Ieri sera ho finito la lettura di questo romanzo e devo dire che mi aspettavo di più.
Io invece son rimasta piacevolmente colpita! Date la tante recensioni negative avevo aspettative bassissime, invece non solo mi ha ben intrattenuta, ma lo trovo strutturalmente e stilisticamente più che accettabile! Anche se ammetto che anche a lettura ultima confermo che per il mio parere ha giovato molto il fatto che potessi leggerlo in 3 giorni dedicandogli molto tempo non potendo muovermi, se lo avessi diluito sicuramente mi avrebbe annoiato di più. Inoltre, son contenta di aver letto qualcosa dell'Irish Writers Center! Viene pubblicizzato all'inizio da Fazi e poi dall'autore nei ringraziamenti, é una realtà che seguo da qualche anno e che trovo molto interessante. L'Irlanda è l'unico paese in Europa (al mondo?) a prevedere uno stipendio mensile per chi vuole dedicarsi ad arti creative, specialmente letteratura, è un progetto che va avanti da qualche anno e che punta a investire a lungo termine in una società in cui la cultura continui ad avere una rilevanza importante: direi che agli occhi di un paese come il nostro, in cui addirittura il bonus cultura viene cancellato, è un'iniziativa decisamente rivoluzionaria! Anche per quello negli ultimi anni si vedono molti libri di scrittori e scrittrici irlandesi, che magari non hanno usufruito di questi fondi, ma i cui libri vengono ora promossi molto di più proprio nel contesto di queste nuove politiche culturali irlandesi. Vi lascio qui alcune informazioni:
www.avvenire.it/agora/cultura/reddito-di...nti-irlandese_104353
Non mi ha completamente soddisfatta e, soprattutto, da un thriller mi aspettavo più coinvolgimento che sinceramente non c'è stato, forse per la struttura narrativa fatta a più voci.
Se avete thriller da consigliare che vi abbiano coinvolto molto, ditemi pure, io ne leggo un po'e sinceramente mi fa più da page turner un romanzo di Alba De Cespedes o di Dickens che i thriller che leggo
; sulla struttura a più voci, sinceramente penso che il 90% dei thriller sia scritto così, credo sia proprio il genere che prevede un maggior coinvolgimento se vedi la storia da più punti di vista, è più facile costruire così il puzzle che dovrebbe risolvere il mistero. Tutti i thriller che ho letto negli ultmi anni avevano questa struttura, ma concordo che a volte è facile che porprio questa struttura a più voci non solo renda più confusionaria la narrazione ma fa anche sì che ci si senta meno coinvolti doveando cambiar ein continuazione punto di vista e cose su cui si concentra la narrazione.
Come dicevo poco sopra, mi aspettavo un maggior coinvolgimento e un ritmo più serrato, invece fino al 70% del romanzo è tutto un po' diluito, non saprei come spiegarlo in altro modo, nel senso che non ho sentito quella carica adrenalica "devo leggere tutto subito per capire come finisce, chi ha fatto questo e quello".
Però i due colpi di scena finali
secondo me son ben fatti! Spesso i thriller (come anche molte serie tv di questo generale) costruiscono intrighi con tanti misteri e il finale poi è deludente per il semplice fatto che l'autore/autrice ha creato un intreccio che è impossibile da risolvere in modo chissà che originale e sensato insieme. Invece qui mi sembra che questi due colpi di scena siano non solo abbastanza inaspettati ma anche credibili, non sono una soluzione messa a caso per concludere velocemente la storia dopo che l'autore non sapeva più che pesci pigliare (cosa che succede appunto spesso in questo genere).
Sì, o comunque
Anche per me il personaggio di Aoife è tra il terribile e il complesso, nel senso che mi sembra sia un miscuglio di gelosia, spirito di autoconservazione (sia da piccola che da adulta), solitudine.
Sì e no, nel senso