Ed eccoci arrivati all'incontro di aprile del gruppo palermitano "I Gattopardi". L'appuntamento di ieri era come al solito fissato in presenza al Cre.Zi.Plus., Cantieri culturali alla Zisa, ma le defezioni di molti gattopardi, alcune annunciate, altre dell'ultimo miglio, ci hanno lasciati da soli, Peppe e io, e così abbiamo deciso di incontrarci online in video chiamata, a cui si è pure unito successivamente Alberto, intervenuto a distanza dalla Svizzera.
Il libro oggetto della nostra chiacchierata è "L'età dell'oro" di Wang Xiaobo, tra i maggiori scrittori cinesi del Novecento. Breve sinossi del volume, diviso in tre parti, che riprendono tre momenti della vita di un giovane studente, Wang Er. Nella Cina della Rivoluzione culturale, il tentativo di Mao per riprendere il comando del partito e dello Stato mobilitando i giovani ed estromettendo i dirigenti che lo avevano emarginato, Wang viene spedito a "rieducarsi" lontano da casa, tra i campi ed i contadini. Lì presto la sua rieducazione si trasforma in un'avventura dai tratti spesso picareschi dopo avere incontrato una giovane dottoressa, Chen, con la quale intrattiene una vivace relazione sentimentale, recando scandalo alla bacchettona società rurale cinese dell'epoca ed agli apparati di partito. Ma al protagonista questo interessa ben poco, perché quello che a lui importa è "grattarsi sotto le ascelle", parafrasando il titolo del volume che raccoglie l'intervista di Fernanda Pivano a Charles Bukowski. Ecco il punto. Leggendo il romanzo si ha la netta sensazione di infilarci tra le pagine del noto scrittore americano di origini tedesche. Proprio come il suo Chinaski, anche il "nostro" Wang ha il gusto per l'avventura, la smania di sesso, il disinteresse e il disprezzo per la società costituita, per le strutture di potere; quando poi egli si ritrova alcuni anni dopo docente universitario mezzo fallito, che deve barcamenarsi tra le sgridate del preside e il disinteresse dei suoi alunni, non trova di meglio da fare che rifugiarsi in un passato nostalgico che non tornerà più, nel mondo di ieri, quando gli anni erano di meno, i capelli di più e le occasioni tante, spesso mancate (e sprecate). Un romanzo di formazione? Può darsi, ma anche uno squarcio aperto su un mondo che conosciamo poco, eppure che ci riguarda sempre più.