SINOSSI

Sono trascorsi ormai dieci anni da quando il narratore si è recato nelle campagne a raccogliere ballate popolari e ha avuto modo di conoscere diverse persone, fra cui un anziano contadino che arava la terra con il suo bufalo. Si chiamava Fugui ed era ben disposto ad aprire il suo cuore, a raccontare la propria storia e a spiegare come mai il bufalo aveva tanti nomi. Figlio di un ricco proprietario terriero, era considerato la pecora nera della famiglia Xu perchè in una notte giocando d'azzardo aveva perduto tutto il patrimonio familiare. Da quel momento inizia la rovina della sua casa e Fugui deve intraprendere una nuova vita, fatta di fatica nei campi, miseria e umiliazioni, per risollevarsi. Ma nell'affrontare il duro destino potrà sempre trarre la forza necessaria dall'affezionata moglie Jiazhen, dalla brava figlia Fengxia, dal piccolo Youqing... E passando attraverso la povertà, la fame, la fatica, la guerra, la carestia e la serie di lutti dei suoi cari giungerà a capire l'essenza delle cose e l'autenticità degli affetti, approdando a una superiore consapevolezza, ironica e pietosa assieme, della gioia di vivere, nonostante tutto.

RECENSIONE

Il libro ripercorre la storia di Fugui e della sua famiglia, storia che si snoda nel corso '900, dagli anni 20/30 in poi. La vita di Fugui, lo si capisce sin dalle primissime pagine, non sarà una vita felice. Nonostante provenga da una famiglia benestante di proprietari terrieri, sin da giovane si dedica al gioco d’azzardo, indebitandosi e trascinando la sua famiglia nella povertà più totale. Una povertà caratterizzata dal durissimo lavoro nei campi e aggravata dalla guerra e dal continuo mutamento delle politiche sociali da parte del Governo. La famiglia di Fugui è composta dalla moglie, Jiazhen, e da due figli: Fengxia e Youquin, tutti personaggi sensibili ed incredibilmente intelligenti, che sono la vera fortuna del protagonista. Il libro, senza risultare pesante, riesce a fare una panoramica dei principale avvenienti storici della Cina del '900 lasciando al lettore la curiosità di approfondire. Tutti questi cambiamenti passano ovviamente attraverso gli occhi degli abitanti della campagna e questo rende il racconto ancora più interessante. Nel libro vengono anche fatti degli accenni ad alcune tradizioni cinesi di cui ero completamente all'oscuro: quella che mi ha scioccata di più è stata l’usanza di fasciare i piedi delle bambine nate in famiglie benestanti in modo tale da impedirne la crescita, rendendoli però per sempre deformi: i piedi piccoli, oltre ad essere considerati esteticamente più belli, erano sinonimo di benessere e agiatezza, significavano che la donna per tutta la vita non avrebbe avuto bisogno di lavorare. Lo stile di Yu Hua mi ha davvero colpita: mi ha portata ad empatizzare sin da subito (o quasi) con le sventure del protagonista, facendomi dispiacere per lui nonostante non fosse il più simpatico dei personaggi. Come si potrà facilmente intuire dalla recensione, non si tratta di un romanzo allegro, anzi a volte l'ho trovato addirittura troppo angosciante per essere così breve. In compenso è scritto davvero bene e tiene indubbiamente incollati alle pagine. Inoltre ho il triste sospetto che la storia narrata non sia così lontana dalla realtà vissuta dai Cinesi in quegli anni. Ciò che ho apprezzato maggiormente è stata l'evoluzione di Fugui, che da giovane egoista e prepotente è diventato un uomo consapevole della fragilità e quindi dell'importanza dei legami familiari.

[RECENSIONE A CURA DI ANNA96]

Autore Yu Hua
Editore Feltrinelli
Pagine 191
Anno edizione 2013
Edizione Universale economica
ISBN-10(13) 9788807881138
Prezzo di copertina 9,00 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico