cari tutti,
lo scorso sabato il nostro gruppo di lettura romano si è riunito nella tana della libreria Altroquando per discutere di
Ragazzi di vita di
Pier Paolo Pasolini. sebbene parzialmente decimati da virus influenzali e trasferte natalizie, si è trattato forse di uno degli incontri più sentiti (nonché del nostro dodicesimo appuntamento: ebbene sì, primo anniversario in avvicinamento

), tanto che siamo andati ben oltre le consuete due ore.
tra i temi di cui si è discusso: povertà, omicidi, pedofilia, seconda guerra mondiale, anaffettività, degrado urbano, assenza di morale, solitudine, tortura, rapporto cittadino-forze armate

insomma il tipico incontro natalizio
scherzi a parte, probabilmente la passione che ha acceso il dialogo era dovuta al fatto che, per la prima volta, abbiamo letto insieme un libro che parlava della nostra amata Roma, un incubo quotidiano a cui non ci verrebbe mai in mente di rinunciare

nel suo romanzo Pasolini ci presenta istantanee di vita di borgata nell'immediato dopoguerra, una gioventù allo sbaraglio, senza riferimenti emotivi, senza modelli, incapace di esprimere i propri sentimenti, in una continua lotta animale per la sopravvivenza in cui si è soli contro il mondo. un libro crudo, violento, volutamente senza filtri, che ci ha colpito e ha sollevato innumerevoli interrogativi.
personalmente, ciò che ho amato di più di questo incontro è stato il continuo uscire dalle pagine per passare ai racconti di vita vissuta: qualcuno ha ricordato com'era vivere in quelle stesse borgate ancora negli anni '80; altri, nati e cresciuti nei quartieri narrati da Pasolini, hanno spiegato come oggi si stenti a riconoscere quei luoghi, ormai divenuti quartieri benestanti; Fabrizio ci ha addirittura indicato dove trovare la legatoria in cui l'autore pubblicò a proprie spese le prime copie del romanzo.
e ovviamente non si poteva non parlare della biografia di Pasolini: il peregrinare della famiglia negli anni dell'infanzia, il rapporto conflittuale col padre e l'adorazione smisurata per la madre, la sua passione per la filologia e i dialetti, le poesie, il cinema, e naturalmente la violenza inaudita della sua morte.
un grazie sincero a tutti i Letturati che hanno partecipato all'incontro, che mi hanno fatto conoscere storie su Roma che ancora ignoravo e hanno condiviso con me una lettura così emotivamente forte. e ovviamente grazie per avermi permesso di essere moderatrice dei nostri incontri per la seconda volta in un anno, alla facciaccia di Ilaria
a presto con nuove mirabolanti avventure capitoline