Venerdì 6 Marzo ci siamo ritrovati presso il Bar Al Parlamento a Venezia, per discutere del libro del mese di Febbraio, genere Avventura,
"La vera storia del pirata Long John Silver" di Björn Larsson
Anche questa volta abbiamo avuto la fortuna di accogliere ben 3 nuovi partecipanti, Giulia, Rossella e Rocco
Ancora benvenuti ragazzi!
Questa volta eravamo un bel gruppo da 12 elementi, con noi infatti c'erano anche Giorgia 1 e Giorgia 2, Chiara, Martina, Marta, Michele e Federica I.
Riporto la trama del libro:
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«Ma una cosa almeno l'ho capita. C'è della gente che neanche sa di vivere. È come se non si rendesse neppure conto che esiste. Forse è proprio qui la differenza. Io ho sempre avuto cara la pelle attaccata a quel poco che mi rimaneva del corpo. Meglio condannati a morte che impiccati con le proprie mani, dico io, se proprio si è costretti a scegliere. Niente di peggio dei nodi scorsoi, a mia conoscenza.»
Ci sono libri che danno pura gioia, facendo vibrare dentro di noi tutte le corde del nostro amore per la lettura: il racconto trascinante unito a temi che ci toccano nel profondo, la suspense e l'avventura e un sottile gioco letterario che stimola la nostra complicità, una documentata ricostruzione storica e il fascino di personaggi più grandi del reale, nati già immortali. È quel che capita con il romanzo di Björn Larsson: ci ritroviamo adulti a leggere una storia di pirati con lo stesso gusto dell'infanzia, riscoprendo quella capacità di sognare che ci davano i porti affollati di vascelli, le taverne fumose, i tesori, gli arrembaggi, le tempeste improvvise e le insidie delle bonacce, come anche il semplice incanto del mare e la sfida libertaria di ribelli contro il cinismo dei potenti. In più con la sorpresa di vederci restituito, in tutta la sua ambigua attrazione e vitalità, uno dei personaggi che davano a quell'infanzia l'emozione della paura: chi racconta in prima persona è Long John Silver, il temibile pirata con una gamba sola dell'Isola del Tesoro, fatto sparire da Stevenson nel nulla per riapparirci ora vivo e ricco nel 1742 in Madagascar, intento a scrivere le sue memorie. E non è solo a quell'"e poi?" che ci veniva sempre da chiedere alla fine delle storie che risponde Larsson, è al prima, al durante, al dietro: com'era il mondo all'epoca della pirateria, i legami con il commercio ufficiale, la tratta degli schiavi, il contrabbando, le atroci condizioni dei marinai, i soprusi dei capitani, il codice egualitario dei pirati, le loro efferatezze e quelle contro cui si ribellavano, le motivazioni e le ingenuità dei grandi "gentiluomini di ventura". Ma è a un personaggio letterario che è affidato il compito di rivelare la "verità", un personaggio cosciente di esistere solo nelle parole, che dialoga in un pub di Londra con Defoe fornendogli notizie per la sua storia della pirateria, che risponde a Jim Hawkins dopo aver letto L'Isola del Tesoro, e che, in quel continuo gioco di rimandi, indaga sul rapporto tra realtà e invenzione, sete di vivere e bisogno di immortalità, solitudine e libertà, con la consapevolezza che non esiste altra vera vita di quella che raccontiamo a noi stessi."
La recensione questo mese spetta a Giorgia 1 che aveva proposto il libro:
"La vera storia del pirata Long Jhon Silver" di Larsson, ovvero di come l'autore si è voluto immaginare la vita di uno dei più famosi personaggi del libro "L'isola del Tesoro" che, con la sua gamba mancante e il suo pappagallo, è riuscito a diventare l'emblema del pirata.
Il libro è una sorta di diario che Silver, ormai vecchio e solo decide di scrivere dal suo rifugio in Madagascar per fare conoscere al mondo la sua "Verità", ovvero che non è solo lo spietato pirata ricercato da mezzo mondo, ma un uomo dotato di una personalità più complessa, amante prima di tutto della sua libertà, in virtù della quale si troverà spesso ad agire o a fare scelte spesso discutibili.
Il libro, pur appartenendo ad un genere letterario non molto seguito dal gruppo, ha invece riscosso, seppur con qualche giusta eccezione, grande apprezzamento, sia in versione classica che audiolibro.
Quello che più è stato apprezzato è stato lo stile di scrittura molto scorrevole, coinvolgente e a tratti anche molto divertente (vedasi ad esempio l'origine del soprannome del protagonista Barbecue), ma anche ricco di riferimenti storici interessanti sulla situazione dell'epoca.
Ciò che invece è stato meno apprezzato è stata la non consecutività degli avvenimenti a partire da circa metà del libro, che in ad alcuni ha creato un senso di disorientamento, e il dilungarsi nella parte finale che... pareva non voler terminare mai!
Oggetto di intenso scambio di opinioni sono state però per lo più, le mille sfaccettature del carattere del protagonista, e il suo rapporto con Elisa e le donne in generale. C'è chi l'ha definito un "subdolo egocentrico manipolatore", chi un "opportunista ma con valori" ma anche chi ha voluto coglierne il lato più sensibile e, perché no?, romantico."
Che dire, io sono una di quelle a cui è piaciuto molto, e subito dopo mi sono anche andata a rileggere L'isola del Tesoro, che potrebbe davvero essere inserito nel libro di Larsson, o meglio viceversa, per quanto sono perfettamente integrate le due storie. Complimenti all'autore.
Un saluto a tutti, vi lascio con le immancabili foto della nostra meravigliosa città e dei fantastici "elementi" di Librovagando