Giovedì, 16 Luglio 2026

"Siddhartha" di Hermann Hesse

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09/03/2023 19:43 - 09/03/2023 19:45 #62668 da Giami23
Risposta da Giami23 al topic "Siddhartha" di Hermann Hesse
Finalmente sono riuscita anch'io a leggere questo libro.
All'inizio ho fatto fatica a comprendere le intenzioni di Siddharta. Sicuramente è dovuto alle mie scarse nozioni sulla religione Buddista e sulla filosofia in generale di cui si trova spesso traccia nella trama.
Dopo aver compensato qualche lacuna è diventato via via più facile.
Oltre a tutto questo il protagonista non suscitava in me grosso interesse, lo trovavo arido e non capivo quale fosse il suo scopo.

In principio si comporta come se fosse una divinità e si sente in quanto tale svincolata dai comuni mortali, i quali osserva da una posizione privilegiata (o almeno così crede).
Il suo tentativo di ascendere mettendo in pratica dottrine che mortificano il corpo e privano di qualunque gioia, (che spesso risiedono nel "peccato"), rendondo il suo animo insoddisfatto.
Come può privarsi di ciò che ancora non ha conosciuto? E come può dire che solo privandosene conoscerà la vera felicità e libertà?
E infatti non durerà poi molto il suo percorso lungo questa strada. Dovrà umilmente fare esperienza di ciò che rende gli uomini tali. Provare gioia, dolore, piacere,  conquiste, fallimenti, amore, tristezza e tutto ciò che fa parte di un bagaglio che racconta la nostra di storia.
Ecco perché ho apprezzato di più la seconda parte e non la prima, punto di partenza del vero cambiamento in Siddharta.
Come avete detto voi non c'è dottrina che possa fare luce su una verità assoluta, ne c'è saggio che possa dirti come raggiungere il nirvana e dirci qual è il senso della vita.
È l'esperienza del singolo che guida il cammino rivelando una personale verità,  chiunque troverà motivazioni diverse su cosa possa dare senso alla vita e in cosa possa risiedere la chiave per la pace interiore.
Penso che la somma di ciò che apprendiamo con il vissuto costruisca il nostro sapere e da esso poi fioriscano le risposte che cerchiamo. La verità infatti non è fuori, ma dentro ognuno di noi.
Molto interessante il concetto sull'essere posseduto da uno scopo, perché ci distrae dal presente e in qualche modo ci rende schiavi di un ossessiva e affannosa ricerca che ci nega il "qui e ora".
A ciò si intreccia il concetto di tempo e riporto un dialogo che mi è piaciuto tantissimo:

"Hai appreso anche tu quel segreto del fiume: che il tempo non esiste?".
Un chiaro sorriso si diffuse sul volto di Vasudeva. "Si Siddharta" rispose.
"Ma è questo ciò che tu vuoi dire: che il fiume si trova dovunque in ogni istante, alle sorgenti e alla foce, alla cascata, al traghetto, alle rapide, nel mare, in montagna, dovunque in ogni istante, e che per lui non vi è che presente, neanche l'ombra del passato, neanche l'ombra dell'avvenire?".
"Si, questo" disse Siddharta. "E quando l'ebbi appreso, allora considerai la mia vita, e vidi che è anch'essa un fiume, vidi che soltanto ombre, ma nulla di reale, separano il ragazzo Siddharta dall'uomo Siddharta e dal vecchio Siddharta. Anche le precedenti incarnazioni di Siddharta non furono un passato, e la sua morte e il suo ritorno a Brahma non sono un avvenire.
Nulla fu, nulla sarà: tutto è. Tutto ha realtà e presenza". Siddharta parlava con entusiasmo; questa rivelazione l'aveva reso profondamente felice.
Oh, non era forse il tempo la sostanza di ogni pena, non era forse il tempo la sostanza di ogni tormento e d'ogni paura, e non sarebbe stato superato e soppresso tutto il male, tutto il dolore del mondo, appena si fosse superato il tempo, appena si fosse trovato il modo di annullare il pensiero del tempo?"

Credo che in futuro lo rileggerò, ha ancora qualcosa da dirmi ;)
 

“Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la
consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso.”

