Il nuovo incontro dei “Gattopardi” si è intessuto tra le pagine di Gabriel Garcia Marquez (“L’amore ai tempi del colera”), sbocciato insieme al suo amore durato oltre un cinquantennio, nonostante i tanti ostacoli disseminati tra gli anfratti del cuore, scampato al colera, ma trafitto per caso da un semplice e magico sguardo incrociato.Lo spazio generoso del locale che ci ha ospitati, tra caffè e bevande calde, ha accolto le tante riflessioni e parole prodotte da una lettura mensile corale che hanno attraversato da un punto all’altro il tavolo che ci ha visti riuniti, senza un ordine prestabilito, in maniera del tutto spontanea, creando un’immagine assolutamente originale di ciò che ciascuno di noi ha trovato dentro il libro.
La parte più preziosa del libro, infatti, è venuta fuori dai nostri pensieri, dalle nostre idee che affannosamente cercavano di realizzare un’immagine nuova del racconto, dotandolo di nuovi spunti, nuovi accessori, riscrivendolo daccapo, di nostro pugno questa volta.
Tra le pieghe di un amore cortese, il dibattito si è gradualmente gonfiato sulla liceità degli amori d’attesa che il protagonista intratteneva per non arrivare forse impreparato al giorno più importante.
Ha forse esagerato? Ma non era innamorato cotto? Ma dov’è finito il romanticismo tanto sbandierato? Sarà un pedofilo per via di un rapporto avuto anche con un’adolescente?
Mille domande e tanti dubbi hanno inquietato i lettori, mettendo continuamente in discussione la fiducia nel nostro protagonista: sarà forse una maniaco sessuale o un innamorato folle e indemoniato, schiavo del suo cuore, al di là di qualunque compromesso con la ragione? Può darsi che i nostri protagonisti “avessero saltato l’arduo calvario della vita coniugale e fossero andati dritti all’essenza dell’amore”? Chi lo saprà mai?
Tante domande senza risposte convincenti hanno attraversato i pensieri dei lettori, tormentando ulteriormente questo amore senza tempo e senza regole.Alla fine, ciò che ha infuso una piacevolezza aggiunta è stato trascorrere due ore tutti insieme, condividendo gioie e dolori dei nostri protagonisti, tristi per il nostro saluto conclusivo, condannandoli nuovamente al loro piccolo spazio in libreria, stretti tra tante altre storie che rivendicano la luce, a riposare un po' dalle loro fatiche.
Avanti altri personaggi! Silenzio tutti! Si scriva un’altra storia: nuovi amori, nuovi misteri, nuovi brividi ci attendono, per poterli raccontare come li abbiamo vissuti, un po' come siamo noi!Al prossimo racconto, probabilmente faticando a credere che lì in mezzo ci sei pure tu!Ciao a tutti!