Conclusa la prima parte (di tre).
Cosa promette, a chi vi si avvicina per la prima volta, questa lettura? Riporto alcuni commenti tratti da anobii: "è come stare a fianco di qualcuno che stia accelerando a folle", scrive uno; "interminabile racconto di un'esistenza insignificante" dice un altro; "vuoto, insipido, senz’anima" aggiunge un terzo; "non succede ASSOLUTAMENTE NULLA!!" conclude snervato un quarto. E di questo tenore ne potreste leggere tantissimi altri.
Anch’io ne avevo lo stesso ricordo. Fu lo stesso Flaubert, d’altronde, a preannunciare: "ciò che vorrei fare, è un libro sul niente". Sicché si potrebbe anche dire che l’intento sia stato pienamente raggiunto.
Ma dalla prima volta in cui lo lessi è passato tanto tempo, e più d'un critico assicura che la prima lettura è come se non fosse mai avvenuta, aggiungendo poi che per apprezzare questo libro occorre prima "aver avuto il tempo di conoscere la vita e di acquisire un certo interesse per i drammi sociali e politici in quanto distinti da quelli personali".
Chissà dunque se è venuto il momento di provare a comprendere perché un libro "sul niente" possa essere ritenuto un capolavoro della letteratura, non solo francese, (Woody Allen, in
Manhattan , lo cita addirittura come "una delle dieci cose per cui vale la pena vivere").
Al momento, non mi dispiace affatto. Certo, lo stile di Flaubert è anzitutto descrittivo ("una descrizione infinita, eterna, atomistica, accecante, che occupa tutto il suo libro", secondo un critico del suo tempo) ma al momento non riscontro né pesantezza, né immobilismo: c’è invece vita, su questo pianeta!

E come la vita reale si configura come successione continua e spesso caotica di eventi ordinari e accidentali, così Flaubert ci mostra una serie di scene giustapposte, apparentemente slegate tra loro, proprio per "mimare" questa vita. Che - dovremo ammettere, in barba a facili slogan - quasi mai si trasforma in romanzo.
Ecco perché
L’educazione sentimentale è definito anti-romanzo: perché privo di elementi tipicamente romanzeschi. Niente intrighi, avventure, imprese eroiche e finali edificanti. Ma anche in mezzo a questo "piattume", che non succeda proprio nulla, non lo direi …