(Francesco Petrarca)
Ultima Modifica 09/03/2023 19:45 da Giami23.
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10/03/2023 08:57 #62669 da Eburnea
Risposta da Eburnea al topic "Siddhartha" di Hermann Hesse

Giami23 ha scritto: Finalmente sono riuscita anch'io a leggere questo libro.
All'inizio ho fatto fatica a comprendere le intenzioni di Siddharta. Sicuramente è dovuto alle mie scarse nozioni sulla religione Buddista e sulla filosofia in generale di cui si trova spesso traccia nella trama.
Dopo aver compensato qualche lacuna è diventato via via più facile.
Oltre a tutto questo il protagonista non suscitava in me grosso interesse, lo trovavo arido e non capivo quale fosse il suo scopo.

In principio si comporta come se fosse una divinità e si sente in quanto tale svincolata dai comuni mortali, i quali osserva da una posizione privilegiata (o almeno così crede).
Il suo tentativo di ascendere mettendo in pratica dottrine che mortificano il corpo e privano di qualunque gioia, (che spesso risiedono nel "peccato"), rendondo il suo animo insoddisfatto.
Come può privarsi di ciò che ancora non ha conosciuto? E come può dire che solo privandosene conoscerà la vera felicità e libertà?
E infatti non durerà poi molto il suo percorso lungo questa strada. Dovrà umilmente fare esperienza di ciò che rende gli uomini tali. Provare gioia, dolore, piacere,  conquiste, fallimenti, amore, tristezza e tutto ciò che fa parte di un bagaglio che racconta la nostra di storia.
Ecco perché ho apprezzato di più la seconda parte e non la prima, punto di partenza del vero cambiamento in Siddharta.
Come avete detto voi non c'è dottrina che possa fare luce su una verità assoluta, ne c'è saggio che possa dirti come raggiungere il nirvana e dirci qual è il senso della vita.
È l'esperienza del singolo che guida il cammino rivelando una personale verità,  chiunque troverà motivazioni diverse su cosa possa dare senso alla vita e in cosa possa risiedere la chiave per la pace interiore.
Penso che la somma di ciò che apprendiamo con il vissuto costruisca il nostro sapere e da esso poi fioriscano le risposte che cerchiamo. La verità infatti non è fuori, ma dentro ognuno di noi.
Molto interessante il concetto sull'essere posseduto da uno scopo, perché ci distrae dal presente e in qualche modo ci rende schiavi di un ossessiva e affannosa ricerca che ci nega il "qui e ora".
A ciò si intreccia il concetto di tempo e riporto un dialogo che mi è piaciuto tantissimo:

"Hai appreso anche tu quel segreto del fiume: che il tempo non esiste?".
Un chiaro sorriso si diffuse sul volto di Vasudeva. "Si Siddharta" rispose.
"Ma è questo ciò che tu vuoi dire: che il fiume si trova dovunque in ogni istante, alle sorgenti e alla foce, alla cascata, al traghetto, alle rapide, nel mare, in montagna, dovunque in ogni istante, e che per lui non vi è che presente, neanche l'ombra del passato, neanche l'ombra dell'avvenire?".
"Si, questo" disse Siddharta. "E quando l'ebbi appreso, allora considerai la mia vita, e vidi che è anch'essa un fiume, vidi che soltanto ombre, ma nulla di reale, separano il ragazzo Siddharta dall'uomo Siddharta e dal vecchio Siddharta. Anche le precedenti incarnazioni di Siddharta non furono un passato, e la sua morte e il suo ritorno a Brahma non sono un avvenire.
Nulla fu, nulla sarà: tutto è. Tutto ha realtà e presenza". Siddharta parlava con entusiasmo; questa rivelazione l'aveva reso profondamente felice.
Oh, non era forse il tempo la sostanza di ogni pena, non era forse il tempo la sostanza di ogni tormento e d'ogni paura, e non sarebbe stato superato e soppresso tutto il male, tutto il dolore del mondo, appena si fosse superato il tempo, appena si fosse trovato il modo di annullare il pensiero del tempo?"

