Giovedì, 01 Gennaio 2026

"Rayuela" di Julio Cortázar

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12/01/2021 09:57 - 12/01/2021 10:00 #49307 da Margarethe
"Rayuela" di Julio Cortázar è stato creato da Margarethe
Assieme a Francesca stiamo leggendo (o almeno ci proviamo) questo libro, chi vuole si aggiunga pure ;)

Io ho iniziato ieri sera prima di andare a dormire e non ci ho capito quasi niente sebbene mi abbia incuriosita :S così ho deciso di leggerlo di mattina e commentare ogni singolo capitolo qui, che ne dici Francesca?

Stamattina mi sono informata meglio e ho capito perché non avevo capito! Wikipedia dice: "Al tempo della sua pubblicazione, venne ampiamente considerato [...] quale il corrispettivo per la letteratura latinoamericana di ciò che l'Ulisse di James Joyce fu per la letteratura europea del primo Novecento. [...]l'opera, redatta attraverso un estensivo utilizzo del flusso di coscienza" :S :S :S

Ci sono 3 modi possibili per leggerlo:
  • nella maniera tradizionale, partendo dalla prima pagina e seguendone il normale ordine sequenziale fino al capitolo 56, dove tre asterischi indicano la conclusione dell'opera;
  • leggerlo a partire dal capitolo 73, seguendo poi l'ordine dei capitoli stabilito dall'autore. Con questa modalità di lettura, frammentaria e non-lineare, sono esposte ulteriori informazioni, avvenimenti e personaggi al lettore, che viene portato in un ambiente letterario meno tradizionale e più complesso;
  • infine esiste un'altra forma di lettura, suggerita indirettamente dall'autore, che consiste nel leggere il romanzo con la sequenza dei capitoli scelta liberamente dal lettore, ordinando e disordinando i capitoli a proprio gusto. :woohoo: :woohoo: :woohoo:

Io ho scelto la seconda modalità, forza e coraggio :pinch:

"Sentii un peso intollerabile opprimermi il petto, l'odore della terra umida, la presenza invisibile della corruzione vittoriosa, la tenebra di una notte impenetrabile..."

Joseph Conrad, "Cuore di tenebra"

Ultima Modifica 12/01/2021 10:00 da Margarethe.
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12/01/2021 10:41 #49308 da Blache_Francesca
Risposta da Blache_Francesca al topic "Rayuela" di Julio Cortázar

Io ho iniziato ieri sera prima di andare a dormire e non ci ho capito quasi niente sebbene mi abbia incuriosita :S così ho deciso di leggerlo di mattina e commentare ogni singolo capitolo qui, che ne dici Francesca?

Stamattina mi sono informata meglio e ho capito perché non avevo capito! Wikipedia dice: "Al tempo della sua pubblicazione, venne ampiamente considerato [...] quale il corrispettivo per la letteratura latinoamericana di ciò che l'Ulisse di James Joyce fu per la letteratura europea del primo Novecento. [...]l'opera, redatta attraverso un estensivo utilizzo del flusso di coscienza" :S :S :S

Ci sono 3 modi possibili per leggerlo:
nella maniera tradizionale, partendo dalla prima pagina e seguendone il normale ordine sequenziale fino al capitolo 56, dove tre asterischi indicano la conclusione dell'opera;
leggerlo a partire dal capitolo 73, seguendo poi l'ordine dei capitoli stabilito dall'autore. Con questa modalità di lettura, frammentaria e non-lineare, sono esposte ulteriori informazioni, avvenimenti e personaggi al lettore, che viene portato in un ambiente letterario meno tradizionale e più complesso;
infine esiste un'altra forma di lettura, suggerita indirettamente dall'autore, che consiste nel leggere il romanzo con la sequenza dei capitoli scelta liberamente dal lettore, ordinando e disordinando i capitoli a proprio gusto. :woohoo: :woohoo: :woohoo:

