Leggere i vostri commenti è stato più interessante che leggere il libro stesso
La profondità delle vostre opinioni Buzzati non se la merita.
Su se Buzzati volesse parlare di amore o meno: il libro si chiama "Un amore" quindi secondo lui quella descritta è una forma di amore, cosa che io non ho percepito in alcun modo, in manco una pagina o una frase.
Sullo stile purtroppo non concordo per niente con Lorenzo: non mi ha nè affascinato, nè conquistato, nè coinvolto, bensì reso ininterrottamente insofferente verso un italiano cosi pessimo e una superficialità e ridondanza narrativa urticanti. Non è un problema di flusso di coscienza, visto che sia Mrs Dalloway sia soprattutto Domani nella battaglia pensa a me mi sono piaciuti tantissimo; è proprio lo stile di Buzzati che trovo brutto (mi dispiace usare un aggettivo cosi scontato, ma aggettivi più coloriti che vorrei mettere potrebbero risultare troppo soggettivi).
L'ultimo capitolo è la parte che mi è piaicuto di più, il più sensato e non capisco bene perchè Lorenzo invece pensi che il finale lasci la questione irrisolta. Il finale spiega benissimo come le duecento pagine precedenti non parlavano di "Un amore" , ma di uno sghiribizzo di un uomo di mezza età, preso dall'angoscia del tempo che passa e del vuoto che vede nella sua vita. Lorenzo si chiede se vale la pena vivere amori dolorosi se poi però ci permettono di sentirci vivi. Ovviamente la risposta è sì, ma la domanda non c'entra molto con questo libro. Lui si sente vivo solo perchè deve fare qualcosa che lo strappi all'inutilità della qua quotidianità. Si sarebbe sentito vivo in altre trecento altre situazioni, e soddisfatta la voglia di novità, può tornare alla sua vita monotona finchè non arriva il prossimo momento di noia. Sono d'accordissimo che bisogna agire come lui quando si prova un sentimento di apatia come il suo e che sia giusto buttarsi a capofitto in qualcosa. Ma questo non c'entra affatto con un possibile sentimento di amore che possa aver provato il protagonista.