Libro scelto da me per il punto 14 della challenge, anche questo nella mia lista da tantissimo tempo.
E' un libro molto breve e scorrevole, ma ha un impatto profondo e tocca temi universali. Concordo con altri che il suo concetto potrebbe sfuggire ai più piccoli, ma secondo me sarebbe da leggere almeno due volte nella vita, da bambini e da adulti. Da bambini si potrebbe rimanere affascinati dagli elementi fantastici della storia, mentre da adulti si apprezzerebbe di più il significato nascosto.
"Non si vede bene che col cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi", è secondo me il messaggio più importante. Da adulti si inizia a prendere quasi tutto per scontato, a non apprezzare più la gioia e la bellezza che si trova anche nelle cose più piccole, si diventa schiavi dell'abitudine e della conformità. Questo libro va quindi considerato non solo per la trama e i personaggi, ma per ritrovare in sé quello che è andato perso. Il pilota incontra il Piccolo Principe e ne rimane incantato dalla sua innocenza e dalla sua innata curiosità, tipica dell'infanzia. Questo bambino rappresenta un'età spesso dimenticata dagli adulti e, attraverso i suoi occhi, il pilota riscopre l'infanzia, dove tutto è meraviglia, e si ricorda dell'importanza di mantenere viva questa meraviglia nel mondo adulto. Nel suo viaggio, il Piccolo Principe incontra vari personaggi che rappresentano difetti comuni dell'età adulta: il desiderio di potere, la vanità, l'ubriachezza, l'ansia di possedere... Tutto ciò che per loro è importante appare superfluo ai suoi occhi. Questo tema amaro della scoperta dei limiti che a quell'età dovrebbero non esistere, nella voglia di scoprire ed esplorare, è uno dei fili conduttori del libro.
Detto per corto, questo libro ci invita a riflettere sull'essenziale, su ciò che è veramente importante, e a ricordare che una volta, tanti anni fa, eravamo tutti bambini, e che anche da adulti ci si può ancora sentire tali.