Ottima idea la tua: commentiamo pure ogni capitolo!
Per quanto riguarda la definizione sul flusso di coscienza, no, non sono d'accordo: cosa significa? Mi sembra un'interpretazione riduttiva: in poche parole: chi non capiva ciò che stava scrivendo l'autore ha pensato bene di ridurlo a un flusso di pensiero! No! Entriamo nella sua scrittura e proviamo ognuno di noi a dare un'interpretazione più personalizzata.
Il primo capitolo mi rivela un amore sviscerato per Parigi, (città in cui decise di trasferirsi e di abitare nel lontano '51).
Horacio, il protagonista vaga, deambula per le strade e attraversa il Pont des Arts: ponte-simbolo degli amanti, mostrandoci una Parigi romantica ma in cui lui si perde, cercando nei luoghi frequentati dal suo amore, il proprio centro.
Ecco, questa è stata la mia sensazione.
E poi, quanti omaggi all'arte! Cita innumerevoli artisti tra cui: Klee e il Ghirlandaio.
Un grande Cortázar che non perde mai l'occasione di farci ridere delle nostre debolezze: sto pensando alla scena del "terrón" di zucchero (pezzo quadrato, come si usa in Francia) che "rotola" sotto il Tavolo di un ristorante in cui mangiano Horacio con altri due suoi amici e luogo di ritrovo dei borghesi e dei venduti della nostra società.
Sto seguendo la cosìdetta "lectura activa" (in cui non si segue l'ordine ordinario dei capitoli: non potevo resistere!
A presto, Margarethe!

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12/01/2021 18:33 #49371 da Margarethe
Risposta da Margarethe al topic "Rayuela" di Julio Cortázar

Blache_Francesca ha scritto: Ottima idea la tua: commentiamo pure ogni capitolo!
Per quanto riguarda la definizione sul flusso di coscienza, no, non sono d'accordo: cosa significa? Mi sembra un'interpretazione riduttiva: in poche parole: chi non capiva ciò che stava scrivendo l'autore ha pensato bene di ridurlo a un flusso di pensiero! No! Entriamo nella sua scrittura e proviamo ognuno di noi a dare un'interpretazione più personalizzata.

Questo mi solleva, grazie :)

Blache_Francesca ha scritto: Il primo capitolo mi rivela un amore sviscerato per Parigi, (città in cui decise di trasferirsi e di abitare nel lontano '51).
Horacio, il protagonista vaga, deambula per le strade e attraversa il Pont des Arts: ponte-simbolo degli amanti, mostrandoci una Parigi romantica ma in cui lui si perde, cercando nei luoghi frequentati dal suo amore, il proprio centro.
Ecco, questa è stata la mia sensazione.
E poi, quanti omaggi all'arte! Cita innumerevoli artisti tra cui: Klee e il Ghirlandaio.
Un grande Cortázar che non perde mai l'occasione di farci ridere delle nostre debolezze: sto pensando alla scena del "terrón" di zucchero (pezzo quadrato, come si usa in Francia) che "rotola" sotto il Tavolo di un ristorante in cui mangiano Horacio con altri due suoi amici e luogo di ritrovo dei borghesi e dei venduti della nostra società.
Sto seguendo la cosìdetta "lectura activa" (in cui non si segue l'ordine ordinario dei capitoli: non potevo resistere!
A presto, Margarethe!


Io non ho letto il primo, che sarà il mio secondo, parto dal capitolo 73

Per ora, a livello intuitivo quando ho letto del fuoco sordo senza colore e senza immagine per le strade di Parigi ho pensato che parlasse della passione della giovinezza, che ci spinge a uscire, magari di notte, per vivere avventure. Quella trepidazione della giovinezza.
Mentre quando parla del "pulso de la hoguera en esta manaña de piedra interminable", ho pensato invece alla volontà di mantenere uno spirito giovane anche nella vecchiaia, nell'indifferenza che caratterizza molte vite adulte.
Queste sono impressioni istintive, non ho analizzato le parole per ora. Nel resto del capitolo non ho capito nulla ;)

"Sentii un peso intollerabile opprimermi il petto, l'odore della terra umida, la presenza invisibile della corruzione vittoriosa, la tenebra di una notte impenetrabile..."

Joseph Conrad, "Cuore di tenebra"

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12/01/2021 21:31 #49399 da Blache_Francesca
Risposta da Blache_Francesca al topic "Rayuela" di Julio Cortázar
Allora, leggo il 73. Devo dire che le prime battute sono poetiche.
A domani!