Credo che in futuro lo rileggerò, ha ancora qualcosa da dirmi ;)
 

Sai, è passato molto tempo da quando ho letto questa bellezza di Hesse. Ha una prosa lirica e al contempo così nitida, come una ballata. Ho apprezzato la spiritualità di questo libro, ma non quanto quella di Narciso e Boccadoro.
Ciò detto, il pensiero buddhista è un po' diverso. Pur non ritenendomi buddhista (non sono proprio capace, la strada è ancora lunga), frequento testi e persone. E tutti/e mi dicono che Hesse "non ci ha preso", anzi, mi raccomandano di non pensare che "quello" sia il buddhismo. E in effetti, non lo considero tale: Siddharta è Hesse che interpreta il buddhismo e nulla più. Che lo interpreta con la sua estrema profondità, ma intessendo una trama tutta propria. Il SUO Siddharta (con un'acca sola) non è il Siddhartha del buddhismo: è più un essere universale, che trascende filosofie e religioni.
Ma è probabile che abbia dimenticato molte cose di questo romanzo, dal momento che sono trascorsi anni. Al momento sto leggendo appunto il Siddhartha di Thich Nhat Hanh e non ho resistito alla tentazione di commentare!

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10/03/2023 12:35 #62672 da lettereminute
Risposta da lettereminute al topic "Siddhartha" di Hermann Hesse

Sai, è passato molto tempo da quando ho letto questa bellezza di Hesse. Ha una prosa lirica e al contempo così nitida, come una ballata. Ho apprezzato la spiritualità di questo libro, ma non quanto quella di Narciso e Boccadoro.


Io adoro la prosa di Hesse! Narciso e Boccadoro è in lista da secoli, ma prima o poi, con calma, leggerò tutto di quest'autore, perché sento con lui una grande affinità.

Sono contenta che il libro sia piaciuto anche a Miriam, per quanto non creda che Siddharta all'inizio si comporti come una divinità: si pone in maniera piuttosto umile, considerati tutti i privilegi di cui dispone. Però è senz'altro vero che è inesperto del mondo e distaccato da tutto, e l'immersione nell'umanità gli fa fare un percorso più "vero", più sfaccettato. E che bella la parte del fiume!

Riguardo il rapporto di quest'opera con il buddhismo, mi sembra chiaro che la filosofia orientale sia per Hesse più che altro un'ispirazione, infatti Siddharta (il suo personaggio) incontra Siddhartha (Gotama, il Buddha) e i due prendono strade diverse, dopo un dialogo che arricchisce ulteriormente il nostro protagonista. Più chiaro di così! :D

È altrettanto vero che l'ambientazione che Hesse sceglie è quella, perciò molte pratiche o discorsi che vengono mostrati a noi suonano un po' alieni, se non si conosce qualcosa delle basi (non solo del buddhismo: ci sono riferimenti a dottrine e pratiche induiste, che creano l'atmosfera spirituale "istituzionale" del primo capitolo). Ciò non toglie nulla all'opera, secondo me, perché il lettore con la giusta sensibilità si può immergere nella storia e farsene trasportare con l'intuizione. Come ho già detto anche altrove, il tono è quasi quello della favola, di una storia senza tempo, e per me è così che va vissuta.

Diciamo che, proprio per il discorso che fa Eburnea in chiusura al post, io mi risento molto quando si taccia Hesse di semplificare il buddhismo o di non interpretarlo correttamente, perché mi sembra evidente che non è quello l'intento. A me sembra che vi si sia accostato con grande rispetto, come se fosse una filosofia affine alla sensibilità personale, e con cui quindi stabilire una sorta di rapporto di amicizia e stima. E "Siddharta" ne è un po' il frutto. :)

Curiosità finale: lo sapete che Siddharta scrisse tra le prime opere anche una vita di San Francesco, composta con altrettanto entusiasmo di "Siddharta"? Io ne ho comprata una copia ad Assisi. Io non lo sapevo ma non mi ha stupita, era un autore che chiaramente veniva ispirato da queste figure spirituali e rivoluzionarie.

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Anch'egli sarebbe invecchiato, anch'egli un giorno sarebbe dovuto morire [...]. Ma oggi egli era giovane, era un bambino, il nuovo Siddharta, ed era pieno di gioia. (Siddharta, Herman Hesse)
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10/03/2023 15:47 - 10/03/2023 15:48 #62675 da Eburnea
Risposta da Eburnea al topic "Siddhartha" di Hermann Hesse

lettereminute ha scritto: Io non lo sapevo ma non mi ha stupita, era un autore che chiaramente veniva ispirato da queste figure spirituali e rivoluzionarie.


È normale che associ la prosa di Hesse alle canzoni di Branduardi? Ogni volta che trovo misticismo, lirismo e fiaba penso a "Il dono del cervo", oppure a "I santi", "Il cantico delle creature", "Vanità di vanità", "La sposa rubata"...

