Letto finalmente anche io questo libricino, queste riflessioni, questo diario personale che quasi ci si chiede come mai Lewis ne abbia voluto la pubblicazione, visto che e´ il suo dolore sincero e puro per una perdita che lo ha sconvolto.
Di recente per il Gruppo di Roma ho letto "Guida rapidi agli Addii" ed e´impossibile non paragonare queste due diverse elaborazioni del lutto(tralasciando comunque il fatto fondamentale che il primo e´ un fatto personale realmente accaduto,mentre quest´ultiomo e´ frutto di fantasia). La Guida rapida e´ un libro leggero,dal tema serio,ma affrontato non per angosciare o porsi le grandi domande della vita,e´ piu´ che altro una riflessione pratica e non "fisica" su come la propria vita continui dopo un lutto importante,su come si guarda tutto,anche il passato,sotto una luce diversa, di come si possa quasi raggiungere una nuovo stadio di maturita´ dopo un lutto. In Lewis invece c´e´ l´anima messa a nudo,una riflessione prettamente e profondamente intima su come dentro si spezzi qualcosa,e si´,la vita cambia,ma cambia semplicemente da vita a vuoto, non cambiano i piccoli aspetti della giornata,quanto l´essenza del vivere stesso che perde di significato.
La questione della religione,come avete sottolineato voi,e´ centrale e forse, per quanto riguarda i miei gusti personali, rende questo diario un po´troppo filosofico. Non e´necessario provare un lutto importante per porsi i grandi interrogativi ("Dov´e´ Dio ora?"), spesso ci si rivolge con rabbia a lui anche solo quando sembra che tutto vada per il verso sbaglio,quando sembra che non ci sia speranze di riprendersi, e questo aspetto Lewis lo esprime magiostralmente. Poi pero´ un credente non praticante penso si fermerebbe li´, e come dice Pierbusa, si smette e basta di crederci, perche il dolore e´ troppo complesso e non si ha voglia di arrovellarsi con simili questioni. Lewis invece era evidentemnte un credente convinto (piu che altro ho letto che ha avutoun percorso religioso molto lungo) e quindi per lui la questione Dio diventa il tema portante della rielaborazione del suo lutto.
In sostanza: un libriccino piccolo,ma "pesante",nel senso che il tema pesante viene trattato con una serieta´ e profondita´ che segnano.
"Il solo mezzo di sopportare l'esistenza è di stordirsi di letteratura" Gustave Flaubert