Eccoci con il resoconto del nostro ultimo incontro! Questa volta ciò che leggerete di seguito è la recensione di Federica Z., che aveva proposto il libro.
Grazie Federica e buona lettura.....!
Lo scorso giovedì 30 Aprile abbiamo “segnato” (occhio a questa scelta lessicale, poi tornerà) il pre- ponte di maggio con il nostro incontro mensile.
Ci siamo ritrovati presso l'Osteria ai Canottieri di Venezia, che tanto era piaciuta, all’ora del tramonto per discutere il libro del mese di Aprile “Fumana” di Paolo Malaguti.
"Il suo nome è Fumana, che nella bassa del Po vuol dire nebbia. In quel mare pallido che copre ogni cosa come un mantello, a lei piace perdersi, e non ha paura di nulla. Lo sa bene suo nonno, il rude Petrolio, che di notte la porta nelle paludi a pescare le anguille. Fumana cresce libera e selvaggia, ma quando comincia a farsi donna, Petrolio deve chiedere aiuto alla Lena, la «strigossa» della zona. Lena le insegnerà molte cose, da come stendere la sfoglia per i cappelletti alle parole segrete che usa per guarire le persone. Così, mentre l’Italia passa da una guerra all’altra, Fumana scopre il suo dono, la sua vocazione.
Una storia piena di tenerezza sui legami e sulla trasmissione dei talenti, sull’accettazione del proprio destino ma anche sulla tenacia nel cercare la propria strada.
A Fumana la nebbia piace così tanto che a volte, quando si immerge in quel bianco opalescente, sembra ci sia qualcuno – o qualcosa – ad aspettarla. Le piace pure pescare con il nonno, la notte, sul sandolo, una lanterna a illuminare il buio della palude. E poi, da un certo punto in avanti, inizia a piacerle anche Luca: dopo aver fatto il bagno con lui alla pozza delle monache, torna a casa senza sapere bene che cosa le si agita dentro, e perché. La notte in cui è nata, la gente di Voltascirocco se la ricorda ancora, sembrava che l’Adige volesse portarsi via tutto il Veneto. Se sopravvivi a un disastro come quello, con tua madre che muore di parto e tuo padre che forse è fuggito verso la Merica a cercare fortuna, è perché la vita ti ha destinato a qualcosa. I primi anni col nonno Petrolio, nella quiete immobile dei margini del paese, tra i canali pieni di rane, anguille e tinche, Fumana li passa a esplorare tutto ciò che può e a far finta di non sentire i giudizi degli altri. Ma poi l’infanzia finisce, e persino il burbero Petrolio capisce che deve fare qualcosa, che sua nipote sta diventando una ragazza: l’incontro con Lena, che con certe sue parole, con certi suoi segni, con certe sue erbe guarisce la gente, sarà la svolta. Ma accettare il proprio dono – Fumana è «venuta al mondo con la veste» e ha perciò qualità prodigiose – significherà forse sacrificare tutto il resto. Paolo Malaguti ci racconta una storia antica eppure ancora vicina. Un mondo perduto tra il fiume e la pianura, tra la pesca e la magia contadina, al centro del quale c’è un personaggio femminile tenace, alle prese con le aspettative di una società chiusa, a tratti meschina, e il desiderio di essere sé stessa."
Nonostante qualcuno di noi non fosse riuscito a terminare il libro, è riuscito a partecipare lo stesso per raccogliere lo sprint finale a concludere la lettura (visto che il libro ha riscosso diversi pareri favorevoli) e fare l’estrazione dei generi letterari dei prossimi mesi, in riferimento dei quali verranno fatte le nuove proposte.
Presenti Eleonora, Federica I., Federica Z., Rocco, Giorgia, Rossella, Giorgia T., Marta, Giulia.
Ma passiamo al libro...
Una cornice storica cruda e difficile dell’Italia di fine ‘800 fino a metà ‘900 fa da sfondo ad una storia altrettanto cruda e difficile, quella di Fumana e i suoi personaggi con i quali traspare la tenerezza dei rapporti costruiti tra generazioni: Fumana e il vecchio silenzioso nonno che l’accoglie dopo la morte della madre, e ancora Fumana con la sua maestra, Lena, che le trasmette il suo sapere, e ancora Fumana e la bimba che accoglie come la figlia che non ha mai avuto, Bisatta.
Durante tutto il racconto traspare la dolcezza che appartiene alla “strigossa”, questa strega in chiave moderna di inizio 900 che si occupa di “segnare” le persone che a lei si rivolgono per guarire dai loro mali, senza chiedere nulla in cambio, proprio perché si trattava di un dono che lei continua a mettere a disposizione degli altri nonostante le crudeltà, le prese in giro, le meschinità, che durante la sua vita ha dovuto subire e combattere, anche con una sua ironia marcata, semplicemente per essere diversa.
Bello come il suo essere diversa venga da lei difeso sempre con orgoglio, senza mai alcuna riserva o alcuna piega, neanche quando il suo stesso matrimonio con il fragile Luca viene compromesso dalle chiacchiere del paese e dalle maledizioni della famiglia di lui.
Lungo tutta la storia vince la tenacia, l’accettazione di sé stessi e della propria strada, non come condanna, ma come libertà dell’essere e del fare.
Nel libro ci sono molte descrizioni di un paesaggio tanto affascinante quanto ostico: un Polesine fatto di nebbia, pace, tenebre, paludi, argini, isolotti, pesca di anguille, rane e tinche nel quale il vecchio Petrolio e Fumana, da bambina e poi da adulta, diventano quasi un tutt’uno.
La natura, nonostante a tratti sia severa e dura, non è mai vista come un nemico da combattere ma piuttosto un amico che accoglie e proteggere, tanto che viene scelta da Fumana come casa negli ultimi anni della sua vita.
A Paolo Malaguti il riconoscimento di regalarci una storia antica ma quasi attuale, di un personaggio femminile tenace e forte che combatte gli schemi imposti da una società contadina chiusa e irriconoscente, ma Fumana è ricca dell’amore che arriva dai gesti semplici, dal prendersi cura, dalla forza interiore.
Il libro è piaciuto molto a tutti i presenti, raccogliendo anche qualche curiosità su queste figure mistiche “strigosse” che appartenevano ai paesini di campagna, quando le cure mediche erano ancora un miraggio.
A chi ci legge, libro consigliato!
Aggiungo solo che abbiamo scelto i generi per i mesi di giugno, luglio ed agosto... allego risultato fotografico!
Alla prossima,
Con una nuova lettura!