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13/01/2021 10:34 #49409 da Margarethe
Risposta da Margarethe al topic "Rayuela" di Julio Cortázar
Eureka, il mattino ha portato consiglio! Ora penso di aver capito!!

Il fuoco è la passione per le invenzioni, le idee, l'arte. Queste sono rappresentate dal tornillo del napoletano. "La nostra verità deve essere invenzione" e cita tutte le arti, poi le professioni, i valori, la società, l'amore, la bellezza, tutte invenzioni.
Il napoletano, che vive per esse, subisce lo scherno della società, però poi è pace, e a questo punto tutti lo notano, solo colui che ha seguito i suoi ideali ha incontrato la pace. Il nuovo proprietario del tornillo ne è ispirato, e andando a lavorare in fabbrica sente il fallimento, solo è in pace quando lo osserva, quando coltiva le sue "invenzioni". Però Morelli pensava che il tornillo fosse Dio.

Cortázar si chiede: Vivere così sempre seguendo le "invenzioni", non è forse più che scrittura? nella nostra epoca conformista e attaccata al successo è qualcosa di più di scrivere. Però anche lui non lo sa, si chiede se anche questa ricerca dell'anticonformismo non sia in effetti letteratura di per sé. Dice "tormentata de living room", solo porsi queste scelte vizia le scelte stesse, si riferisce forse agli intellettuali borghesi. Dice che questa dialettica e la scelta della verità servono al proprietario onesto per tranquillizzarlo. La vita sta nella tura, nell'"invenzione", negli opposti, non nello scegliere una verità.

Chi sono Lascaux e Mathieu?

"un'amaca di parole", bellissima espressione per rappresentare questa lista di opposti.

Sono proprio le "invenzioni" che ci distruggono a Parigi, sono il fuoco che arde. Parigi è il grande tornillo, come un ago attraverso la cui cruna, occhio notturno, scorre la Senna, macchina di tortura, ardemos en nuestras obras. Inventiamo il nostro incendio. E siamo incurabili.

Chi sono Manes, Ormuz e Arimán?

Mi piace molto. Francesca che ne pensi, ho colto nel segno? :)

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14/01/2021 16:58 #49445 da Blache_Francesca
Risposta da Blache_Francesca al topic "Rayuela" di Julio Cortázar

Il fuoco è la passione per le invenzioni, le idee, l'arte. Queste sono rappresentate dal tornillo del napoletano. "La nostra verità deve essere invenzione" e cita tutte le arti, poi le professioni, i valori, la società, l'amore, la bellezza, tutte invenzioni.

Possiamo dire che il fuoco ci rimanda al mito di Prometeo? E che fuoco! Un "fuoco sordo senza colore e senza immagine". Poesia allo stato puro!
Con Manes and Company, entriamo in una dimensione più filosofica cui filo conduttore è Nietzsche (suggerimento della nostra compañera venezuelana di lettura). Ho cercato e ho trovato un interessantissimo articolo intitolato "La crítica de Nietzsche contra Occidente en Rayuela". E lì, rivelazione!!!
Scopro che -per farla brevissima- l'intento di Cortázar e quello di "de-costruire" la linearità del romanzo, la stessa critica che portò Nietzsche al mondo occidentale.
Sono solo all'inizio della lettura dell'articola, ma teniamoci aggiornate.
Ho letto anche il capitolo tre, ma aspetto te per commentarlo.

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17/01/2021 21:10 - 17/01/2021 21:12 #49568 da Margarethe
Risposta da Margarethe al topic "Rayuela" di Julio Cortázar

Blache_Francesca ha scritto: Possiamo dire che il fuoco ci rimanda al mito di Prometeo?

Ti prego fai finta che sia un po' tonta e spiegami meglio, da sola non ci arrivo :pinch:

Blache_Francesca ha scritto: Con Manes and Company, entriamo in una dimensione più filosofica cui filo conduttore è Nietzsche (suggerimento della nostra compañera venezuelana di lettura). Ho cercato e ho trovato un interessantissimo articolo intitolato "La crítica de Nietzsche contra Occidente en Rayuela".


