. E qualcosa è cambiato. Alcune parti le sono apparse più interessanti, più stratificate. Anche la protagonista, inizialmente fonte di irritazione (complice una scelta che Giovanna proprio non riusciva a perdonare), ha acquisito nuove sfumature. Non tutti i personaggi, però, hanno beneficiato di questa seconda possibilità: Sam resta ufficialmente nella lista dei personaggi “profondamente detestati”. Sul finale, invece, resa totale: emozione e commozione.
Claudia si è posizionata su una linea più netta: per lei il libro resta banale. I dialoghi spezzati non hanno funzionato e, soprattutto, non è scattata quella scintilla fondamentale che permette di empatizzare con i personaggi e i loro drammi. Senza quella, tutto il resto fatica a reggersi.
Antonella ha condiviso alcune di queste perplessità, soprattutto sullo stile di scrittura e sui dialoghi, ma ha trovato qualcosa a cui aggrapparsi: la storia d’amore tra la protagonista e Yasha. In particolare, ha apprezzato il modo in cui viene raccontata la quotidianità, quel tessuto fatto di piccoli gesti e momenti condivisi che rendono una relazione credibile.
Giulia, dal canto suo, ha aperto un fronte interessante. Ha riconosciuto il disallineamento della coppia protagonista con lui (Yasha) molto adolescenziale nell’approccio e lei invece molto più matura. Yasha proprio non le è andato giù. Eppure, nel complesso, il libro le è piaciuto molto. Ha portato una chiave di lettura che ha fatto riflettere tutti ovvero che quella sensazione di superficialità che tutti abbiamo notato potrebbe essere intenzionale. La vita quotidiana è fatta di frammenti, di pensieri non elaborati fino in fondo, di emozioni che scorrono veloci senza essere sempre analizzate. Se il libro assomiglia a un flusso di coscienza, forse è proprio perché vuole restituire quella realtà un po’ caotica e incompleta. E quindi sì, resta in superficie… ma forse per scelta.
Io, come Claudia, ho trovato molta banalità in questo libro e ho avuto l’impressione che l’autrice avesse messo insieme tante (forse troppe) cose, tutte pensate per colpire l’emotività, ma senza il tempo o lo spazio per approfondirle davvero. Il risultato? Un libro che funziona sul piano emotivo, che si legge volentieri, ma che fatica a diventare memorabile dal punto di vista letterario.
Su una cosa, però, ci siamo trovati tutti d’accordo, i temi. Ci sono, e sono anche potenti. Le scelte che influenzano il nostro futuro e quello degli altri, il perdono, il peso dei ricordi. Materiale forte, che avrebbe potuto lasciare un segno ancora più profondo.Come sempre, il bello non è stato solo il libro, ma il confronto. Opinioni diverse, punti di vista anche nuovi e riflessioni che si sono intrecciate senza bisogno di arrivare a un verdetto finale. Perché alla fine è proprio questo che cerchiamo: non libri perfetti, ma libri che ci facciano parlare, discutere, persino cambiare idea lungo la strada.
La serata si è poi chiusa guardando avanti: abbiamo condiviso le proposte per le letture di maggio e iniziato a scaldarci, senza spoiler, su quella di aprile, Kafka sulla spiaggia di Murakami, che promette già di regalarci nuovi spunti (e probabilmente anche qualche sano momento di smarrimento).
E, come succede sempre più spesso, siamo rimasti ancora un po’ oltre i libri: tra racconti di vita, risate e piccoli frammenti personali che, incontro dopo incontro, ci fanno sentire sempre meno un gruppo e sempre più una piccola comunità di lettori.
Alla prossima!