Domenica si è tenuto l'incontro del nostro gruppo di Palermo, in clima di festeggiamenti pentacostali sfrenati per me e Albero
Il libro oggetto di discussione era "Una stanza piena di gente" di Daniel Keyes, che ha suscitato forse per lunghezza, forse per stile, forse per tema, meno entusiasmo rispetto alle letture precedenti, tanto che Ciro ha preferito il gp di Imola
e nè Lavinia nè Giuseppe son riusciti a finirlo

Ciò che ha colpito maggiormente è l'aspetto medico della dissociazione, che colpisce raramente, e soprattutto casi come quello descritto nel libro sono forse più unici che rari. Questo ci ha portato a riflettere sia su come si reagisca diversamente a traumi simili, dal momento che nessuno di noi aveva mai sentito di reazioni così per casi di violenza infantile, sia su quanto possa lasciare insoddisfatti un qualsiasi verdetto sulla questione: il protagonista avrà avuto pure problemi mentali, ma è giusto che non paghi per niente per i suoi reati?
A me personalmente il libro è piaciuto e mi sembra metta in luce anche altri aspetti, come ad esempio la strumentalizzazione mediatica e politica nei casi di cronaca, in cui non interessa affatto la verità nè il bene di imputato o vittima, bensì cercare di avere sfruttare al meglio una situazione che offre un bel capro espiatorio. Purtroppo (o per fortuna per gli altri
) ero l'unica all'incontro appassionata id podcast di true crime, quindi non mi sono potuta dilungare troppo su quanto questo aspetto sia comunissimo.Abbiamo parlato anche della violenza nelle carceri e nei manicomi da parte di guardie o personale sanitario, un'altra situazione purtroppo attuale, ma Lavinia ci ha fatto riflettere su quanto anche dall'altra parte, come negli ospedali, il personale sanitario è soggetto spesso ad atti di violenza non proprio piacevoli, come quelli attuati da Billy, ma non per forza da pazienti dissociati
Parlando dell'altro libro di Keyes che ho letto questo mese,
Fiori per Algernon,
ci siamo spostati a parlare di intelligenza artificiale e di come sentiamo l'urgenza di riflettere sulle implicazioni etiche, morali e sociali del futuro tecnologico che ci aspetta. Da parte mia penso che i gruppi di lettura siano un ottimo mezzo per preservare il nostro senso critico e far emergere la nostra umanità
Ci siamo salutati curiosi di come andrà il prossimo incontro, finalmente in presenza