L'età dell'innocenza di Edith Wharton
P. 323
CATEGORIA 1. CLASSICO - D'AMBIENTE - STORICO
“Ma è proprio vero che questo matrimonio è stato una forzatura?”
Uscito nel 1920, L’età dell’innocenza vale alla sua autrice, Edith Wharton, il premio Pulitzer: sarà la prima donna a vederselo assegnare. Il libro è una critica spietata alla convenzionalità dell’alta società newyorchese: una vera aristocrazia immobiliare in cui le famiglie sono le stesse da generazioni, le donne un ornamento e gli uomini non fanno nulla neppure quando fingono di andare in ufficio. I ricchi personaggi dell’Età dell’innocenza vivono tutti nello stesso quadrilatero di strade, e d’estate si spostano tutti quanti a Newport. Sono sempre insieme, sono privilegiati e severi al contempo, e non concepiscono l’esistenza di un mondo fuori dal loro. Il mondo, ovviamente, progredisce, cambia e rischia di lasciarli indietro. Ai cancelli della vecchia New York premono l’aristocrazia imprenditoriale e bancaria – i Morgan, i Lehman, i Guggenheim –, gli operai migrati dall’Europa e soprattutto stili di vita dinamici e aggressivi. Il protagonista del romanzo, Newland Archer, è un giovane raffinato che nella prima parte vediamo emanciparsi lentamente dai valori della vecchia New York ma che poi si trova costretto a sposare una donna che non ama assolutamente. L’età dell’innocenza è un romanzo avvincente e sofisticato che sa trasportarci nel luogo dell’origine della bugia romantica, là dove il nostro io si affanna a mantenere il rispetto di sé con fantasie consolatorie.
Io sono leggenda (I Am Legend) di Richard Matheson
P. 226
Categoria 6 - Horror, thriller, mistero
Robert Neville è rimasto l'ultimo uomo sulla faccia della Terra, l'ultimo baluardo delle nostre specie, storia e cultura contro un mondo popolato da mostri assetati di sangue - soprattutto del suo. Tale esperienza, unica e irripetibile, lo costringerà a pensieri oscuri eppure legittimi. Il suo senso di responsabilità verso noi tutti, o quel che rimane di noi, d'altro canto lo spinge a resistere ancora, giorno dopo giorno, nonostante tutto. Cosa infine prevarrà, in lui, tra la disperazione e la speranza?
Il professore di Charlotte Bronte
Categoria 1-Classico, storico, d'ambiente
Il protagonista è William Crimsworth, primo e unico narratore maschile da lei utilizzato, il quale racconta in prima persona la sua storia: uomo sensibile e colto, fugge da un lavoro pesante e competitivo nella zona industriale dello Yorkshire e si trasferisce in Belgio per insegnare presso un istituto femminile. Qui conosce Frances Henri, studentessa indigente e particolarmente dotata della quale poco alla volta si innamora, corrisposto. Ma la coppia non avrà vita facile: saranno infatti molte le avversità che i due dovranno affrontare – a cominciare dall’aperta ostilità dell’astuta direttrice della scuola – prima di riuscire a coronare il loro amore. Come Villette, Il professore prende spunto dall’esperienza personale della Brontë, che nel 1842, quando studiava il francese a Bruxelles, si innamorò del suo insegnante, Monsieur Héger (una relazione che non ebbe però un lieto fine). Lettura trascinante, il romanzo formula un’estetica nuova, mettendo in discussione molti dei presupposti su cui era basata la società vittoriana e rivelandosi come precursore dei lavori più maturi dell’autrice: l’approfondimento psicologico dei personaggi e la vivacità descrittiva degli ambienti in cui si muovono sono chiaramente riconducibili al genio di Charlotte Brontë.
Il segreto del bosco vecchio di Dino Buzzati
P.200
Categoria 7. Fantascienza, fantastico, fantasy.
Bosco Vecchio è un mito: è la foresta sacra dove affondano le loro radici l'infanzia dello scrittore e quella dell'umanità, dimensione incontaminata che simbolizza la vita come forza gioiosa e gratuita, disinteressata ed eterna. Bosco Vecchio è abitato da un popolo di 'geni', custodi degli alberi, titolari della magica possibilità di trasformarsi a piacere in animali o in uomini, nonché di uscire dai loro domestici tronchi per vivere una vita del tutto uguale alla nostra. Un 'fantastico', che ci fa credere nell'incredibile perché i suoi segreti, sono un inverosimile che ci aiuta a esaurire il verosimile.