In data
22/2/2020 sempre presso la nostra tana del
Meeting Place di piazza Bologna si è svolto il nostro incontro Letturato in merito alla lettura de
L'uomo che guardava passare i treni di
Georges Simenon. Incontro sempre numeroso, già prima di vederci, su altri canali social non resistevamo a dileggiare il protagonista, criminale dei poveri, di questo libro. Kees Popinga. Una moglie, due figli, un buon lavoro ed una bella casa da finire di pagare. Nulla di affettivo però in tutto ciò. Ma una vita evidentemente in vetrina in attesa della prima occasione per mandare tutto all'aria ed inseguire, dietro la confessione e fuga fraudolenta del suo capo, una distorta idea di libertà e di vita fuori dalle regole sociali e umane. Insomma in una parola sola come, a partire dalla nostra Ale

ed è diventato poi un passaparola social man mano che si procedeva ognuno nella lettura del libro: "sbroccare".

Con una mente fragile e malata commette crimini di cui non conserva il ricordo ed ingaggia una individualissima comunicazione con la città di Parigi, cui, in fuga, tramite lettere ai maggiori giornali, cerca e crede di coinvolgere in una caccia all'uomo di livelli criminologici secondo lui mai visti. Quando invece, come dalla fine del libro, non risulterà che aver coinvolto le forze dell'ordine e della sanita pubblica in una normale attività da ordine del giorno.
Il romanzo appartiene alla serie dei romans durs di Georges Simenon. Tra chi ha gradito il libro e chi no si è un po' sfiorata la parità. Almeno in molti hanno gradito la prima parte, la prima metà. Poi c'è chi lo ha trovato ripetitivo. Chi si aspettava svolgimenti più complessi, chi non si è spiegato la motivazione di certi passaggi della trama dove Popinga viene aiutato e nascosto da altri pseudo criminali. A chi sono mancati del tutto i treni del titolo a malapena accennati in due righe. Un romanzo comunque più psicologico che fattivo delle azioni del protagonista, che in effetti sono più o meno ripetitive. Insomma un altro piacevole e vivo incontro tra cioccolate calde, cappuccini, biscotti etc. Qualche baruffa ma senza tirate di capelli

su aspetti più o meno pirandelliani nel libro tra chi appunto diceva si potesse citare Pirandello e chi invece no, tra maschere e follia. Pirandello o non Pirandello però.. lascio ad altri la facoltà di più acculturati e accurati paragoni, non negli strumenti del sottoscritto.
E con un altra lettura ed incontro alle spalle e nei ricordi procediamo, per quanto con le orecchie in allerta in quanto a virus.. verso l'incontro di Marzo.