Se Narciso e Boccadoro è nella tua lista non farò spoiler! Ti dico soltanto che il concetto di Agape cristiano è molto ben espresso :D



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Ultima Modifica 10/03/2023 15:48 da Eburnea.
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12/03/2023 16:56 #62706 da lettereminute
Risposta da lettereminute al topic "Siddhartha" di Hermann Hesse

È normale che associ la prosa di Hesse alle canzoni di Branduardi? Ogni volta che trovo misticismo, lirismo e fiaba penso a "Il dono del cervo", oppure a "I santi", "Il cantico delle creature", "Vanità di vanità", "La sposa rubata"...

Se Narciso e Boccadoro è nella tua lista non farò spoiler! Ti dico soltanto che il concetto di Agape cristiano è molto ben espresso :D


Per me normalissimo, anzi... accoppiata vincente! 

Sì, io di Hesse ho tutto in lista perché è un autore che quando lo leggo mi canta, proprio. A inizio anno avevo iniziato a leggere "Demian", anche se ho dovuto interromperlo perché ero in viaggio e il libro non era mio. Mi spiace che in Italia sia pubblicato solo per gli Oscar Mondadori, o quasi (i suoi libri maggiori lo sono), perché vorrei acquistarli ma ho una forte antipatia per le edizioni attuali, quelli coi quadri astratti in copertina. Proprio non mi piacciono.

Riguardo "Siddharta" alla fine ho interrotto la rilettura perché si vede che non sono dell'umore, e per superare il blocco del lettore di questo periodo mi sono gettata su altro. Però quando lo rifarò tornerò qui a importunarvi! :D

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16/03/2023 19:08 #62760 da Margarethe
Risposta da Margarethe al topic "Siddhartha" di Hermann Hesse

Al momento sto leggendo appunto il Siddhartha di Thich Nhat Hanh

Molto interessante! Sarebbe bello se potessi scrivere qualcosa a riguardo

"Sentii un peso intollerabile opprimermi il petto, l'odore della terra umida, la presenza invisibile della corruzione vittoriosa, la tenebra di una notte impenetrabile..."

Joseph Conrad, "Cuore di tenebra"

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17/03/2023 17:45 #62773 da Eburnea
Risposta da Eburnea al topic "Siddhartha" di Hermann Hesse
Non sarebbe male, in effetti :) L'unica cosa è che non so quando lo finirò: lo sto leggendo in coppia e facciamo un mini capitolo al giorno, per poi discuterne. L'abbiamo preso molto spiritualmente e probabilmente la lettura si protrarrà a lungo. Se per quando avremo finito non ci sarà ancora una recensione, beh, perché no?

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18/03/2023 13:32 #62776 da mulaky
Risposta da mulaky al topic "Siddhartha" di Hermann Hesse


Il SUO Siddharta (con un'acca sola)
 
Non comprendo perché far passare il concetto, peraltro sbagliato, che gli altri abbiano scritto male o che siano ignoranti. In lingua originale, cioè il tedesco di Hesse, il romanzo è intitolato Siddhartha, esattamente come il Siddhartha del buddhismo.
E' stata la prima edizione italiana a eliminare una H, ma è almeno dal 2012 che Adelphi ha ripristinato la giusta grafia sia nel titolo sia all'interno del romanzo. Quindi, chiamare il personaggio e intitolare il topic Siddhartha, come ho fatto, è più che corretto.
 

Un uomo dovrebbe essere ciò che sembra
e chi uomo non è, uomo non dovrebbe sembrare.

Otello - William Shakespeare

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18/03/2023 18:06 #62780 da lettereminute
Risposta da lettereminute al topic "Siddhartha" di Hermann Hesse

 In lingua originale, cioè il tedesco di Hesse, il romanzo è intitolato Siddhartha, esattamente come il Siddhartha del buddhismo.
E' stata la prima edizione italiana a eliminare una H, ma è almeno dal 2012 che Adelphi ha ripristinato la giusta grafia sia nel titolo sia all'interno del romanzo.