Se la mettete su questo piano purtroppo io non so come muovermi perché di filosofia non so molto. Quindi fin qui capisco:

Blache_Francesca ha scritto: Scopro che -per farla brevissima- l'intento di Cortázar e quello di "de-costruire" la linearità del romanzo,


Ma poi

Blache_Francesca ha scritto: la stessa critica che portò Nietzsche al mondo occidentale.


che critica porto Nietzsche al mondo occidentale e cosa centra con la decostruzione della linearità del romanzo?

Grazie e abbi pazienza :)

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Ultima Modifica 17/01/2021 21:12 da Margarethe.

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20/01/2021 00:40 - 20/01/2021 00:40 #49648 da Margarethe
Risposta da Margarethe al topic "Rayuela" di Julio Cortázar
Il Capitolo 1 è stato molto più semplice :)

Che romantica questa frase:
"Oh Maga, en cada mujer parecida a vos se agolpaba como un silencio ensordecedor, una pausa filosa y cristalina que acababa por derrumbarse tristemente, como un paraguas que se cierra"

Mi è piaciuta anche questa, me lo ricorderò, matador de brújulas!! :laugh:

"[...] me había dado cuenta de que buscar era mi signo, emblema de los que salen de noche sin propósito fijo, razón de los matadores de brújulas"


In questo capitolo mi sono fatta anche qualche risata, tipo con la scena della zolletta di zucchero :lol:

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Ultima Modifica 20/01/2021 00:40 da Margarethe.

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20/01/2021 07:12 #49651 da Blache_Francesca
Risposta da Blache_Francesca al topic "Rayuela" di Julio Cortázar

In questo capitolo mi sono fatta anche qualche risata, tipo con la scena della zolletta di zucchero :lol:

Sì tratta di una scena imperdibile!!!

Se la mettete su questo piano purtroppo io non so come muovermi perché di filosofia non so molto. Quindi fin qui capisco:

L'autore si riferisce all'opera Il crepuscolo degli dèi di Nietzsche in cui egli rimette in discussione il concetto di verità intrinseca all'uomo e ritiene che la Verità sia un concetto creato dall'uomo come strumento di dominio (contemporaneamente, vi oppone la Menzogna). E il suo veicolo ne è il linguaggio. Quindi, da parte di Cortázar, il desiderio di rimettere in discussione il linguaggio stesso.

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23/01/2021 17:00 #49788 da Margarethe
Risposta da Margarethe al topic "Rayuela" di Julio Cortázar
Capitolo 2

All'inizio parla del come ci si sente a vivere all'estero, della paura e del doversi abituare a un altro luogo.

Non ho capito questa frase: "El desorden en que vivíamos, es decir el orden en que un bidé se va convirtiendo por obra paulatina en discoteca y archivo de correspondencia por contestar, me parecía disciplina necesaria aunque no quería decírselo a la Maga"

Descrive la sua vita sregolata, si chiede che senso abbia, se sia solo una posa anche questo stile di vita, si rende conto del degrado in cui vive. Si sente un po' un imbroglione di fronte alla Maga che pende dalle sue labbra perché lui conosce tante cose: "como siempre me costaba mucho menos pensar que ser". Sente immobilità in questo stile di vita e la Maga glielo rivela inconsapevolmente perché osservando lei capisce il disordine in cui vive, che per lei è normale ma per lui è forse solo una posa. Dice che non ha voluto fingere come i bohemién pensando che quel caos fosse un ordine superiore dello spirito, vorrebbe liberarsi da questa esistenza però teme che in realtà finirebbe in una gabbia, però capisce che anche quel tipo di esistenza non sarebbe possibile senza che dietro ci fosse il desiderio di una vita ordinata. è dubbioso in merito al senso della vita: "pienso que tanto sentido tiene hacer un muñequito con miga de pan como escribir la novela que nunca escribiré o defender con la vida las ideas qu redimen a los pueblos"

Poi si parla di questo Rocamadour che penso sia il figlio della Maga, e c'è la contrapposizione tra Mundo Maga (disordine, vita sregolata) e Mundo Rocamadour (ordine, responsabilità)

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