mulaky post=55373
Vincenzo, con "fauna maschile" era ironica e pensavo si capisse visto il tenore scherzoso che c'è già nel topic, vedrò di essere più chiara la prossima volta e di specificarlo. Ad ogni modo, avevo scritto chiaramente di aver preso come riferimento quello che è capitato nei gruppi di lettura della mia città, che è un campione limitato, insomma il mio punto di vista non voleva essere legge divina... non dico che succeda così ovunque.
Carissima Giorgia, me lo sentivo che avresti replicato se non altro perché leggendoti un po' sul forum in questi mesi noto che prendi molto a cuore le vicende di cui si discute. Come si dice a Catania (hai u focu intra - traduco per gli altri: hai il fuoco dentro, nel senso di passione) e questo fuoco mi piace molto, ravviva la discussione, la spinge a un livello più alto.
Quando si legge una frase, talvolta in modo involontario la si decontestualizza dall'insieme e il senso che si coglie può risultare altro rispetto a quello che l'estensore intendeva suggerire.
Ora il mio riferirmi alla fauna non era una critica a te rivolta ma rispondevo in generale all'idea di una etichetta posta inizialmente da qualcuno prima di te e ripresa a caduta da altri fino a condividerla e scimmiottarne persino il suono che meritava una replica per cui a quel punto mi sono sentito in dovere di dire la mia, non tanto per difendere la categoria alla quale appartengono che avrebbe involontariamente avvalorata la tesi, ma offrendo un punto di vista altro con il quale confrontarsi e che tu con occhio attento hai ripreso nel passo seguente.
mulaky post=55373
Secondo me si fa quel che si può per spronare a rimanere, a proporre, a leggere, ma evidentemente alcuni non sono interessati a leggere, quantomeno insieme e quindi parlare di libri.
Non so se hai frequentato gruppi di lettura fisici, in tre anni che li frequento assiduamente ti posso dire che molto spesso si vede chi ha problemi di timidezza o di genere letterario e chi invece non è interessato o partecipa solo perché non ha di meglio da fare. Quindi, secondo me, il problema principale è l'interesse... che non c'è proprio oppure non c'è in misura tale da spingere a un confronto con altri lettori sulle letture.
Mi sembra alquanto singolare pensare che qualcuno si avvicini al gruppo privo d'interesse per la lettura perché attratto solo dal piacere sensuale offerto da belle presenze al suo interno. Ci vuole coraggio da vendere ma la stupidità a volte spinge a gesti inconsulti che richiamano alla mente memorie primordiali.
Il punto a mio giudizio è che il gruppo prima di fondarsi su esperienze condivise di lettura deve ancor prima costruire relazioni comuni al suo interno che facciano sentire le persone vicine l’una all’altra.
Un intreccio di relazioni positive si fonda ancor prima su argomenti semplici, persino frivoli, per saldare emotivamente gli animi e predisporli in modo direi quasi naturale ad accogliere argomenti più impegnativi, quando chiamati ad esempio alla scelta e discussione del libro del mese.
Non partecipo a gruppi di lettura fisici non tanto perché io non lo desideri ma perché la famiglia, gli impegni di lavoro, il club del libro e altri interessi mi tengono molto occupato.
Sicuramente la tua esperienza diretta offre uno sguardo più attento del mio per capire da vicino le ragioni di scarsa partecipazione maschile e che ha messo peraltro in evidenza un interessante punto di vista sulla assenza di persone più grandi, ma io penso che il problema vada affrontato anche da una prospettiva più ampia che apra un ragionamento ad esempio sulle dinamiche di gruppo per osservare che la questione va colta su più fronti.
Di dinamiche di gruppo ne capisco, se non molto, qualcosa e per esperienza personale ti dico che le stesse giocano un ruolo non secondario.
L’intreccio di relazioni solide offre l’opportunità di sviluppare un potente coinvolgimento emotivo che aiuta i singoli ad affrontare i limiti che si frappongono tra loro e il gruppo. Occorrono naturalmente leaders capaci di coltivare, nutrire, alimentare queste relazioni con le quali favorire la creazioni di ponti e sgretolare barriere ove si presentano.
È un lavoro lungo e faticoso ma se si desidera aprirsi agli altri occorre lavorarci su parecchio.