Questa volta è la volta della pizzeria.
Il gruppo di lettori de "I Gattopardi" è cresciuto parecchio in questi ultimi mesi e una pizza sociale è un ottimo espediente per cementare le relazioni del sodalizio. ("che c'è di meglio di una pizza" cit.)
Il libro del mese di gennaio è Il deserto dei tartari - di Buzzati. Si scopre che qualcuno è alla seconda (terza?) rilettura del testo. L'oggetto della discussione si porta subito sui temi fondanti la narrazione: l'attesa, la vana speranza, il vuoto di senso, l'amicizia tradita o mai germogliata, la morte (come riscatto?). L'elenco ovviamente non è esaustivo. Qualcuno fa notare che per larghi tratti il libro si trascina stancamente in ripetute descrizioni ambientali e paesaggistiche; non accade nulla, fosse anche qualcosa di insignificante. Forse il modo che trova l'autore per dare forza alla sua idea del tempo, del tempo destinato ad una vita. Emerge anche la metafora del deserto come deserto interiore dell'anima.
La discussione si accende, ma neanche tanto: i temi trattati non entusiasmano gli animi, ma soprattutto gli avventori del locale si fanno sempre più numerosi e la fragranza delle pizze, che cominciano ad essere servite, più insistente.
Nessun argomento esistenzialista può reggere al confronto con una pizza appena sfornata.

)
Ci ricordiamo, dunque, per quale altro motivo siamo in pizzeria. Si ordina, si condividono quarti di pizza e inevitabilmente le discussioni si polarizzano sulle due estremità del tavolo, si fatica a farsi sentire a qualche metro di distanza.
Nel complesso, una serata gradevole ed appagante, che ha unito il piacere del confronto sulla lettura, col gusto della condivisione della pizza.
Piccola nota personale. Ho riletto il libro in questa occasione in formato digitale, sul dispositivo che condivido con i miei familiari, scorgendo le sottolineature di mio figlio (ovviamente con il suo consenso ;-]). Esperienza interessante. Faccio fatica a trovare momenti quotidiani di confronto con i miei figli anche su temi più incalzanti. Questo modo indiretto di confronto, di conoscenza reciproca, ha un suo senso.
Il libro itinerante del CdL credo si "muova" sullo stesso binario.
Un benvenuto infine, anche attraverso questo canale, ai due nuovi lettori, Massimo e Agostina, che si sono uniti ai gruppo in questa circostanza.
Un saluto dai Gattopardi