All'inizio del libro la giovane vittima dell'efferato omicidio si chiama Giorgio Santorelli, 13 anni, in "arte" Gloria. Italiano, immigrato o figlio di immigrati si guadagnava da vivere prostituendosi. Un poliziotto parlando di lui ne parla come di "quell'essere" perché
"Maschio non era, per come si atteggiava, ma Dio non l'aveva creato neanche femmina. Un essere indefinito, ecco cos'era secondo me: lui e tutti quelli come lui".
Il tutto nella New York di fine ottocento. Non è che tutto questo ci ricorda qualcosa tipo razzismo e omofobia?
Più avanti si decrive l'atteggiamento della polizia nei riguardi di omicidi come quelli del giovane Santorelli, e un dirigente delle forze dell'ordine afferma:
"Le forze dell’ordine si impegnano al massimo se la vittima è rispettabile e benestante, ma un ragazzo come questo, un immigrato dedito al meretricio… Mi vergogno ad ammettere che non abbiamo mai investigato in un caso simile. E l’atteggiamento di Flynn lo dimostra». Si portò di nuovo le mani ai fianchi. «Ma sono stanco. In questi sordidi quartieri mariti e mogli si uccidono fra loro, alcolizzati e tossicomani ammazzano gente perbene, le prostitute vengono massacrate e si suicidano a decine e tutto questo al massimo viene considerato uno spettacolo sinistro da chi lo osserva dal di fuori. È già abbastanza brutto così, ma che poi accada a un bambino e la reazione generale sia quella di Flynn… perdio, mi viene voglia di dichiarare guerra ai miei stessi uomini. Quest’anno abbiamo avuto già tre casi del genere, e la polizia non ha mosso un dito»."
Insomma a quanto pare la morte violenta di un giovane immigrato non era materia degna di indagini .
Mi pare che il quadro che viene dipinto nella prime battute del libro sia esaurientemente tracciato.
(Su Anna Karenina) È un'opera d'arte perfetta, che arriva assai a proposito; un libro assolutamente diverso da ciò che si pubblica in Europa: la sua idea è completamente russa.— Fëdor Dostoevskij
Tanti anni nel Club e nemmeno una medaglia!