Non lo sapevo! Io ho una vecchia edizione, l'ho comprata nel 2009, e in effetti c'è un'acca sola ovunque (sia nel titolo che nel romanzo). Per quanto anche io continuavo a riferirmici come "Siddharta". Però ho controllato nella dicitura "titolo originale" ed è come dici tu... mi hai fatto scoprire una cosa nuova! :D

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18/03/2023 18:40 #62781 da Eburnea
Risposta da Eburnea al topic "Siddhartha" di Hermann Hesse
Ecco una cosa che non sapevo. Mi scuso per l'ignoranza che ho dimostrato e ti ringrazio per avermi insegnato una cosa nuova.
In ogni caso, non davo di certo dell'ignorante a Hesse: avevo casomai ipotizzato che avesse fatto ciò, appunto, per evidenziare la natura letteraria del suo personaggio. Errore mio, in futuro mi documenterò meglio prima di esprimermi!
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Avatar di SERGIO TAMMACCO SERGIO TAMMACCO - 15/07/2026 - 20:02

QEUSTA FEROCE BELLEZZA di Giuseppe Galliani.Oltre il buio: la ferita aperta di Questa feroce bellezzaCi sono libri che si leggono e libri che, semplicemente, accadono. Ti franano addosso, cambiano il ritmo del tuo respiro e ti lasciano addosso un’eco che fa fatica a spegnersi. Questa feroce bellezza non è un romanzo da sfogliare: è un'esperienza da attraversare a cuore aperto.Se cercate una trama lineare o una consolazione facile, guardate altrove. Questo libro è un corpo a corpo con la vita.Perché questo libro fa male (e fa bene):Un dolore che non chiede scusa: Non c'è traccia di vittimismo o di retorica. Il dolore qui è nudo, spigoloso, reale. Ti costringe a guardare dritto in faccia quelle zone d'ombra che spesso preferiamo ignorare, rendendole incredibilmente umane.La commozione come risveglio: Non si piange per tristezza, ma per l'improvvisa accensione di una verità condivisa. È quella commozione profonda che nasce quando ci si sente compresi, stanati nei propri angoli più segreti.La poesia come unico argine: La scrittura è una lama avvolta nella seta. Ogni frase pulsa di una musicalità rara, una poesia che non serve a decorare la sofferenza, ma a darle un senso, a trasformare il fango in luce."Ci vuole coraggio per accettare che la bellezza sia feroce. Che per splendere debba, a volte, fare a pezzi tutto il resto."Se avete voglia di una lettura che vi scuota dalle fondamenta, che metta a nudo la fragilità e la trasformi in un canto di resistenza, date una possibilità a queste pagine. Vi farà male, sì. Ma sarà il dolore più salvifico che avrete provato da molto tempo a questa parte.

Avatar di GreenComet GreenComet - 15/07/2026 - 19:28

;)

Avatar di bibbagood bibbagood - 15/07/2026 - 14:49

Ottimo, allora aspettiamo tutti ;)

Avatar di GreenComet GreenComet - 14/07/2026 - 21:13

Ciao a tutti, anche io aspetto le vostre proposte per il mese :)

Avatar di Cri_cos Cri_cos - 14/07/2026 - 15:13

Ciao Bea , io seguo sempre il libro del mese ,scrivo poco nel forum ma lo leggo tutti i mesi , fa parte della mia quotidianità . Se qualcuno si propone e ha bisogno di un sostegno io ci sono

Avatar di bibbagood bibbagood - 14/07/2026 - 14:53

Se vuoi sei ancora in tempo per proporre Cris_cros :D avete tempo fino al 15 per poter proporre ;-)

Avatar di Cri_cos Cri_cos - 14/07/2026 - 12:42

Ciao a tutti .. forse mi sono persa la scelta per il libro del mese di agosto oppure nessuno ha formulato una proposta ?

Avatar di guidocx84 guidocx84 - 08/07/2026 - 13:32

Per favore, abbiate rispetto di questo luogo. Registrazioni con più utenti e post multipli per promuovere lo stesso libro… suvvia… così lo screditate… leggete il regolamento prima di postare. Grazie.

Avatar di guidocx84 guidocx84 - 08/07/2026 - 13:30

Il forum è stato creato per i lettori, dai lettori. Agli scrittori che cercano visibilità, mettiamo a disposizione il form e la sezione Spazio Autori. Messaggi promozionali insistenti saranno rimossi

Avatar di MassiPlaza MassiPlaza - 08/07/2026 - 12:13

Ciao a tutti!Ieri sera ho completato la lettura, in anteprima, di un romanzo sci-fi scritto da un emergente davvero molto bravo.Adesso ho bisogno di un titolo nuovo, magari low fantasy. Proposte?

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