Sabato 15 si è tenuto l'incontro del nostro gruppo di Venezia, con oggetto "L'inconfondibile tristezza della torta al limone" di Aimee Bender.
Dal momento che la Beatrice propositrice del libro, ispirata dalla voglia di trovare altri golosi di torta al limone come lei e i suoi famigliari
, era in trasferta, ho dato io il via alla discussione. Come già accennato in fase di proposta, è un libro a cui ci si avvicina pensando a una lettura di conforto, e invece mano mano che vai avanti ti carica di angoscia e tristezza
. O almeno, questa era stata la mia impressione la prima volta che l'ho letto e per l'incontro avevo intenzione di dargli solo una sfogliata, ma mi son ritrovata a rileggermelo tutto per bene tanto mi coinvolgeva emotivamente. Ma la percezione non é stata così per tutte, anzi, oltre ad angoscia e tristezza con questo libro si può provare molta perplessità e insoddisfazione, visto che la metà delle partecipanti pur non bocciando il libro son rimaste tiepide nel giudizio, con la sensazione che il libro prometta più di quel che effettivamente fa, accennando a temi, situazioni, relazioni, buttando qua e là qualche dettaglio che però non viene ulteriormente approfondito e lasciando quindi incerti su che cosa si è letto e come dovrebbero essere interpretate alcune cose. Sicuramente ci siamo ritrovate unanimi nel dire che il libro lascia infatti molto spazio all'interpretazione: per me e Sara non è stato necessariamente un aspetto negativo, perchè abbiamo optato per un'interpretazione più metaforica della trama, anche se forse più deprimente (io opto per il suicidio
), ma le nostre compagne di letture hanno invece avuto la sensazione che l'autrice non sapesse molto dove andare a parare, e forse anche la traduzione ha avuto un ruolo nella confusione creata da alcune scene
. Abbiamo accennato a quanto l'autrice possa essersi rifatta a Calvino nel creare questo mondo in cui il confine tra realtà e fantasia è tanto labile quanto incomprensibile, ma forse l'aspetto metaforico risulta più riuscito nel nostro connazionale
. Abbiamo concordato anche nella generale sensazione di solitudine che traspare dalla narrazione, nel fatto che sia una famiglia disfunzionale in cui ognuno pensa o è lasciato a se stesso, facendo sì che la troppa sensibilità carichi troppo emotivamente i nostri protagonisti.
Terminata la discussione, siamo passate alle proposte per il libro di Aprile, un po' all'insegna di gialli e thriller, con un mix di grandi classici e premi Nobel. Avendo sforato ampiamente l'ora, questa volta era poco lo spazio per aggiornarci sulle altre letture, recupereremo la prossima volta

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