Martedì un manipolo di lettori palermitani e la sottoscritta hanno deciso di compiere un atto sovversivo, e invece di vedere Sanremo si sono ritrovati a discutere di libri, pazzesco
In particolare, abbiamo discusso di "Soffocare" di Chuck Palahniuk, che nonostante all'apparenza sembrasse non essere piaciuto a nessuno o aver rappresentato quanto meno una lettura non propriamente piacevole e memorabile, ci ha comunque offerto tanti argomenti di discussione e confronto. Siamo stati tutti concordi nel non aver apprezzato il linguaggio e lo stile, sicuramente è bravo a ricreare in questo modo il contesto in cui si muove il personaggio, ma abbiamo trovato la volgarità spesso ridondante e gratuita. Tuttavia ha sicuramente aiutato a trasmetterci il senso di soffocamento a cui rimanda il titolo, presentandoci un protagonista completamente perso, alla ricerca vana di sè stesso, alla ricerca di piaceri altalenanti che lo fanno sentire solamente più vuoto e confuso. Come dice Giuseppe, forse sia la narrazione frammentaria, con alternanze di flashback a situazioni reali e cambi repentini di argomento, sia il personaggio stesso sono il riflesso della generazione dell'autore, sempre meno in grado di soffermarsi su qualcosa, sempre alla ricerca di nuovi stimoli, e sempre con meno incertezze. Noi stessi ci siamo confronti sull'interpretazione di alcuni aspetti e alla fine della discussione mi è venuto il dubbio che forse il libro fosse da leggere in tutt'altra chiave, che in realtà tutta la storia è solo una fantasia del protagonista
Il linguaggio usato ci ha fatto fare confronti con altri autori e personalmente trovo la volgarità più presente nella narrativa americana che in quella italiana (ad esempio Bukowski, King, Franzen).
È stata interessante poi la disamina di Ciro sui riferimenti religiosi, durante la lettura percepivo che c'era una sorta di simbologia che mi sfuggiva, e durante l'incontro abbiamo avuto la possibilità di parlare a lungo della metafora del peccato, proprio nel bigottismo di molte comunità statunitensi.
Abbiamo concluso con qualche scambio di opinioni su altre letture fatte, e se c'è chi continua a farsi tenere compagnia da ivanohe, c'è anche chi continua ad approfondire la letteratura siciliana, le storie di femminismo con La portalettere, ma anche a sostenere con convinzione la letteratura d'evasione, come il mio caro Stephen King.
L'incontro si è concluso con i più coraggiosi che tornavano ad Amadeus, i meno social che invece andavano a
dormire leggere