E siamo giunti all'incontro di marzo del nostro gruppo palermitano "I Gattopardi". Quello di febbraio l'abbiamo saltato, prendendoci così una pausa, approfittando del fatto che il nostro amico "extracomunitario" (Alberto, palermitano che vive e lavora in Svizzera) sarebbe ritornato alle sue radici per alcuni giorni proprio nel terzo mese dell'anno. E' stata solo la "scusa" per dilatare un po' i tempi di lettura del secondo libro del 2025, "Cambiare", della scrittrice ghanese Ama Ata Aidoo.
Il racconto è ambientato in Africa, dove ci sono piccoli villaggi fatti di capanne di fango pressato e tetti di paglia, con bambini nudi che sgambettano felici correndo insieme a capre e galline, vecchi seduti in cerchio accoccolati sulle gambe a ricordare il passato, donne che ti incantano col loro sorriso dai denti bianchissimi e le collanine di pietruzze colorate distese sul seno nudo di ebano... Tutto sbagliato. Siamo sì in Africa, ma non è certo così come te l'aspetteresti. L'Africa non è una nazione, ma un vasto continente con diverse anime, svariati aspetti, differenti modi di fare e di agire e in Ghana, luogo di ambientazione del libro, ti può davvero capitare di entrare in un bar davvero chic ed imbatterti in due donne fasciate in eleganti tailleur, che sorseggiano amabilmente un caffè o un calice di vino, chiacchierando di mariti, figli, lavoro, amanti... è questa l'Africa, baby, è quella vera, narrata anche dall'autrice e le due donne che abbiamo incontrato al bar sono Esi, la protagonista, e la sua amica del cuore Opokuya. La prima è una docente universitaria in carriera, una donna moderna e dinamica, ma il cui matrimonio e le cui certezze entrano subito in crisi quando s'imbatte per caso in Ali Kondey, un affascinante musulmano già sposato, ma che è in grado di scombussolarla fino nel profondo, al punto da indurla a lasciare il mite marito Oko e la figlia. Opokuya, infermiera sposatissima e piena di figli, cerca di dissuaderla in tutti i modi, ma niente da fare, perché Esi ha già deciso, ha già deciso di mollare tutto, lasciarsi alle spalle un matrimonio un po' così, una vita non proprio esaltante per seguire le sue passioni, per unirsi ad Ali verso una nuova avventura, accettando pure di diventare la sua seconda moglie, con tutte le conseguenze del caso. Esi decide, decide da sè della sua vita, in autonomia, al di là dei ben pensanti, delle convenzioni, del parere dell'amica del cuore, in barba al suo matrimonio ed alla figlia, alla sua "rispettabile" professione, ai costumi morali e sociali del suo ambiente. Esi è una donna libera e vuole essere lei a decidere come vivere la sua vita, anche sbagliando certo, ma facendo da sola. Esi è una donna moderna e libera, come ce ne sono tante anche in Africa, non sempre fatta di villaggi di capanne, bambini nudi che corrono, anziani che chiacchierano e donne con collane di perline. E sullo sfondo di "Cambiare" c'è Accra, la capitale del Ghana, una città moderna, piena di auto, frenetica, a smentire ciò che di solito pensiamo del "continente nero".