Anche il mese di dicembre è volato, e con esso il libro del mese. Giorno 20, in pieno clima natalizio, ci siamo ritrovati presso i Cantieri culturali della Zisa, luogo del cuore per i nostri incontri. Nonostante il maltempo, Peppe, Francesco, Paolo, Luciano e io non ci siamo lasciati scoraggiare e abbiamo discusso di questo controverso romanzo dell'autrice che ha vinto proprio nel 2024 il premio Nobel per la letteratura. Dapprima davanti a un bicchiere di vino - oppure a un cappuccino, nel caso di Paolo - e poi davanti a una buona cena, ciascuno di noi ha espresso la sua opinione.
Il romanzo, complessivamente, è stato apprezzato da tutti noi. Abbiamo constatato che, ancora una volta, il libro del mese ci ha dato l'occasione di discutere della condizione femminile e del contrasto tra l'immagine di una Seul modernissima e globale e questa storia, che fornisce l'immagine di una situazione familiare ancora di stampo fortemente patriarcale.
Francesco ha visto nel romanzo un forte tema di accettazione della morte, quasi di desiderio della stessa, mentre altri - tra cui me e Paolo - hanno piuttosto avvertito da parte della protagonista un bisogno di fusione con la natura. Ancora, qualcuno ha visto la protagonista come una persona che, a seguito dei traumi della sua infanzia e della sua vita da adulta, ha sviluppato una patologia psichiatrica (Luciano ha affermato che il libro avrebbe anche potuto chiamarsi "La folle", essendo "La vegetariana" del tutto arbitrario); altri invece hanno interpretato la vicenda come qualcosa di mistico e quasi contagioso, che serpeggia da una sezione all'altra del libro.
Insomma, come ogni mese la discussione è riuscita a far emergere considerazioni nuove, a cui nessuno di noi singolarmente sarebbe arrivato e che hanno contribuito a farci amare ancor di più la lettura.
Infine, non sono mancate le chiacchiere leggere su altri argomenti, dal pilates al lavoro, perché il gruppo di lettura non è solo leggere un libro e pararne insieme ma anche avere l'occasione di connettersi con gli altri e condividere una parte di sé.
Alla prossima!